culture

Le scritture dell’arte. L’esposizione curata da Luca Massimo Barbero

VENEZIA – E’ visibilmente emozionato, Luca Massimo Barbero, mentre ci accompagna tra le stanze della Guggenheim. E’ il suo primo lavoro dopo la bruciante esperienza romana al Macro. «Altre temperature», dice lui ridendo. Tra le stanze della Peggy è un ritorno a casa. Per di più, con una formula tutta sua, quel “Temi e variazioni” che, alla sua terza edizione, si propone di far dialogare alcuni capolavori della collezione e decine di opere contemporanee. In questo caso, tutto ruota attorno a “Scrittura e spazio” (aperto fino al 1 gennaio) compreso l’omaggio a Gastone Novelli, artista culto dell’informale e della protesta tutta grafica alla Biennale del ‘68.
Un’esposizione, dunque, che è un campo di battaglia di segni, simboli e materia, raggruppati per assonanze, rimandi e a volte contrappunti graffianti. Il ritmo dell’allestimento si coglie già dalla prima stanza, dedicata alla lettera come tipo, declinato in tipografia e graféma. Uno dei capolavori di Vincenzo Agnetti del 1970, “Quando ti vidi non c’eri” scritto su un quadrato di feltro, sta vicino a “Lacerba” di Picasso, collage dove campeggia la testata del giornale futurista. Se si ha la pazienza di osservare i dettagli, la stessa parola si ritrova nell’urlo interventista di Carlo Carrà, mosaico di risvolti e paillettes, che sta proprio di fronte.
Luca Massimo Barbero sembra aver lavorato su alcune coordinate, come la familiarità delle stanze, («intime rispetto agli spazi enormi richiesti dal contemporaneo»), la lentezza degli sguardi e la pulitura della quantità di informazioni che abitualmente si rovescia sul visitatore: «Siamo tutti invasi da una nevrastenia di immagini e didascalie ipertrofiche, di spiegazioni che assumono quasi più importanza dell’opera», sottolinea il curatore.
L’esposizione cerca di accompagnare e rassicurare gli ospiti, come invitati ad «una festa degli occhi». Così ci si imbatte nell’oro e nel nero dei tessuti glamour di Rudolf Stingel, che interroga una delle inquietudini assolute di Pollock e una scultura materica di Nagasawa. Generazioni di artisti si alternano, la cronologia rotta e ricomposta per far vedere similitudini e fratture.
Il ritmo rallenta, le stanze respirano e i pieni si raffreddano nelle cripto-scritture di Dadamaino con i suoi “Alfabeti della mente” e i misteriosi segni di Bice Lazzari, che guardano il tessuto in canapa, trama di semplicità e di smarrimento, firmato Cristiano Bianchin.
In un’altra stanza, fatta di natura e metamorfosi, si incontra lo scimpanzé di Bacon, che la mecenate teneva in camera, assieme al leone urlante, zeppo di cicatrici e tatuaggi di Mirco e la “Coppia zoomorfa” di Max Ernst. Un bestiario contemporaneo, che poi si fa specchio e favola fino all’incanto delle costellazioni. Qui il dialogo ritorna alle tessiture di sussurri e di sguardi, come le arabesche graticole visive di François Morellet e l’incanto torbido di corde e nodi di Arthur Duff.
Solo allora si arriva a Gastone Novelli. Considerato uno dei grandi dei Sessanta, ma ancora poco conosciuto al grande pubblico, di lui si ricordano la sua sfida alla Biennale del 1968, “fascista” aveva scritto sul dorso delle tele girate per protesta verso il muro.
Qui troviamo anche otto disegni inediti custoditi fino ad ora da un collezionista lagunare e la sua idea di grafia come pieno anti-pittorico. Lui, resistente e scappato ad una condanna a morte, rimase tuttavia un anti-eroe. Morì a soli a 43 anni, proprio in quel vibrante 1968, quando «onestamente  – lasciò scritto Novelli – gli unici motivi per cui si può tornare ad appiccicare le cose al muro, a quel muro, sono motivi chiaramente fragili».

Corriere del Veneto

Annunci
Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...