società

I figli perduti dell’Argentina

Jorge ha quattordici anni. Vive con sua madre, il compagno di lei e altri due fratelli, in uno dei quartieri malcilenti del Gran Buenos Aires. Qui la periferia è città nella città, villas miserias, come chiamano i suburbi più disperati, in una metropoli che conta almeno 13 milioni di abitanti. Quando Jorge passerà di fronte al giudice, il rapporto dell’assistente sociale dirà che la famiglia è segnata da alcolismo e violenza, tira avanti con lavori saltuari e sopravvive con la tarjeta, la card gratuita per gli alimenti rilasciata dal Plan Ciudadania del Municipio porteño. Il giudice dovrà decidere cosa fare di Jorge, preso per furto di un mp4 color fucsia, alla fermata dell’autobus. Alla fine saranno trenta giorni all’Istituto San Martin. Poi si vedrà. Continua a leggere

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culture

Adriana Asti, l’impossibilità di lasciare il teatro

SANTIAGO DE CHILE [collaborando con Guillermo Jorge Alfonso] – Una donna è quasi sepolta da una montagna di asfalto, una miscela appiccicosa che incolla una persona ad una via distrutta e buia, mentre lotta con l’impossibilità di muoversi dentro una sostanza assorbente, con la frenesia di dire qualcosa anche solamente sincopato. La parola “asfalto” risuona nel Lago Asfaltites provenendo da un Mar morto, nella valle del fiume Giordano, che ironizza il significato “di ciò che scende”. Lei stessa sembra impermeabile all’indifferenza del marito ed agita un revolver. Sono i “Giorni Felici” di Samuel Beckett, rivisti dal genio visionario di Bob Wilson. Continua a leggere

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