Veneti salvi tra le macerie

SANTIAGO DE CHILE – Il tetto del laboratorio sprofondato, un forno fuori uso, fino a ieri senza luce e linee telefoniche. “Almeno cento mila dollari di danni”, prova a stimare sconsolato Renzo Fenzo, proprietario della “Cristal Art”. E’ nel Barrio Serronavia, sulla strada per l’aeroporto Merino Benitez. Quartiere poverissimo, il terremoto del 27 febbraio lo ha ridotto a una serie di caseggiati distrutti, macerie ovunque, la gente accampata per giorni in strada. “I macchinari rimasti utilizzano un generatore. Ma sarà molto dura ripartire a pieno ritmo”. E dopo qualche secondo di silenzio: “Torno ora da un funerale. Dovremmo abituarci”. Il padre era un vetraio veneziano. Arrivato in Cile, aprì nel 1964 la sua fabbrica di lavorazione a mano del vetro. Oggi è l’unica di questa tipo a produrre, nel paese sudamericano, cristalleria per la casa e per gli hotel. Continua a leggere “Veneti salvi tra le macerie”

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Terremoto e sopravvissuti

SANTIAGO DE CHILE  [con Guillermo Jorge Alfonso] – Nel quartiere Matta di Santiago, ieri, finalmente, assieme a La Florida, è tornata la luce. Qui i danni sembrano contenuti, a differenza del vicino Franklin e del Barrio Brasil. Vecchie case basse, di una bellezza struggente, costruite per lo più con tecniche tradizionali.
Nei crocchi agli angoli delle strade si parla con amarezza di come nei quartieri alti non sembra sia successo nulla. Girando per le zone cuicas di Santiago, infatti, da Providencia a Las Condes a Vitacura tutto appare normale. Qui non si è visto black out. “In quei quartieri non esiste l’autocostruzione e le municipalità sono ricche e possono permettersi funzionari e controlli severi”, ci dice Natalia Jorquera, architetta dello studio “Sur Tierra”, impegnato in tecniche di bio-costruzione. “Il paese ha da alcuni anni norme antisismiche severissime. Ma è carente di controlli nei cantieri, non c’è personale sufficiente e non si fanno ricerche geologiche. Se è vero che moltissimi edifici hanno retto, altri anche nuovi sono collassati o spezzati, perché costruiti su terreni non adatti. E nei barrios poveri ci sono tante devastazioni perché la gente fa interventi senza permessi, abbattono muri, aumentano le camere. E’ molto diffuso per esempio, sostituire i tetti di tegole con lamiere, più economiche e leggere, ma che lasciano sconnessi i muri”. Il terremoto ha sempre un qualche risvolto di classe. La paura non è neutrale. Continua a leggere “Terremoto e sopravvissuti”