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Piano A, Piano B e Piano C

VALPARAISO – Qualunque sia il piano, la tempistica non cambierà. La data resta fissata ai primi di dicembre per rivedere in superficie i 33 minatori intrappolati nelle gole della miniera di rame di San José. La perforatrice, ad un mese esatto dal crollo della galleria e pur lavorando ininterrottamente, deve fare i conti con la necessità di procedere lentamente, senza provocare crolli o smottamenti, per evitare i quali – come ha sottolineato André Saugarret, capo dell’equipe del Codelco, l’ente nazionale del rame – è necessario fermarsi e rafforzare le pareti del pozzo. Il lieve sisma dei giorni scorsi, avvertito nella regione di Atacamaca, dove sta la miniera, ha ricordato quanto fragile e ballerina sia la terra da queste parti.
Come previsto, sta scattando anche un “piano B”, con l’installazione di un secondo macchinario, denominato T-130, di proprietà di un’altra mpresa mineraria, che nelle prossime ore procederà ad allargare di poco più di 30 centimetri uno dei condotti già esistenti. Ieri il ministro delle miniere, Laurence Golborne ha confermato anche l’esistenza di un “piano C”, di cui si vociferava i giorni scorsi. Si tratterebbe di ulteriore macchinario usato nell’industria petrolifera, su cui stanno lavorando tecnici dell’ente petrolifero nazionale (Enap) per tentare una terza perforazione, i cui dettagli però non sono ancora pubblici.
Il febbricitante lavorio delle squadre si sta realizzando protetto da un vasto spiegamento di carabineros, che tengono lontani le decine di reporter che hanno assaltato la miniera e l’accampamento Esperanza, dove i familiari seguono da vicino gli eventi e ora hanno contatti continui con messaggi scritti, audio e video dei minatori intrappolati. Minatori che peraltro sembrano stare in buone condizioni psico-fisiche, almeno così assicurano le autorità sanitarie. Ricevono, grazie alle palomas, cioè alle sonde che fin dal primo contatto stanno funzionando ininterrottamente, cibo caldo, medicinali, cambi di vestiti, persino dei leggerissimi lettini. I minatori stanno collaborando con i tecnici in superficie e il loro aiuto sarà ancora più prezioso mano a mano che si avvicinerà la perforatrice al luogo dove si trovano rifugiati.
Nel frattempo, da due giorni è in funzione un sistema di fibra ottica all’interno della galleria per monitorare il sistema di sicurezza dei lavoratori, soprattutto contro i rischi di infiltrazioni d’acqua. E permettere comunicazioni continue e veloci.
Il paese segue sempre con grande emozione le vicende dei mineros, diventati veri e propri “eroi della patria”, come li ha definiti Isabel Allende, che ha loro dedicato il Premio nazionale di letteratura del Cile, ricevuto in questi giorni. Ormai sono delle star mediatiche, protagonisti di una sorta di reality show. I video registrati e trasmessi continuamente in tivù li ritraggono euforici, cantano l’inno, agitano la bandiera nazionale.
Qui si può sapere tutto su ogni loro gesto. Ieri uno dei minatori ha rispedito in superficie il dolce, lamenandosi della marmellata di mele. Indizio di buon umore. C’è chi discute se hanno problemi di astinenza con l’alcol oppore no. E anche se l’amante di uno dei minatori abbia davvero una tenda nell’accampamento Esperanza, quasi nascosta e tenuta in disparte dalle moglie ufficiali. D’altra parte, pubblico e privato si erano mescolati fin dal giorno del primo messaggio, quando il presidente della repubblica leggeva entusiasta a tutta la nazione la lettera personale indirizzata da uno dei minatori a sua moglie. Stampa e tivù amplificano dettagli e curiosità, per tenere in piedi lo show e anche perché ora cominciano a non sapere più di che parlare.
Finita la visita dell’equipe della Nasa, che ha fornito consigli e valutazioni sulle condizioni di isolamento estremo così somiglianti a quelle nello spazio, ieri sono arrivati all’accampamento di San José anche quattro dei sopravvissuti uruguayani del disastro aereo del 1972. Allora, un veivolo diretto a Santiago, con a bordo una squadra di rugby, si schiantò sulle Ande e solo 16 persone sopravvissero. Loro stessi raccontarono di come, isolati e disperati, arrivarono a cibarsi dei propri compagni deceduti. Per evitare equivoci, hanno già sottolineato quanto diverse siano le due situazioni.
Con l’avvicinarsi delle celebrazioni del Bicentenario dell’indipendenza, il clima nel paese si sta facendo effervescente. Ovunque nastri e bandiere stanno riempiendo macchine, negozi, terrazze. E la vicenda dei mineros è diventata il cuore dell’orgoglio nazionale. Ad interpretare al meglio la capacità di successo del Paese sembra il suo presidente-impresario. Sebastian Piñera questa settimana ha incassato infatti un indice di gradimento del 56%, volando di dieci punti rispetto a due mesi fa. I cileni, secondo l’agenzia Adimark Gfk, riconoscono al Presidente “energia e decisione” in particolare nella vicenda dei minatori. Un regalo insperato per un politico considerato freddo e decisionista.  E lui ringrazia, sbaragliando ancora di più l’opposizione di centro-sinistra, che sembra sempre più ammutolita.

il Manifesto

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