culture, politica

I cieli stellati e la passione politica di Margherita Hack

Margherita Hack dà il meglio di sé quando perde il filo del discorso per tornare a parlare di stelle. Si sente che è questo tutto il suo gigantesco cosmo sentimentale, prima ancora che la materia prima su cui ha speso una vita di lavoro.
Non è solo la sua strepitosa capacità divulgativa, dunque il suo talento di narratrice del tremendamente complicato, oscuro e matematico, che nella sua voce diventa un racconto decifrabile per il nostro semplice spazio cognitivo. E’ che lei con quell’enorme invisibile ha un rapporto così intimo e così emozionante che quasi lo seduce, lo tocca e lo manipola per spiegarci i meccanismi della vita e per farci aprire i pertugi dell’immaginario. Continua a leggere

Annunci
Standard
culture

Omaggio a Lotto

VENEZIA – E’ attorno a due dipinti di straordinaria bellezza, entrambi provenienti dal Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, che le Gallerie dell’Accademia di Venezia hanno tessuto un atteso omaggio a Lorenzo Lotto. Pressoché sconosciute al pubblico italiano, Ritratto di coniugi e Madonna delle Grazie firmano infatti l’incanto di una mostra voluta dalla Soprintendenza del Polo Museale, nell’ambito dell’anno di scambi Italia-Russia.
Di recente, Roma ha dedicato a Lotto una grande esposizione alle Scuderie del Quirinale. Questo appuntamento veneziano, invece, visitabile fino al 26 febbraio prossimo, coglie uno sguardo differente e puntuale, proprio grazie ai due prestiti russi. E ad ogni modo segna il ritorno in Laguna del cinquecentesco maestro (grazie anche al progetto Terre di Lotto in Veneto), che con la città non si sentì mai a suo agio e che all’epoca fu ricambiato da una cortese antipatia. Continua a leggere

Standard
culture

Il teatro delle feste al Fortuny

VENEZIA – E’ possibile vendere dei posti virtuali di un teatro della dimensione di un modello mai realizzato? La Venice Foundation ci ha tentato e ne ha venduti cinquecento, tra poltronissime, loggione, tribune e palchi. Dai 10 ai 150 euro. E ne sono rimasti pure di disponibili.
Il teatro in questione è quello delle Feste, opera di Mariano Fortuny, realizzato nel 1912 su un’idea visionaria co-firmata con Gabriela D’Annunzio. Un’opera preziosa che in questi giorni è stata presentata al pubblico completamente restaurata, proprio grazie ai finanziamenti raccolti con le prenotazioni di ogni singola poltroncina. Continua a leggere

Standard
culture

L’archivio vivo della Duse

VENEZIA – «Mi sono composta una piccola casa all’ultimo piano di un vecchio palazzo a Venezia, sotto i tetti, con una grande finestra ogivale, da dove si domina tutta la città. L’autunno è tranquillo, l’aria pura ed ho tanta pace nell’anima». E’ il 1894 ed Eleonora Duse scrive all’amico Giuseppe Primoli. Ha 36 anni, è un’attrice già affermata in tutto il mondo. E’ stato il collezionista d’arte Alexander Wollkoff, a lasciarle la casa di cui racconta, proprio a fianco di Ca’ Dario, sul Canal Grande. Qui, aggiunge l’attrice, «voglio un grande riposo».
Questa è una delle centinaia di lettere e missive custodite alla Fondazione Cini, che detiene il più importante archivio dedicato ad Eleonora Duse. Un archivio da non relegare ai soli specialisti ma, per dirla con Maria Ida Biggi, «da far diventare un luogo vivo e un lavoro in progress». Continua a leggere

Standard
culture

Leoni Montanari, il palazzo delle icone russe

VICENZA – Ama raccontare Giovanni Bazoli di essere tra i pochi in Occidente che hanno potuto incontrare Alessio II, il potente patriarca russo scomparso nel 2008. Onore guadagnato sul campo, dice il presidente di Intesa San Paolo, «per il fatto di aver salvato dalla dispersione un patrimonio unico ed inestimabile, non solo dal punto di vista storico-artistico, ma anche religioso». Questo è il valore delle icone russe comprate nelle aste, fin dalla metà degli anni ’90, dal gruppo bancario italiano.
La collezione è considerata la più importante in Occidente. Sono 400 i pezzi archiviati, di cui 130 in mostra permanente a Palazzo Leoni Montanari di Vicenza. Edificio che, assieme a Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli e “Piazza Scala” a Milano, è uno dei poli museali del Gruppo, che preferisce chiamarli “Gallerie d’Italia”. Continua a leggere

Standard
culture

Le amazzoni russe. Cavallerizze scite

VICENZA – Diceva Natalja Gončarova: «In Occidente esiste una civiltà, in Oriente una cultura». E’ laggiù, nella rotta verso est, che lei cercava «la fonte originaria di tutte le arti, più profonda di tutto ciò che conosce l’Occidente».
Determinate e sovversive, profondamente slavofile, le hanno battezzate “Amazzoni”. O, come ha scritto il poeta cubo-futurista Benedikt Livsic, “cavallerizze scite”. Il loro era un orientalismo vissuto, espresso e rivendicato, che andava di pari passo con l’impegno rivoluzionario.
Sono le pittrici russe che, sull’onda delle avanguardie, si sono imposte sin dagli anni Dieci, sulla scena artistica europea. Protagoniste, non comprimarie, né semplicemente mogli, sorelle e amanti. Continua a leggere

Standard
culture, società

Stephanie Knauss. Tra Chiesa e sessualità un rapporto secolare

«C’è un filone ricco di teologia queer che è profondamente radicato nel discorso religioso e che ora dovrebbe uscire». Ne è molto convinta Stephanie Knauss, teologa trentacinquenne, che a Trento sta terminando un progetto di estetica teologica al dipartimento di Scienze Religiose della Fondazione Bruno Kessler.
Minuta, timida e determinata, Knauss fa parte del Consiglio nazionale delle teologhe e sta lavorando ad un libro sulla rappresentazione della sessualità nei media, dai film alla pubblicità, fino al cyber-sex. «Uno sguardo di antropologia teologica – ci racconta – che ponga al centro la corporeità e la fisicità delle persone e la loro relazione col discorso religioso». Continua a leggere

Standard