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Il nuovo giardino di Peggy

VENEZIA – Sembra persino più grande e luminoso il giardino di Peggy. Due tigli americani, per ora gracili, hanno sostituito quelli grandi e ormai malati terminali. Un yellow wood riempirà l’aria di fiori gialli. Alla Collezione Guggenheim di Venezia il restyling è completato. Non solo il Giardino di sculture Nasher, dove spunta un nuovo piccolo sentiero, ma anche all’interno del Palazzo. I pavimenti di mosaico veneziano ripuliti, gli impianti nuovi di zecca: il terzo stralcio di interventi straordinari ha rimesso a nuovo pure Venier dei Leoni.
Così, la fine lavori sarà celebrata con una festa per la città, che dalle 17 alle 20 di domani è invitata ad entrare gratuitamente. Per l’occasione si inaugura Arte europea, 1949-1979. Sono i trent’anni passati nel vecchio continente dalla mecenate, «non una mostra inedita, ma un nuovo allestimento della collezione – sottolinea il direttore Philip Rylands, che se n’è preso cura – Sono opere esposte poche volte, alcune inedite e per metà donazioni arrivate dopo la scomparsa di Peggy». Continua a leggere

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culture

Canaletto, le Feste Ducali

VENEZIA – Dopo la cerimonia di insediamento in Basilica, il nuovo Doge attraversava la piazza in trionfo. Gli arsenalotti si facevano strada tra folla con lunghe pertiche. E intanto lui lanciava al popolo monete d’oro e d’argento, coniate per l’occasione.
Canaletto disegnò con cura questa scena, per farla poi incidere da Giambattista Brustolon. Fu Ludovico Furlanetto, uno dei più conosciuti editori e mercanti di stampe veneziani, a curare la prima edizione nel 1768 di un ciclo di incisioni, all’inizio sei, poi raddoppiate. Da allora, le matrici – custodite al Museo Correr – diedero alla luce copie preziose che ebbero una grande fortuna, fino a metà ‘800, in tutta Europa. Continua a leggere

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culture

Mitoraj

VENEZIA – Ieri sera al Teatro la Fenice ha consegnato il premio per il tradizionale Ballo della Cavalchina a José Carreras. Qualche ora prima, sempre a Venezia, alla Galleria Contini di via XXII Marzo, Igor Mitoraj scuote la testa, lasciando sbuffare le nuvole del suo sigaro. «Adoro quel tenore e per questo ho accettato. Ma non sono da mondanità – sussurra – Passo molto tempo solo, ne sento proprio la necessità. E passo tante ore con le maestranze. E’ raro che accetti inviti così».
Mitoraj è uno dei più grandi scultori a livello internazionale. Le sue opere in marmo, spesso di grandi dimensioni, evocano il mondo ellenico, perché – dice – «è la culla della nostra civiltà. Là noi abbiamo ereditato tutto ciò che conosciamo. Io ne utilizzo lo spirito, non l’estetica». Continua a leggere

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culture

Slava Snowshow

VENEZIA – «Quando mi chiedono com’è lo spettacolo di Slava, non ho dubbi: è bellissimo. Ma cosa sia questo Snowshow io non so proprio cosa rispondere». Laura Barbiani, presidente del Teatro Stabile del Veneto, presenta così Slava Polunin, considerato forse il più importante clown al mondo. E’ infatti il Teatro Goldoni di Venezia che lo ospiterà per cinque serate e sette repliche, da domani fino al 19 febbraio.
«Lo spettacolo è un enigma», lo definisce Slava. «E’ un lavoro che scivola fuori da qualsiasi definizione e cambia sempre. Così la gente torna spesso molte volte a vederlo e se tu chiedi a cinque persone cos’hanno visto, ti daranno cinque versioni diverse».
Voce baritonale, stempiato, i capelli bianchi ai lati della nuca che scendono un po’ spiritati sulle spalle. Ha gli occhi timidi, questo artista geniale. Il volto rubizzo e sorridente. «Non so mai quante persone saranno in scena e per fare cosa – dice – Decidiamo sempre qualche minuto prima. Di sicuro, corriamo veloci in palcoscenico, come se avessimo un appuntamento galante». Continua a leggere

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culture, società

“Code:Red”, lavoratrici del sesso sbarcano alla Biennale

Un’onda rossa si muove tra le calli di Venezia. Rose, megafoni e cartelli, “Stop the war to whores”, fermate la guerra alle puttane. Loro, le sex-workers: ognuna ha un ombrello rosso in mano. E’ il giugno 2001, Biennale d’arte di Venezia n.49. Il corteo sigla la conclusione non solo del “Primo congresso internazionale delle lavoratrici del sesso”, ma anche del primo di una lunga serie di eventi in tutto il mondo.
Il Parasite Institute di Lubiana pubblica ora il catalogo Code:Red, curato da Tadej Pogacar (pagg.220, euro 30), dieci anni dopo quell’esperienza, tanto è il tempo passato a mescolare attivismo creativo e pratiche di libertà. Presentato in questi giorni all’A+A, il Centro espositivo sloveno di Venezia, il volume raccoglie le tappe e le riflessioni di questo viaggio, da Skopje a New York, da Sao Paulo a Mosca, Tirana ed Amsterdam. Continua a leggere

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culture

Belle Arti. Inaugurato l’anno accademico.

VENEZIA – «Sono venuta io a lezione qui, per capire le connessioni possibili e la complessità di questa istituzione. Cerco sempre delle suggestioni che siano multi-disciplinari. E qui le ho trovate». Una raggiante Gabriella Belli ci commenta così la sua visita all’Accademia di Belle Arti di Venezia, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico. Lei da tre mesi è arrivata in laguna, forte della sua esperienza al Mart di Rovereto, e già si dice «pronta ad anticipare di un mese, al pubblico, la programmazione della Fondazione Musei Civici». Così farà venerdì, al Museo Correr.
Le sue parole, al margine della Lectio Magistralis, tenuta nell’Aula Magna degli Incurabili, non potrebbero suonare migliori per Luigino Rossi e Carlo Di Raco, presidente e direttore della prestigiosa istituzione culturale veneziana. Continua a leggere

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culture

Tintoretto al Quirinale

VENEZIA – Le chiamano “le due Marie”, due preziose tele di Tintoretto, custodite nella Chiesa di San Rocco. Santa Maria Egiziaca e Santa Maria Maddalena per la prima volta usciranno da Venezia, dirette alla capitale. Saranno infatti tra le star dell’esposizione che le Scuderie del Quirinale dedicheranno, dal 25 febbraio, al pittore cinquecentesco, sotto la direzione scientifica di Giovanni Villa e la curatela di Vittorio Sgarbi.
E’ dal 1937 che non si celebra Tintoretto con una mostra tutta sua. L’arrivo delle Marie, oltre ad altre tele, dalle Gallerie dell’Accademia e da alcune Chiese, è un evento speciale per la città. Per festeggiarlo, la Scuola di San Rocco e la Regione Veneto hanno prodotto un breve docu-film, Il genio e la sua casa, scritto e diretto da Luigi Baro, Stefano Balbo e Cristina Marchesi, che ripercorre l’impronta artistica di Jacopo Tintoretto in città e soprattutto dentro il maestoso edificio dell’Arciconfraternita. Le riprese, dopo due settimane, sono in dirittura d’arrivo, il lavoro sarà pronto per il vernissage. Continua a leggere

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