Archive for dicembre, 2009

Nury Gonzales. Corpo desaparecido in un comodino

dicembre 15, 2009

SANTIAGO DE CHILE – Nury Gonzalez, artista visiva, dirige da un anno il Museo di Arte Popolare Americana (Mapa) e insegna Analisi Visuale alla Facoltà d’arte dell’Università del Cile.
Da dove nasce l’idea del comodino per la tua installazione “La vida es un sueño”?
Il velador è un oggetto molto intimo. La si lasciano le proprie cose che ci teniamo vicine per una notte. O lo si prepara per ricevere un amante. Parla di corpi che si riposano e che se ne andranno. E delle loro vite. Il comodino racconta sempre la storia di un corpo desaparecido. Quindi di una ferita, un terremoto appunto. Che è non solo la scossa tellurica, ma una perdita e uno strappo. Quello che ci troviamo sopra è un intenso e intimo ritratto della persona che lo usava, così vicino al proprio corpo. Mio padre, per esempio, ci teneva una cassetta con le ceneri di mia madre. L’installazione l’ho progettata seguendo, come faccio sempre, le serie matematiche. Sono 45, ben squadrati, con i lumi accesi, e il tutto leggermente spostato , slittato, non allineato con la stanza. Per creare la tensione dell’attesa. Leggi il seguito di questo post »

L’arte è un’arma di bio-resistenza

dicembre 15, 2009

SANTIAGO DE CHILE – Affidare la curatela generale della prima Triennale di Arti Visive al Ministro della cultura di un paese vicino, pur studioso e critico autorevole, è una scelta che in Europa sarebbe inimmaginabile. E che il curatore sia uno dei teorici più radicali e colti della relazione fra culture native e arte contemporanea dà subito il segno della sfida culturale di questo evento. E’ ciò che succede in Cile. E il curatore di cui parliamo è Ticio Escobar, paragayano, chiamato dal presidente-vescovo Fernando Lugo a reiventare l’infrastruttura culturale del suo paese.
Pensata dal governo di Michelle Bachelet come l’inizio di una lunga riflessione sul Bicentenario della nascita del paese, la Triennale si presenta come una sfida culturale densa, obliqua e tutt’affatto retorica. E con l’ambizione di essere un biglietto da visita nel panorama dei grandi eventi internazionali. Leggi il seguito di questo post »

Frastornati verso destra

dicembre 14, 2009

SANTIAGO DE CHILE – Tutti i pronostici sono stati rispettati. Il Cile si è svegliato dopo la chiusura delle urne un po’ più a destra e con due candidati già in corsa per il ballottaggio del 17 gennaio. Quello di centro-destra, Sebastian Piñera, sente già la vittoria vicina, con il 44,03% di voti. Il suo avversario, Eduardo Frei, si è fermato al 29,62% e la Concertacion si scopre sotto shock dopo vent’anni di governo.
Dovrà serrare le fila, il candidato di centro-sinistra e reinventare un discorso convincente per recuperare quei quattordici punti di distacco. E, soprattutto, ricostruire quella che viene definita “una maggioranza dispersa”. Il che significa convincere innanzitutto gli elettori degli altri due candidati progressisti, quel 20,12% ottenuto da Marco Enriquez-Ominami e il 6,21% della sinistra radicale e comunista di Jorge Arrate. Leggi il seguito di questo post »

Scenari elettorali

dicembre 11, 2009

SANTIAGO DE CHILE – Cosa cambieranno nelle elezioni presidenziali di domenica? una corrispondenza per Radio 3 Mondo

 

 

