Terremoto/2. Quale ricostruzione?

TALCA – «Santa Rosa da Lima è la più potente e la più popolare Santa del Sudamerica», mette subito in chiaro uno dei parroci del santuario di Pelequén. Vissuta a cavallo tra Cinquecento e Seicento, sembra che si flagellasse fino a perdersi nelle sue visioni e che fosse tormentata dai demoni. Resta il fatto che la notte del terremoto, a febbraio, la grande cupola di rame, che troneggiava sul tetto della basilica a lei consacrata, è crollata. Ha tirato giù il soffitto e si è frantumata, spaccando persino il pavimento. Il suo stile arabesco era inconfondibile, il colore pure.
Era stata donata dal Codelco, l’impresa nazionale del rame. Certo, stilisticamente era piuttosto kitsch. Ma i disegni del nuovo edificio, per il quale la parrocchia sta chiedendo aiuto, non lasciano presagire niente di meglio. Continua a leggere “Terremoto/2. Quale ricostruzione?”

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Terremoto/1. La Constitución degli Angelini

CONSTITUCION – La notte di quel 27 febbraio la luna era piena e così luminosa che sembrava un faro. Constitución era illuminata a vista, rannicchiata sulle montagne, i cerros, che scendono verso la costa dove c’è il centro città. A circa sei ore di bus a sud di Santiago, questa città di poco più di 45 mila abitanti, si affaccia al Pacifico, dove entra il Rio Maule, che la costeggia lungo tutto un fianco.
L’epicentro fu proprio qui di fronte, nel mare tra Constitución e Concepción. Esattamente un anno fa, alle 3.34 di quella notte di estate australe, la terra si mosse con magnitudo 8.8, per ben due minuti e 45 secondi, che sono riusciti a spostare l’asse terrestre e persino accorciare la durata del giorno.
All’ingresso della città, qualcuno ha scritto con la vernice rossa, sul muro di una casa, «solo mueren los olvidados». Muoiono solo i dimenticati. Qui la lista è lunga 102 nomi, dieci dei quali non sono mai stati trovati. Continua a leggere “Terremoto/1. La Constitución degli Angelini”