Archive for agosto, 2010

Il potere, la stampa, la memoria

agosto 30, 2010

BUENOS AIRES – La società che qui produce la carta per la stampa si chiama “Papel Prensa”. I suoi maggiori azionisti sono due, a capo dei due più importanti quotidiani del paese, Clarin e La Nacion. Il terzo, di minoranza, è lo Stato. La storia di come i due giornali siano arrivati a controllare la “Papel Prensa” sta scuotendo ora l’Argentina. E a rivelarlo è proprio lo Stato.
La Presidenta Cristina Fernandez de Kirchner ha infatti presentato un dossier sulla vicenda, realizzato dagli uffici governativi. Secondo il documento, i proprietari di Clarin e La Nacion avrebbero sottratto la proprietà nel 1976 agli eredi del gruppo Graiver, comprando a prezzo stracciato le azioni, con la complicità e l’aiuto brutale della giunta militare. Avrebbero infatti partecipato alle pressioni e alle minacce contro la vedova e i familiari di David Graiver, il banchiere morto in un misterioso incidente aereo in Messico e vicino ai Montoneros e per questo nel mirino dei generali. A vendita avvenuta, i familiari furono detenuti, torturati ed espulsi dal paese. Leggi il seguito di questo post »

I minatori di Copiapò

agosto 28, 2010

SANTIAGO DE CHILE –  Mentre in superficie si festeggia, ci si chiede come riusciranno a sopravvivere i superstiti per tutto quel tempo? Una corrispondenza per Radio 3 Mondo.

Eccoli, i dannati della terra

agosto 28, 2010

VALPARAISO – Eccoli, i dannati della terra. Hanno gli occhi incassati e tristi, la barba lunga, dimagriti di fame e di angoscia, a torso nudo. I trentatré mineros si muovono nel loro spazio angusto, laggiù a settecento metri di profondità. Si sono organizzati per resistere. Uno di loro, Mario Sepulveda, fa da guida: «Ecco il vasito per lavarci i denti. Facciamo la pulizia di base.  Qua abbiamo fatto un domino come passatempo. Questo è il posto dove facciamo una riunione organizzativa tutti i giorni. Là preghiamo».
Le immagini hanno fatto capolino nelle case, lasciando tutti ammutoliti. A Copiapó, all’accampamento Esperanza, il silenzio e le lacrime dei familiari di fronte ad uno schermo gigante e 45 minuti di reality. La sonda video li tiene vicini e loro ci riportano alla realtà, a ventun giorni dal crollo della galleria. Leggi il seguito di questo post »

Estamos bien en el rifugio, los 33

agosto 10, 2010

VALPARAISO – Estamos bien en el rifugio los 33. Questo è il messaggio arrivato nel pomeriggio di domenica dalle viscere della terra. Miniera San José, Copiaco, nord del Cile. “Stiamo bene, nel rifugio, tutti e 33”: lo hanno scritto in rosso su un pezzo di carta, i minatori che da 17 giorni erano intrappolati a settecento metri di profondità, vittime di un crollo nelle gallerie del rame, accaduto il 5 agosto scorso. La sonda che finalmente li ha raggiunti, ha riportato in superficie il messaggio, quando ormai le possibilità di ritrovarli in vita erano disperate.
Appena radio e televisione hanno dato la notizia, una scarica di emozione ha attraversato il paese. La gente per strada festeggiava a suon di clacson, altri a crocchi negli incroci sventolando le bandiere, la centrale Piazza Italia di Santiago ha cominciato a riempiersi. A sera sono arrivate anche le immagini, mentre la sonda incominciava a inviare medicinali, comunicazioni, viveri. Ora è la fase del recupero. Si dovrà scavare un percorso di 66 cm di diametro. Per portarli su, occorreranno tre-quattro mesi. Ma i trentatre minatori sono vivi. Leggi il seguito di questo post »

Massacrare donne

agosto 5, 2010

BUENOS AIRES – E’ il 23 gennaio, quando Fabiana Lourdes Cuello viene trovata morta. Ha 19 anni. E’ stata impiccata da Franco Ezequiel Peralta. Il suo fidanzato. Quando viene scoperto, lui stesso si toglie la vita. Accade a Paraje Ensenada, alle porte di Cordoba. Fabiana ha aperto quest’anno una lista che a fine giugno già contava dodici nomi.
Impressionano le storie di queste ragazze, nell’elenco terribile di oltre duecento donne che ogni anno in Argentina vanno incontro allo stesso destino. «Impressionano per la loro età, perché hanno sopportato violenze psicologiche e fisiche nel silenzio più totale, perché gli assassini sono loro coetanei che finiscono quasi sempre per suicidarsi, perché l’omicidio si consuma ancora più brutalmente delle altre donne adulte. Non è mai una sola pugnalata. Sono decine di colpi». Lo racconta così, Ada Beatriz Rico, con la voce secca e dolce. Lei coordina l’Observatorio del femicidio de la sociedad civil “Adriana Zambrano”, che ha presentato di recente il suo terzo rapporto annuale. Leggi il seguito di questo post »