La Radio che racconta i latinos ai gringos

Racconta l’America Latina attraverso il podcast della radio pubblica statunitense. Confeziona storie di mirabile giornalismo narrativo, che le sono valse tre anni fa il Premio Garcia Marquez e di recente il Third Coast Competition, il più prestigioso dell’industria radiofonica. Radio Ambulante è qualcosa di unico, non solo per la qualità dei suoi programmi, ma anche per la sua natura di porta girevole tra il Nord e il Sud delle Americhe. Tra il mondo dei latinos e quello dei gringos. Il che, all’epoca di Donald Trump, è un punto di vista assolutamente privilegiato. Continua a leggere “La Radio che racconta i latinos ai gringos”

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El Chigüire, fare satira nel paese bipolare

Slittate da un anno, il 15 ottobre in Venezuela si tengono le elezioni per il rinnovo dei 23 Governatori. C’è grande attesa, perché rimettono in moto il processo elettorale. Avvengono dopo le grandi proteste tra aprile e luglio e l’insediamento della Assemblea Costituente che si è assunta pieni poteri legislativi. L’intero assetto istituzionale del Paese è scassinato. Gli ultimi tentativi di dialogo nella Repubblica Dominicana sono in un vicolo cieco. Il paese è sfiduciato, esausto. E tutto sembra sospeso. Nessuno sa bene cosa stia succedendo nel mondo politico.
In Venezuela non c’è merce più preziosa delle notizie. La crisi economica ha stretto i giornali tra la difficoltà di rifornirsi di carta e il precipitare delle vendite. Lo scontro politico ha visto il governo accelerare il controllo sulle tv e togliere licenze alle radio, mentre la guerra di informazioni è una manna di fake news. Continua a leggere “El Chigüire, fare satira nel paese bipolare”

Valerie Brathwaite, quando Caracas la notte si vestiva di rumba

C’è stato un tempo che al Parque Central si affollavano i cinema e i ristorantini, il maestoso teatro Teresa Carreño faceva sold-out e le terrazze dell’Hilton si animavano di cocktail e musica. Caracas si vestiva di rumba, ognuno come poteva, ma non c’è caraqueño che non ricordi gli anni del boom, quando ci si poteva permettere un vestito nuovo e una festa, non occorreva essere ricchi per farlo. Quest’anno la metropoli venezuelana compie 450 anni dalla sua fondazione. E poche volte come ora si è sentita così sola. Continua a leggere “Valerie Brathwaite, quando Caracas la notte si vestiva di rumba”

Colombia, tra i sacerdoti col fucile che credevano nella rivoluzione

Erano giovani di classe media ma capaci, come nessun altro, di parlare ai campesinos. Erano innamorati della Cuba castrista, eppure allergici al dogmatismo sovietico. Erano anche preti, frati e suore, arruolatisi a centinaia. L’Eln, l’Esercito di Liberazione Nazionale, fin dal 1964 è qualcosa di unico in Sudamerica. Non a caso è l’ultima guerriglia a resistere. E non a caso è così difficile negoziare coi suoi comandanti, come sta facendo da mesi lo stato colombiano a Quito, in Ecuador. Continua a leggere “Colombia, tra i sacerdoti col fucile che credevano nella rivoluzione”

Il Mediterraneo sensuale e inquieto di Picasso

Ci sono voluti ottant’anni per far rincontrare le bagnanti di Pablo Picasso. Avevano preso vita infatti nel 1937, nello studio parigino di Rue des Grands-Augustins. Al grande pittore spagnolo erano bastati otto giorni, dal 10 al 18 febbraio, per realizzarle tutte e tre. Dalla Spagna arrivavano i miasmi della Storia e non erano che le prove generali di una tragedia colossale. E Picasso, che di lì a poco avrebbe messo su tela il suo più plateale e poetico manifesto contro il fascismo, Guernica, in quel febbraio si aggrappava all’idea voluttuosa e sorniona dei corpi nudi sulla spiaggia. Continua a leggere “Il Mediterraneo sensuale e inquieto di Picasso”

Caracas, un atelier da rivendicare

Dalla terrazza della Macolla, l’Avila è così vicina che sembra respirare. La montagna carica di vegetazione e umidità, immobile a segnare il Nord, è l’unica certezza per qualunque caraqueño. La metropoli si estende ai suoi piedi. Ma da qui, dall’alto del pendio dove è accucciato il quartiere de La Pastora, sono lontani i sussulti di marce e lacrimogeni, il traffico assordante, il vociare del centro, le prediche degli evangelici nelle piazze, gli assalti a mano armata. Non che la Pastora ne sia immune. La notte si allunga di ansia e di giorno chiunque ti avverte di non salire camminando da solo. Eppure quando si arriva su, con la brezza spinta dai boschi dell’Avila, questo antico rione coloniale, con le stradine melanconiche e gli edifici dalla bellezza sdrucita, riesce a incantare. Continua a leggere “Caracas, un atelier da rivendicare”

Nella Caracas che sfida Maduro

Stazione del metro di Plaza Venezuela, pieno centro città. Verso le 8 del mattino i corridoi sono quasi deserti, un pugno di persone aspetta in silenzio. A quell’ora di solito la metro sembra un inferno. Mezz’ora prima, un barrio caotico e popolare come Petare, un tempo roccaforte chavista, sembra evacuato. Un’ora dopo, a Santa Monica, sud-ovest cittadino, nessun negozio è aperto, passano alcune macchine, gironzolano alcuni passanti. Avenida Fuerzas Armadas, centro città, che fin dall’alba rimbomba sotto il peso di busetas, auto e moto, appare spettrale.
Caracas si è svegliata sorpresa, ieri, 20 luglio, giornata di sciopero generale. Passata la coda d’acqua della tormenta tropicale Don, il sole ha fatto capolino riscaldando un’aria che sa ancora di pioggia. Col passare delle ore la città ha ripreso ad animarsi, lentamente, ma è rimasta mezza afona. Continua a leggere “Nella Caracas che sfida Maduro”