Klimt il veneziano

VENEZIA – «Resta senza fiato, dentro la Basilica di San Marco. Nella semi-oscurità gli appare, dirà, una sorta di scroscio dorato. Mai ha visto mosaici tanto spettacolari. Senza quella visione, non conosceremo il suo ‘periodo d’oro’, né ovviamente le sue Giuditte». Alfred Weidinger presenta, nelle sale del Museo Correr, Gustav Klimt. «Perché in questa città – continua il curatore, tra i massimi conoscitori dell’artista austriaco – ci sono le sue fonti di ispirazione più ricche».
E Venezia lo celebra, ora, per i 150 anni dalla nascita, esponendo «la seconda collezione più grande al mondo delle sue opere e molte inedite per il pubblico italiano», come precisa Agnes Husslein-Arco, direttrice del Belvedere di Vienna. Lei e Gabriella Belli – che a sua volta è al timone della Fondazione Musei Civici veneziani – si sono occupate della direzione artistica di questo Klimt nel segno di Hoffmann e della Secessione, uno degli eventi d’arte più importanti a livello internazionale. Continua a leggere “Klimt il veneziano”

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