Quell’attentato alla comunità ebraica

BUENOS AIRES – Delle molte grane che l’Iran deve affrontare a livello internazionale, è poco conosciuto lo scontro che da quattro anni lo oppone all’Argentina. Lo ha ricordato in questi giorni la presidenta Cristina Fernandez de Kirchner nel suo intervento all’Assemblea Generale dell’Onu. Al centro del contenzioso è il terribile attentato che il 18 luglio del 1994 a Buenos Aires distrusse la sede dell’AMIA, l’Associazione mutualistica israelita, cuore della comunità ebraica, lasciando 85 vittime e più di 300 feriti. Fu qualcosa di spaventoso. La polizia calcola che più di mille case e negozi furono distrutti. I testimoni raccontano che l’onda d’urto investì l’intero caseggiato, lanciando auto, alberi e persone. Si raccolsero vetri fino a sei cuadras al di là di Calle Pasteur 633, luogo dell’attentato. Continua a leggere “Quell’attentato alla comunità ebraica”

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Il bicentenario del paese modello

VALPARAISO – Tra le bancarelle e gli improvvisati ambulanti appostati nelle viuzze di Avenida Pedro Montt, a due passi dalla trafficata Avenida Argentina, c’è una donna che vende solo limoni. Piccola, magrissima, un fascio di nervi, sdentata, urla «limones! limones!». La voce sembra venire dal profondo della terra, tanto è scura e potente. Vende limoni, perché l’aria in questa parte di Valparaiso è spesso acre e soffocante. Gas lacrimogeno. La gente corre veloce, coprendosi la bocca. Ma i limoni sono la soluzione migliore, si sa.
Il fatto è qui di fronte c’è il Congresso. Enorme, a forma di arco di trionfo, con uno sproporzionato colonnato, è un bruttissimo esempio di architettura. Non a caso è stato voluto da Augusto Pinochet di persona, là dove sorgeva la casa della sua infanzia, si dice. E come gesto di buona volontà verso la seconda città del Paese, per inaugurare quello che per lui era già democrazia, anche se era solo la sua Costituzione autoritaria del 1980. Continua a leggere “Il bicentenario del paese modello”

Piano A, Piano B e Piano C

VALPARAISO – Qualunque sia il piano, la tempistica non cambierà. La data resta fissata ai primi di dicembre per rivedere in superficie i 33 minatori intrappolati nelle gole della miniera di rame di San José. La perforatrice, ad un mese esatto dal crollo della galleria e pur lavorando ininterrottamente, deve fare i conti con la necessità di procedere lentamente, senza provocare crolli o smottamenti, per evitare i quali – come ha sottolineato André Saugarret, capo dell’equipe del Codelco, l’ente nazionale del rame – è necessario fermarsi e rafforzare le pareti del pozzo. Il lieve sisma dei giorni scorsi, avvertito nella regione di Atacamaca, dove sta la miniera, ha ricordato quanto fragile e ballerina sia la terra da queste parti. Continua a leggere “Piano A, Piano B e Piano C”

Mapuche, la resistenza della fame

VALPARAISO – Si consigliava di non militarizzare il sud del Cile dove si concentra la popolazione mapuche, di non considerare come terroriste le loro rivendicazioni e di rendersi conto delle condizioni di “abbandono e frustrazione delle comunità indigene” come radice del conflito secolare. E’ il contenuto di un dossier scritto non da organizzazioni per i diritti umani, ma dai servizi di intelligence cileni, consegnato a Michelle Bachelet, alla fine del suo mandato presidenziale.
Lo ha rivelato oggi il quotidiano “La Nacion,” ora che la questione indigena è tornata alla ribalta dei media e del mondo politico, con l’aggravarsi delle condizioni di salute dei 32 detenuti mapuche in sciopero della fame dal 12 luglio scorso. Dalle carceri di Concepcion, Temuco, Angol, Lebu e Valdivia dove stanno scontando condanne pesantissime, gli attivisti indigeni chiedono allo Stato di rivedere la legge antiterrorismo e di riaprire un tavolo di trattativa.
Dopo mesi di silenzio, il governo ha risposto i giorni scorsi con un’inaspettata apertura. Il presidente Sebastian Pñera ha inviato al Congresso due proposte di legge per restringere l’ambito di applicazione del codice militare e ridimensionare le misure anti-terrorismo. Inoltre, sembra abbia chiesto aiuto alla Chiesa cattolica, per convincere i detenuti a sospendere lo sciopero e per svolgere un ruolo attivo di mediazione. Continua a leggere “Mapuche, la resistenza della fame”