L’infinita transizione

novembre 30, 2009

SANTIAGO DE CHILE – Una coppia di ragazzi gay, mano nella mano, dice: “oggi la gente ci accetta, ora manca un paese che ci rispetti”. I due guardano il candidato presidenziale, uno gli posa la mano sulla spalla e ripete: “Sarà la nostra voce”. Cinque secondi di spot televisivo. E’ una delle sorprese di Sebastian Piñera, che guida la Alianza por el Chile. Cioè: destra, con il volto liberista e le radici pinochettiste. Chi l’avrebbe mai detto, che in uno dei paesi più conservatori, la campagna elettorale si sarebbe infuocata sulle unioni gay e lesbiche, con il centro-sinistra che balbetta e la destra che propone una legge su l’Acuerdo de vida en comun.
Un paese di paradossi, il Cile. La sua presidenta Michelle Bachelet gode di una popolarità che ormai ha raggiunto l’80%. La Costituzione le impedisce di candidarsi per la seconda volta, eppure l’alone di prestigio che la circonda non riesce a trascinare nei sondaggi per le prossime presidenziali la sua coalizione di centro sinistra. Pediatra, già ministra della difesa di quelle forze armate che ne uccisero il padre generale e la imprigionarono con la madre, Bachelet incarna il volto di una riformatrice prudente e pragmatica.
Ancora paradossi: il Cile è forse il Paese che meglio ha reagito alla crisi economica. Eppure, dalle classi alte ai settori popolari non si parla che di un malcontento diffuso. Nella stessa pagina di un quotidiano si possono leggere le lodi dagli istituti internazionali come “il peso è la monetà più apprezzata in America Latina” oppure “i fondi pensione sono i più stabili della regione” o, ancora, “Il Cile è tra i paesi con minore frode fiscale”. Allo stesso tempo, la rete di welfare è stata rafforzata nell’ultimo anno, grazie alle grandi riserve finanziarie che, oculatamente, il ministero dell’economia aveva accumulato grazie al valore del rame, maggiore voce di export. La riforma del lavoro è all’ordine del giorno, per aumentare le protezioni e i diritti sociali. Come prova di efficienza viene portata anche la rapidità di risposta alla crisi sanitaria dell’epidemia suina, nonostante l’impatto sia stato violentissimo. Eppure il desiderio di cambiamento politico si percepisce urgente.
Le elezioni presidenziali si terranno il 13 dicembre e si giocheranno tra quattro candidati. Alle urne si attendono circa sette milioni di elettori che sicuramente si prenderanno un mese in più per una scelta definitiva, al secondo turno. Dei quattro il più agguerrito è Sebastian Piñera, leader della coalizione di centro-destra. Imprenditore sessantenne, proprietario della LAN, principale compagnia aerea cilena, e con partecipazioni nelle maggiori imprese del Paese, per la seconda volta tenta la scalata al Palazzo della Moneda. Il suo sorriso perfetto questa volta è ben rasserenato dai sondaggi, che lo danno in vantaggio al primo turno con oltre il 40% e in vantaggio al ballottaggio.
La Concertacion di centro-sinistra si presenta con il democristiano Eduardo Frei, già presidente dal 1994 al 2000 e uscito vincitore da primarie pasticciate e controllate dai capi partito dell’alleanza. Un candidato settantenne, dal volto triste e l’eloquenza noiosa, quasi una maschera della stanchezza del centrosinistra. La crisi è soprattutto tra i militanti e i dirigenti radicali e socialisti che hanno dovuto accettare Frei, ma che si stanno interrogando sul senso e sul futuro di una sinistra nel paese. Scommessa grossa, come si sa anche in Europa.
E su questo si è inserito il terzo candidato, Marco Enriquez-Ominami. Trentaseienne, regista, deputato socialista, figlio di Miguel Enriquez il leader del MIR ucciso dalla polizia di Pinochet in un’azione di guerriglia. Il piccolo Marco aveva quattro mesi allora; trasferito con la madre in Francia, è stato adottato dal senatore Carlos Ominami.
In questa trama familiare, molto sudamericana, MEO – come è chiamato con l’acronimo – ha accusato pubblicamente l’immobilità della sinistra e il declino della Concertacion. Ha fatto una campagna obamiana e si dichiara semplicemente “progressista”. Ha dalla sua una mobilitazione impressionante di giovani. Utilizza agguerrito i social network, è circondato di attivisti ecologisti, del partito umanista, pezzi socialisti, e soprattutto dell’intera generazione mirista, che ora conta molti imprenditori di successo.
MEO ha riaperto l’agenda politica, scompigliando le carte: dice di volere dare al Paese un salto di velocità e modernizzarlo, con un mix di dinamicità economica e universalizzazione del welfare. Chiede di rompere con l’infrastruttura sociale del classismo per aprire la società alle opportunità e al ritmo delle giovani generazioni e delle donne. Parla di diritti civili in un paese profondamente conservatore. L’irruzione di MEO ha messo in difficoltà la Concertacion e l’ultimo sondaggio realizzato dal CEP (Centro de Estudios Publicos) lo accredita al 19% contro il 26% di Frei.
L’ultimo candidato è Jorge Arrate, già ministro socialista di Salvador Allende. Sostenuto dai comunisti, è dato al 5%. Anche Arrate parla ad un popolo di sinistra smarrito, che chiede un “cambio interno”, una riarticolazione delle alleanze. Nel frattempo è riuscito a strappare un patto di desistenza con la Concertacion, in modo da portare in parlamento la sinistra radicale sempre esclusa, per effetto del sistema binominale, una delle trappole della transizione. In ogni collegio, infatti, passano i primi due candidati più votati. Le due grandi coalizioni sono sicure, gli altri perennemente fuori. Un assurdo che ha anchilosato al potere i due schieramenti e tenuto fuori molte energie vitali della società.
La transizione democratica, che ha superato i vent’anni, sembra ad un punto di svolta. Il fatto che per la prima volta il candidato di destra abbia davvero la possibilità di vincere, significa che qualcosa è davvero successo nel ventre del Cile.

http://www.lettera22.it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: