Josef Albers, il Messico dell’arte astratta

Il muro di serpenti di Tenayuca, il palazzo delle colonne di Mitla, le piramidi a gradoni di Monte Albán,la strada dei morti di Teotihuacán, le rovine di Chichén Itzá, le case in adobe nel New Mexico. Cosa lega l’antica architettura pre-ispanica al modernismo? Un nome: Josef Albers. Continua a leggere

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Se l’Argentina si consegna al FMI. Il ritorno dei fantasmi

Due anni fa Mauricio Macri è riuscito a convincere la maggioranza degli argentini di essere il presidente che avrebbe riassestato l’Argentina e modernizzata in profondità aprendola al mondo. Ora rischia di essere ricordato come il presidente del tarifazo (l’aumento esponenziale di tutte le tariffe-base, dal gas all’acqua) e soprattutto come l’uomo che ha riconsegnato il paese al FMI. Continua a leggere

Caracas, segnali di nervosismo da Pechino

La Cina è da dieci anni l’alleato più fedele di Caracas. Ha concesso finanziamenti generosi, investito milioni di dollari e ottenuto commesse altrettanto milionarie. Ha sostenuto i governi socialisti di Hugo Chȧvez prima e di Nicolȧs Maduro poi, anche nei momenti di più alta tensione e difficoltà. La svolta risale al 2008 con la nascita del Fondo comune Chino-Venezuelano, vero motore dell’alleanza fra i due paesi. Si calcola che la Cina abbia iniettato oltre 60 miliardi di dollari durante il decennio. Continua a leggere

Nicaragua, si sbriciola la monarchia degli Ortega?

Spesso sono stati paragonati a Nicolae e Elena Ceausescu. Ma loro, Daniel Ortega e Rosario Murillo, marito e moglie, oltre che presidente e vice, hanno sempre fatto buon viso, sorridendoci su. Mai invece avrebbero pensato di finire accomunati a Anastasio Somoza, il dittatore che proprio loro assieme ai giovani guerriglieri sandinisti avevano rovesciato in quella che è stata la rivoluzione più hippy degli anni ’70. Continua a leggere

Giuseppe Valsé Pantellini, la Rovigo egiziana

L’anno prossimo si celebreranno i 150 anni dall’apertura del Canale di Suez. All’epoca il Khedivè Ismail Pascià, ovvero il viceré d’Egitto, lo inaugura con festeggiamenti sontuosi. Cerca di convincere un ritroso Giuseppe Verdi a scrivergli un’opera e l’Aida andrà alla fine in scena al Teatro de Il Cairo nel 1871. Anche per il banchetto si rivolge a un italiano: Giuseppe Valsé Pantellini. E’ il proprietario di due hotel di lusso, l’Europa ad Alessandria e il Grand Hotel de Il Cairo. Si aspettano centinaia di ospiti, teste coronate, ambasciatori, uomini d’affari. Continua a leggere

Effimera, disegnata, illusiva. L’architettura immaginata

E’ il 1758. Per le esequie di papa Benedetto XIV, Vittorio Bigari immagina di costruire una maestosa macchina scenica all’interno della chiesa bolognese di San Bartolomeo. La salma del pontefice dovrebbe campeggiare sulla sommità di un basamento incastonato in una nicchia e avvolto da drappi legati all’edificio proprio come lui ha tenuto salda la Chiesa. In alto, il Velo della Veronica. Alla fine, la cerimonia non sarà fedele ai disegni dell’artista, ma quei fogli ci lasciano un esempio straordinario di progetto architettonico come invenzione degli spazi, scritti da immaginifici apparati visivi, destinati all’effimero più che al permanente. E capaci di ridare all’architettura il suo valore amplificato di coreografia dell’esistente, slegandola dall’obbligo del costruito e del persistente, per ridarle invece la potenza dell’immagine e la possibilità del precario. Continua a leggere

Jeremías Gamboa: «Il Perù? Una cupa serie di Netflix»

«Il Perù sembra una tragedia shakespeariana con i malvagi che guardano verso il pubblico e spiegano loro quello che succede». Jeremías Gamboa è uno dei migliori scrittori peruviani. E per capire cosa stia succedendo in Perù non bastano gli analisti politici. Meglio ricorrere ad altri sguardi, come il suo. Nato nel 1975 da una famiglia umile di Lima, una ricca esperienza da giornalista e poi da editor, si è fatto conoscere dieci anni fa con una raccolta di racconti (Punto de fuga) per essere poi consacrato nel 2013 con il romanzo Contarlo todo. Di lui è rimasto folgorato il decano dei narratori latinoamericani, Mario Vargas Llosa. Continua a leggere