Lima, la prima volta di un sindaco donna e di sinistra

SANTIAGO DE CHILE – Per la prima volta nella sua storia, Lima ha eletto un sindaco donna. L’unica eccezione fu nel 1963, quando il governo militare designò come prima cittadina della capitale doña Anita Fernandini de Naranjo, di cui si ricordano ancora i primi provvedimenti: pulizia dei tetti delle case, divieto degli spettacoli di streaptease e consegna delle chiavi della città alla Virgen del Carmen.
Lo stile della nuova alcadesa sarà diverso. Dopo più di 24 ore di scrutinio, i risultati non sono ancora ufficiali. Ma nessuno ha avuto dubbi, per tutta la giornata, della vittoria di Susana Villarán. A far innervosire il mondo politico peruviano, è il fatto che non solo è una donna, ma pure di sinistra. Altro tabù infranto. Qui, “sinistra” è ancora sinonimo di “Sendero Luminoso”, la guerriglia che tenne in scacco il Paese negli anni ‘80 e ’90 e falcidiata da una repressione altrettanto crudele. Persino Alan Garcia, che al tempo della sua prima presidenza si considerava socialdemocratico, in questa sua seconda volta a Palazzo ha preferito posizionarsi nel centro-destra. Sessantunenne, la nuova alcadesa nel 2000 è stata Ministra delle pari opportunità nel governo che traghettò il Perù fuori dal regime di Alberto Fujimori. Fu vicepresidente della Commissione Interamericana dei diritti umani e la prima Defensora de la Policia. Quando si è lanciata nell’avventura di Lima, a Susana Villarán davano percentuali misere. E invece ha strappato il risultato, voto per voto, alla sua avversaria, la conservatrice Lourdes Flores Nano.
Il suo successo è ancora più importante perché è riuscita a superare le trappole e i colpi bassi lanciati nei suoi confronti quando i sondaggi hanno cominciato a darla vincente. Come ci racconta Jacqueline Fowks, della prestigiosa agenzia giornalistica “IDL-Reporteros”, «mai si era vista, per una elezione municipale, una guerra sucia di questo tipo, orchestrata non dai soliti tabloid, ma dai più importanti media nazionali, che sostenevano la Flores Nano, e cercavano di assicurarle la vittoria ad ogni costo, rapida e sorprendente».
Tutto questo non è bastato per fermare Susana Villarán. Moderatamente di sinistra, dice di volere fare di Lima una città trasparente e attenta alle politiche sociali. Il che sarebbe un altro miracolo, se ci riuscisse, in un Paese dove la corruzione allaga tutti i meandri della società e le diseguaglianze sono violentissime, nonostante gli indici di crescita record.
Villarán è riuscita a coagulare i pezzi di una sinistra smarrita, dai più radicali ai moderati, attorno ad un programma innovativo e un nuovo attore politico, “Forza Sociale”. Per questo, è accusata di essere alleata ai senderisti e al soldo di Hugo Chavez. «In realtà, non è che Lima abbia svoltato a sinistra – ci racconta la redattrice di “IDL-Reporteros” –  Ha vinto questa donna, che ha imposto un altro stile, parla chiaro, è sincera, ed è molto conosciuta per la sua attività in difesa dei diritti umani, così come per la buona gestione della cosa pubblica quand’era ministra. I suoi avversari questo temono, non tanto il partito di sinistra, che mi sembra ancora molto debole».
Il Presidente Garcia scommetteva in realtà su Alex Kouri, un chiacchierato avvocato che si è dovuto ritirare quando la Commissione elettorale ha scoperto non essere residente nella capitale, come prevede la legge. La candidata di centro-destra rimasta in lizza, Lourdes Flores Nano, è inciampata a sua volta in una serie di incidenti eclatanti. Prima sono usciti allo scoperto i suoi legami con il presunto narcotrafficante César Cataño, poi sono state divulgate le sue sfuriate poco eleganti. «Che si mettano il municipio nel culo – aveva dichiarato la candidata di centro-destra, che già due volte ha corso per le presidenziali – Me ne frega una porcheria di queste elezioni». Parole registrate di nascosto e diffuse da Jaime Bayly, scrittore peruano-americano, con ambizioni politiche, famoso nel Paese per la sua trasmissione tivù “El Franco Tirador” e per avere avuto una relazione, quand’era sposato, con Diego Bertie, star delle telenovela peruviane.
Il Perù è anche questo. I mass media e i commentatori politici sembrano sorpresi dal successo di Susanna Villarán e si chiedono che ruolo possa giocare questa nuova sinistra. Jaquelline Fowks ci dice di essere molto più perplessa: «Sì, questo sembra il calentamiento per le elezioni generali. Ma dubito che un candidato di sinistra abbia chance. Non a caso ora è la figlia di Fujimori ad avere molte possibilità di vincere. Molta gente ha un buon ricordo del padre perché ha sradicato il terrorismo, anche se sappiamo come. E per come ha investito una parte delle privatizzazioni in strade e infrastrutture che si aspettavano da decenni. Molti lo hanno vissuto come un regalo personale del Presidente e gliene sono ancora grati. Piaceva il suo stile clientelare e populista. Anche questo è il Perù».

Lettera22

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