Claudia Barattini: “L’Europa necessita nuovi orizzonti culturali”

SANTIAGO DE CHILE  [con Guillermo Jorge Alfonso] – «L’Italia conosce bene il Cile, per la sua storia politica e i suoi esuli. Nei quattro anni che ho lavorato a Roma, ho girato il Paese per presentare il Cile di oggi, i suoi giovani artisti, la sua nuova scena culturale. E’ stato un lungo lavoro per attualizzare le informazioni e l’immaginario italiano sul Cile di oggi». Claudia Barattini è legata ai due paesi per le sue origini familiari e per l’incarico di addetta culturale dell’Ambasciata a Roma sotto la Presidenza Bachelet. Un lavoro prezioso e straordinario, che oggi lei ha portato in dote al Festival ‘Santiago a Mil’ di cui cura le relazioni internazionali. Continua a leggere “Claudia Barattini: “L’Europa necessita nuovi orizzonti culturali””

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Santiago a Mil, il festival diventa maggiorenne

SANTIAGO DE CHILE  [con Guillermo Jorge Alfonso] –  In Cile, nel 2009, si è deciso ufficialmente che ogni 3 di gennaio si sarebbe dato inizio al Festival internazionale “Santiago a Mil”, uno degli eventi culturali più importanti del Sudamerica, che va in scena durante tutto il mese e riunisce artisti nazionali ed internazionali delle arti sceniche, teatro, danza, performance e musica. Quella data infatti commemora la scomparsa del regista e attore Andrés Pérez Araya (1951-2002), che aveva portato il teatro ad un pubblico di massa. Fu la stessa Carmen Romero, fondatrice e direttrice generale del Festival, ad organizzare il tour internazionale di quello che è considerato il più grande successo teatrale cileno, “La Negra Ester”, firmato proprio da Andrés Pérez. Continua a leggere “Santiago a Mil, il festival diventa maggiorenne”

Rafael Spregelburd: “Ecco il mio teatro ibrido”

BUENOS AIRES [con Guillermo Jorge Alfonso] – Rafael Spregelburd è graffiante col suo paese. Ed è terribile con l’Europa, accecata di stereotipi e di strabismi. Quarantenne, è considerato uno dei più brillanti autori e direttori di teatro argentini, e tra i migliori emergenti nella scena internazionale. Il 26  il 27 settembre ha chiuso a Roma la seconda edizione di “Quirino Revolution”, nell’omonimo teatro diretto da Geppy Gleijeses.
Qui ha presentato due opere, nate come co-produzioni fra teatri ed artisti di diverse città. “Todo”, commissionata dal Teatro Schaubühne di Berlino, è una sorta di anatomia dell’ideologia. “Buenos Aires”, invece, è nata a Cardiff. E’ la storia di un gallese che, disperato, si ritrova nella capitale argentina. Continua a leggere “Rafael Spregelburd: “Ecco il mio teatro ibrido””

Mauricio Kartun: “Tradimento e sconfitta sono i nostri hobbies”

BUENOS AIRES  [con Guillermo Jorge Alfonso] – «Figlio di una spagnola e di un argentino figlio di russi», come ci racconta lui stesso, Mauricio Kartun è considerato uno dei più importanti drammaturghi e registi teatrali argentini. Nato nel 1946, ha creato la “Escuela Metropolitana de Arte Dramático” di Buenos Aires, dove ha curato per tre anni il Festival internazionale di teatro.
La sua “Ala de criados”, in scena al Teatro del Pueblo, è ambientata nel 1919. Il mondo operaio è in ebollizione ovunque. Qui, l’anno si apre con la semana tragica, quando uno sciopero generale viene represso nel sangue da gruppi paramilitari, lasciando 700 morti e 4000 feriti. L’aristocrazia di Buenos Aires, terrorizzata, si nasconde al Mar del Plata, dove organizza la repressione e si annoia sorseggiando un bloody mary. Continua a leggere “Mauricio Kartun: “Tradimento e sconfitta sono i nostri hobbies””

L’uomo è nato solo per tentare l’impossibile

BUENOS AIRES [con Guillermo Jorge Alfonso] – Era come un astronauta che sfidava la gravità attraversando l’atmosfera, per far sì che l’impossibile fosse possibile. Esposto al vuoto dello spazio creativo e sradicato dal suo paese, a quel punto fuggì pure dal mondo. Però quel giorno lui era tra il pubblico. E accompagnato, entrò al “Grand Splendid”, in Avenida Santa Fé, il 14 giugno 1999, alle ore 18.20. Osvaldo Dragún si era seduto a vedere una proiezione al tramonto, ma se ne andò prima della fine. Perché il grande drammaturgo argentino morì in una di quelle poltrone, tra riflessi di luce  volatile e oscurità sonora, immerso nelle immagini di una storia che non sarebbe terminata. Continua a leggere “L’uomo è nato solo per tentare l’impossibile”

Qualcosa di magico…

BUENOS AIRES [con Guillermo Jorge Alfonso] – Si dice che qui in un sabato qualsiasi vadano in scena almeno 300 spettacoli. Di questi, almeno 200 sarebbero di autori argentini. Il teatro di Buenos Aires non cessa di affascinare il suo grande pubblico metropolitano. Certo, molto è il successo del “commerciale”, la commedia un po’ sguaiata e la nostalgia del varietà, le luci multicolori, le affiches smisurate che travestono la meravigliosa e dimenticata architettura. La sua capitale è Avenida Corrientes che ha cercato di conservarsi seduttrice, anche se ora è più decadente che vitale, con aspirazione da Broadway ubriaca. Qui è così tanto il business, che le relazioni con l’esterno sono gestite spesso da personaggi che sembrano irrompere direttamente da una commedia all’italiana. Continua a leggere “Qualcosa di magico…”

I versi rotti e sfrontati di Gabriela Mistral

SANTIAGO DE CHILE – Nella sua poesia “Vieja”, Gabriela Mistral racconta di una donna vecchissima e stanca di vivere. Lei le si stende vicina, «appiccicata alla sua guancia e al suo orecchio» e le parla della morte, fino a che «spalanchi la bocca e se la beva». Un gesto da sacerdotessa che German Carrasco, uno dei più importanti poeti cileni, ha definito di «erotismo pietoso». A lungo ingessate in una sorta di innocua pastorale, le liriche della poetessa cilena vengono oggi rilette come uno spiazzante crepitio di ombre e di corpi. A riscoprire questo lato oscuro e liberatorio, riproponendo adesso la sua opera in Italia (dove la Mistral non ha mai avuto la fama che le è dovuta) è la casa editrice Marcos y Marcos, che ha fatto uscire in questi giorni l’antologia “Canto che amavi”, nella traduzione di Matteo Lefèvre. Continua a leggere “I versi rotti e sfrontati di Gabriela Mistral”