«Il mio Honduras vittima di una grande frode»

L’Honduras è in un vicolo cieco. E ribolle di collera e di paura. Ci sono voluti 20 giorni per conoscere il risultato ufficiale delle elezioni, tenute il 26 novembre scorso. Il Tribunale Supremo Elettorale ha dato come vincitore il presidente uscente Juan Orlando Hernández, da tutti chiamato JOH.
Secondo il Tribunale, considerato come sua lunga mano, JOH avrebbe distaccato di circa 50 mila voti Salvador Nasralla, un famoso presentatore televisivo ora a capo della Alianza oposidora contra la dictadura, un agglomerato di centro-sinistra che fin dal nome scelto ricorda all’avversario di aver guidato il golpe nel 2009 contro Manuel Zelaya, ne denuncia il piglio autoritario e l’intenzione di rimanere in carica costi quel che costi. Continua a leggere

Annunci

In rivolta contro gli intrighi del clan Fujimori

È stato un Natale agitato a Lima. Nelle strade della capitale peruviana sono scese migliaia di persone in collera, appena saputa la decisione del presidente Pedro Pablo Kuczynski (per tutti Ppk) di concedere l’indulto «per ragioni umanitarie» all’ex autocrate Alberto Fujimori.
Fujimori ha trascorso in carcere 12 dei 25 anni di condanna inflitti per violazione dei diritti umani e sequestro di persona. Ma nonostante il ritorno alla democrazia e il suo ingresso in carcere, ha continuato a dominare la scena politica del Perù, appeso al filo del dolore delle vittime e del consenso di cui tutt’ora gode. Lo stesso indulto è l’ultimo atto di un gioco di scacchi guidato da lui e dai suoi figli, tutti protagonisti della vita pubblica. Continua a leggere

Maduro gioca su tutti i tavoli, rilancia e si tiene il Venezuela

Secondo un sondaggio appena realizzato da Datanalisis più di quattro venezuelani su dieci sentono per il paese una grande «tristezza» e tre su dieci provano «rabbia» e «sfiducia». Nelle elezioni municipali di domenica 10 dicembre, oltre 10 milioni su 19 non sono andati a votare, vale a dire più del 52%. Paradossi: un Paese che si credeva allegro e con un gran senso dell’ironia e della burla, si scopre triste; e il Paese che da sempre adora votare, si scopre astensionista. Continua a leggere

Colombia, un gesuita in cerca della verità

Se c’è una parola che padre Francisco De Roux ripete più spesso è «dolore». Uno degli uomini più amati e più odiati di Colombia si trova dall’11 novembre a presiedere la neonata Commissione per la Verità, frutto degli accordi di pace sottoscritti un anno fa tra Governo e la guerriglia delle Farc.
Francisco De Roux è un gesuita di 74 anni che conosce come le sue tasche il basso e l’alto del paese, gli strati più poveri e le elite più potenti. E conosce le viscere del conflitto che ha scandito brutalmente il XX secolo del paese latinoamericano. Continua a leggere

Chi offre di più per questi tesori?

Quello che fino a qualche anno fa era l’appartamento dell’Intendente, ha l’aria di un posto lasciato quasi di fretta. Le camere vuote immerse nel buio, un tavolo, i pavimenti di marmo, le porte-vetrate anni ’60. Si scende di un piano. I balconi socchiusi filtrano la luce. I piccioni si sono fatti un varco e sbattono spaventati tra gli infissi e il soffitto. Le scrivanie degli uffici, le scaffalature in mezzo alle stanze, libri e faldoni. Poi si apre la sala di rappresentanza: i soffitti affrescati, gli stucchi e il mobilio d’epoca. La carta da parati con motivi floreali si sta staccando. Siamo a Piacenza, Palazzo Serafini. In questo edificio cinquecentesco in centro città, ci avevano ricavato uffici con la furia d’interni delle amministrazioni pubbliche. E poi abbandonato. Continua a leggere

La Radio che racconta i latinos ai gringos

Racconta l’America Latina attraverso il podcast della radio pubblica statunitense. Confeziona storie di mirabile giornalismo narrativo, che le sono valse tre anni fa il Premio Garcia Marquez e di recente il Third Coast Competition, il più prestigioso dell’industria radiofonica. Radio Ambulante è qualcosa di unico, non solo per la qualità dei suoi programmi, ma anche per la sua natura di porta girevole tra il Nord e il Sud delle Americhe. Tra il mondo dei latinos e quello dei gringos. Il che, all’epoca di Donald Trump, è un punto di vista assolutamente privilegiato. Continua a leggere