Eduardo Frei padre e figlio

dicembre 10, 2009

SANTIAGO DE CHILE – Si sapeva fin dal 2005, dalle prime rivelazioni di un ex-agente della Dina, i brutali servizi segreti pinochettisti. Lunedì si è aperto il processo con sei imputati. Solo ora infatti ci sono prove e testimonianze che inchiodano almeno alcuni degli assassini e complici dell’ex-presidente democristiano Eduardo Frei Montalva, padre dell’attuale candidato della Concertacion alla presidenza del Cile. Ora si può dire con certezza che la morte di Frei non fu accidentale, ma un assassinio.
A sei giorni dalle elezioni è una notizia esplosiva. Ma è anche l’ennesima prova che la
storia del Cile non passa. Le ferite, nonostante la prudenza di questi vent’anni di transizione, sembrano carsiche. La scorsa settimana i funerali dignitosi di Victor Jara. Oggi la verità sulla morte di Eduardo Frei Montalva. Il figlio sessantasettenne, che pure si chiama Eduardo, alla volata finale della campagna elettorale, cerca di non rilasciare dichiarazioni, sperando in un passo falso della destra, erede del pinochettismo. Ma l’unica gaffe sembra averla fatta proprio lui, che ha definito quello del padre il primo assassinio di un presidente cileno, “uno spartiacque della storia del Cile, tra un prima e un dopo”. Leggi il seguito di questo post »

Indecisi con una irresistibile voglia di cambio

dicembre 9, 2009

SANTIAGO DE CHILE – Ultimi giorni di campagna elettorale, in Cile. Quelle di domenica 13 dicembre sono considerate le elezioni più incerte della storia recente del paese. Si calcola infatti che ben il 40% degli elettori sia ancora indeciso.
La popolarissima presidenta Michelle Bachelet è scesa oggi in campo ufficialmente, dichiarando ai microfoni di Radio Cooperativa di sostenere il candidato della Concertacion di centro-sinistra, Eduardo Frei, “sicura con il cuore e con la testa che è l’unico che possa continuare le politiche dell’attuale governo”. Un endorsement naturale, ma ormai urgente per il candidato democristiano che continua a rimanere in grande difficoltà in tutti i sondaggi.
In Cile l’iscrizione alle liste elettorali è volontaria e il voto a quel punto obbligatorio. Così, in questo rush finale, i quattro candidati ad occupare il Palazzo de La Moneda, hanno fatto di tutto fino a tre mesi fa per convincere nuovi elettori a iscriversi in tempo. Ora puntano a mobilitare fasce di elettorato precise. Leggi il seguito di questo post »

I diavoli rossi di Victor Jara

dicembre 5, 2009

SANTIAGO DE CHILE – “Vi sembra normale che abbiamo dovuto aspettare trentasei anni per seppellire dignitosamente Victor Jara? A cosa sono serviti vent’anni di democrazia?”. Così ci aveva detto alcuni giorni fa, Rosa Ramirez. Una domanda senza risposta, quella dell’attrice icona del teatro cileno. Eccolo allora, il funerale postumo del grande cantautore, vittima simbolo del golpe. Come un sommovimento del cuore, nella sede della Fondazione a lui intitolata, in Plaza Brasil, da giovedì migliaia e migliaia di persone si sono accalcate a dare l’ultimo saluto e ad accompagnarlo oggi al cimitero di Santiago.
Victor Jara era stato torturato e ucciso durante il golpe, sepolto in silenzio, accompagnato solo dalla sua compagna Joan. Era uno dei simboli del nuovo folklore militante, la voce della rivoluzione allendista. Qui raccontano che gli operai del cimitero avevano messo dei segnali sulla tomba anonima, in modo che la gente sapesse dov’era. Ora, dopo la riesumazione di giugno, i funerali, solenni e di popolo. Che ovviamente appaiono come un’altra metafora paradossale della transizione democratica.
Un’inchiesta del CERC (il Centro di studio sulla realtà contemporanea) rivela che per il 19% degli intervistati gli anni di regime militare sono stati “buoni”, un 36% “regolari”, il 14% non sa o non risponde. Resta il 31%, che in questi tre giorni di veglia si è commosso di fronte a quella bara. Leggi il seguito di questo post »