politica

Il mate amargo del kirchnerismo

BUENOS AIRES – L’Argentina si sta interrogando sull’emozione di massa vissuta i giorni scorsi con i festeggiamenti del Bicentenario. Televisione e giornali non parlano d’altro. Più di due milioni di persone si sono riversate nelle strade, riempito i concerti in Avenida 9 de Julio, pianto alla spettacolare cerimonia di apertura del Teatro Colón, partecipato alle tante iniziative che hanno attraversato la città. Il culmine è stato martedì scorso, con la parata di decine di carri e migliaia di acrobati e figuranti per rievocare i duecento anni di indipendenza del Paese.
Una partecipazione inaspettata, dicono tutti gli osservatori. La più imponente mobilitazione nazionale. Così, per un attimo, il Bicentenario ha fatto ammutolire il feroce scontro politico che coinvolge la coppia presidenziale dei Kirchner e i suoi avversari.
Carlos Raimondi è docente di Politica Latinoamericana e di Scienza della Politica – qui chiamata con un antico vezzo accademico, “Diritto Politico” – all’Università di Buenos Aires. Molto apprezzato per il suo sguardo ampio e laico, è stato deputato per più legislature, in formazioni politiche di centro-sinistra fuori dal ventre peronista.
Lo incontriamo al Café Martinez, tra Avenida Perón e Bartolomeo Mitre. Sta finendo di rilasciare un’intervista radiofonica per una trasmissione molto popolare che si chiama Mate amargo, in riferimento alla famosa bevanda nazionale. “Qui i nomi e le parole sono tutti importanti”, dice sorridendo. Continua a leggere

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Bicentenario argentino

BUENOS AIRES – Il coma celebrale di Gustavo Cerati dà una malinconia in più al Bicentenario argentino. Nato a Buenos Aires cinquant’anni fa, è considerato l’icona del rock latinoamericano. Per due decadi, tra gli Ottanta e i Novanta, ha attraversato il Sudamerica con la sua band Soda Stereo e come solista. Se anche sopravvivesse, le conseguenze dell’ischemia che lo ha colpito i giorni scorsi, subito dopo un concerto a Caracas, lasciano increduli: afasia di espressione e problemi di linguaggio, oltre che blocco motorio. Il dramma di Cerati sembra una metafora delle paure che il Paese continua a vivere.
L’Argentina sta assistendo ad un conflitto aspro tra poteri dello Stato e una lotta politica durissima. Naturalmente con risvolti surreali. Fra qualche giorno, per esempio, riaprirà i battenti, dopo alcuni anni di restauro, il famoso Teatro Colón, uno dei luoghi culto della lirica e della musica internazionale. Il Governatore di Buenos Aires, il miliardario Mauricio Macri, ha compiuto il miracolo di finire i lavori in tempo (erano programmati per il 2012) e lo sta presentando come l’evento più fastoso del Bicentenario. Il fatto è che Macri è acerrimo nemico della Presidenta, Cristina Fernandez de Kirchner. E tra i due è quasi una soap-opera. Continua a leggere

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culture

Heloneida e il torturatore

Carmélio è un torturatore. Il maggiore Fernando lo ha arruolato in una palestra. Faceva il bagnino in una piscina ai quartieri alti di Rio, dove si lasciava sedurre dalle signore ricche. Si è ritrovato tra i reparti speciali. Delle sue donne, ha solo nostalgia della madre perduta,  che sempre più gli affolla il sonno.
Ma cosa può passare nella testa di un torturatore, uno cioè che stacca gli occhi o toglie le unghie con un temperino, o infila i ratti nella vagina o i calabroni in gola e squarta e spella vivi, come una dolorosa routine? E, soprattutto, cosa succede ad un torturatore, quando incrocia gli occhi di una vittima, che gli si aggrappa addosso, perché il pugnale si è incagliato nel corpo? Di quali piaghe si coprirà il corpo di Carmélio e quale pellegrinaggio lo potrà mai salvare? e di quali presagi si carica l’incontro di attrazione e pudore con Dorinha, in una sperduta biblioteca del Nordeste? Continua a leggere

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