Amanda Hocking, la rivoluzione del self-publishing

VENEZIA – Dopo cinquanta rifiuti da parte di editori, nel 2010 Amanda Hocking ha caricato on-line i primi libri per venderli da sola. Il self-publishing era considerato una consolazione per perdenti. Fino ad allora. Perché lei ha venduto quasi 2 milioni di copie, incassandone altrettanti in dollari. A 27 anni, questa ragazza del Minnesota, è considerata oggi un fenomeno editoriale.
La incontriamo a Venezia. Timida, gli occhi chiari. Un tatuaggio sbuca dal polso. Ha un piccolo stretching al lobo e un pendaglio al collo, un gabbiano nero. Fazi Editore ha appena fatto uscire il suo Switched, storia di una ragazza che da neonata ha subìto un changelling, uno scambio praticato dai trolls. Lei ci fa entrare in questo mondo magico, con tenerezza disneyana ed una grande abilità narrativa. «Non ho frequentato nessuna scuola creativa  – ci dice subito – non ho nemmeno finito il college». Continua a leggere “Amanda Hocking, la rivoluzione del self-publishing”

Annunci

La scuola dei librai

VENEZIA – Achille Mauri, patron delle Gruppo Messaggerie, ne è sicuro: «Niente farà scomparire il libro e i librai». In un paese dove si legge pochissimo, stampare e distribuire libri, «è come fare mutande dove tutti girano nudi».
Lo incontriamo a Venezia in una delle sale di lettura della Fondazione Cini. Qui è in pieno svolgimento la prestigiosa Scuola per librai. «Nonostante la mia età, sono un appassionato di digitale e ci lavoro da anni – dice – E’ una realtà che ha già cambiato il nostro mondo. Le case editrici sono ormai piccole, se penso ad un tempo. Ma quando sento un editor che parla di un libro, rimango incantato. Lui si confronta con gli autori, ci entra dentro, fa progetti, magari di cinema e a volte si sbaglia. Ma quell’elemento umano nessun progetto virtuale riuscirà a cancellarlo». Continua a leggere “La scuola dei librai”

Scaparro, l’illusione teatrale

«Mi piace pensare al tempo che sta cambiando. Per questo cerco sempre un testo che abbia la forza dei classici e la curiosità del contemporaneo». Maurizio Scaparro ha debuttato ieri al Teatro Stabile di Catania con La governante di Brancati. Lui racconta di questo testo così censurato negli anni ‘50, «perché parlava di omosessualità e per di più femminile – dice il grande regista – l’intolleranza è un nostro male cronico. E sappiamo quante censure ancora viviamo».
Di Maurizio Scaparro è nota la forza vitale del suo sguardo e la porta del teatro lasciata aperta sulla società. Ci dice: «Pensiamo sempre che il nostro lavoro sia effimero. Ma non lo è, in realtà». Allora bisogna fermarsi. Continua a leggere “Scaparro, l’illusione teatrale”

Trina, Moulaye, Dauda. Le perle dei neo veneziani

VENEZIA – Racconta Trina che questo era un lavoro riservato alle donne. Veneziane povere lavoravano per ore “a lume” le canne di vetro. Dice ancora Trina che furono i tedeschi ad inaugurare lo stile botanico, riproducendo fiori o uccelli. «Oggi sono gli americani che fanno gran produzioni, poca tecnica e tanto business  – aggiunge con ironia e alzando gli occhi al cielo – Stare a Venezia mi ha salvata».
Trina Tygrett è di Cincinnati. E’ una di quegli “stranieri” che armeggiano con maestria i lavori della vera tradizione veneziana.  In questo caso, perleri. Ne abbiamo incontrati alcuni. Tutti dicono di aver dovuto vincere prima di tutto la diffidenza dei maestri locali e poi, spesso, quella dei vicini di casa che li guardavano sospettosi. Continua a leggere “Trina, Moulaye, Dauda. Le perle dei neo veneziani”