culture

Tintoretto al Quirinale

VENEZIA – Le chiamano “le due Marie”, due preziose tele di Tintoretto, custodite nella Chiesa di San Rocco. Santa Maria Egiziaca e Santa Maria Maddalena per la prima volta usciranno da Venezia, dirette alla capitale. Saranno infatti tra le star dell’esposizione che le Scuderie del Quirinale dedicheranno, dal 25 febbraio, al pittore cinquecentesco, sotto la direzione scientifica di Giovanni Villa e la curatela di Vittorio Sgarbi.
E’ dal 1937 che non si celebra Tintoretto con una mostra tutta sua. L’arrivo delle Marie, oltre ad altre tele, dalle Gallerie dell’Accademia e da alcune Chiese, è un evento speciale per la città. Per festeggiarlo, la Scuola di San Rocco e la Regione Veneto hanno prodotto un breve docu-film, Il genio e la sua casa, scritto e diretto da Luigi Baro, Stefano Balbo e Cristina Marchesi, che ripercorre l’impronta artistica di Jacopo Tintoretto in città e soprattutto dentro il maestoso edificio dell’Arciconfraternita. Le riprese, dopo due settimane, sono in dirittura d’arrivo, il lavoro sarà pronto per il vernissage.
Voce appassionata e filo rosso del corto è la scrittrice Melania Mazzucco, che sul Tintoretto ha al suo attivo una biografia ed un romanzo ed almeno quindici anni di studi. Sarà sua anche la firma ai testi della mostra romana.  «Un’idea coraggiosa e necessaria, anche perché di Tintoretto è difficile realizzare un’esposizione – sottolinea – Quasi sempre sono quadri inamovibili, le dimensioni gigantesche, le tele fragilissime».
Franco Pasocco, Guardian Grando, ci mostra gli ultimi ritocchi dei restauratori alle due opere, grandi oltre due metri per quattro. «Siamo orgogliosi di inviare questi due teleri gemelli – dice –  Sono di un Tintoretto ormai vecchio, tra il 1585 e il 1587. Un punto di svolta, cui tutti dopo guarderanno».
«Nel Seicento si preferiva non commentarle – racconta Mazzucco – Si vedono queste due donne immerse nella natura, una con il suo libro e una con lo sguardo perduto. Un rapporto tra figura umana e paesaggio assolutamente innovativo». E poi i colori: «pennellate quasi fosforescenti delle foglie, dentro quasi un’unica atmosfera scura».
Tintoretto, dunque, torna alla ribalta del grande pubblico dopo l’ultima Biennale di Venezia: «Fantastica operazione di Bice Curiger – dice la scrittrice – l’arte quando è viva, è sempre contemporanea. In quel contesto, ci ha aiutato a prendere misure e ad orientarci, a riconoscere l’arte».

Corriere del Veneto

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