culture, società

Cento anni visti dal campanile

VENEZIA – Cento anni fa, la mattina del 25 aprile 1912, le voci di due mila fanciulli intonavano, dal loggiato di Palazzo Ducale di Venezia, il Salmo 32 di Benedetto Marcello. Una folla enorme, naso all’insù, ammirava la banderuola dorata con l’Arcangelo Gabriele sopra 98,6 metri di altezza. Il Campanile della Basilica di San Marco svettava nuovo di zecca. Le campane, restaurate e ricostruite, ricominciarono a spaventare gli stormi di colombi. Il silenzio era durato dieci anni.Tutto era successo la mattina del 14 luglio 1902. E quel giorno, un uomo che era stato vituperato e intimidito, era diventato una celebrità. Perché lo ripeteva da anni Luigi Vendrasco, il capomastro. Il campanile di San Marco, diceva, era in uno stato penoso e di imminente pericolo. Lo aveva scritto persino a due Regine. A quella d’Italia e pure a quella d’Inghilterra. Si erano talmente irritati i suoi superiori della Fabbriceria di San Marco, la Curia, che lo avevano trasferito in Sardegna. Aveva preferito licenziarsi. Ma quella mattina, ad una manciata di minuti alle 10.00, successe. Il boato, il crollo sulla piazza, la nube di polvere, il cielo scuro. Senza un ferito, né una vittima. Il campanile si era accasciato persino come un gentiluomo. La sera stessa, la giunta comunale, presieduta da Filippo Grimani, deliberò la ricostruzione, stanziando 500 mila lire e lanciando una sottoscrizione internazionale. Dieci anni durarono i lavori, tra discussioni sui progetti e sulle tecnologie da applicare, polemiche filologiche e scioperi per il salario da parte delle maestranze. Ma tutti concordavano su una cosa: doveva essere ricostruito “com’era e dov’era”.
«Un principio che segnerà in modo indelebile la città per tutto il Novecento, fino alla Fenice», come ha sottolineato l’Assessora alla cultura Tiziana Agostini. Venezia, infatti, si appresta a ricordare il centenario di quella ricostruzione con un fitto programma di eventi. Ieri ha cominciato la Galleria ‘La Salizada’ di Alberto De Giulio, a Campo Santo Stefano, che ha inaugurato una piccola mostra di foto preziose dell’Archivio Alinari. E ha curato un libretto, mille esemplari numerati, 1912-2012, ricorda il centenario con scatti e cartoline del tempo, riprodotto a fisarmonica, come un quaderno di ricordi. Se n’è occupato Enrico Ricciardi, che martedì 24 aprile presenterà anche un reading a più voci al Teatro Goldoni. Com’era e dov’era, questo il titolo, dalle 20.30, alternerà aneddoti, ritagli di stampe, «persino le poesie e i pensieri raccolti in una strenna che ho trovato per caso – racconta Ricciardi –  Era un concorso di poesie, e tutti vi avevano partecipato, poeti famosi e persone sconosciute».
Foto d’epoca saranno protagoniste anche nello spazio Carive di Campo San Luca. Una sessantina di immagini, provenienti da fondi custoditi al Museo Fortuny, saranno esposte sempre da martedì 24 aprile, per un mese, accanto alle storie e persino all’incredibile memorabilia collezionata da Alberto Toso Fei. L’iniziativa, promossa da Ateneo Veneto e Fondazione Musei Civici, farà da vigilia alla giornata dell’anniversario, quando Piazza San Marco, dalle 21.00, sarà avvolta dai suoni di Eddy De Fanti e dalle immagini di Francesco Lopergolo. La performance, Cento rintocchi d’acqua, prodotta da Venezia Marketing Eventi, sarà un’architettura audiovisiva, di elettronica, percussioni, marimba e tappeti orchestrali che si preannuncia di grande impatto emotivo.
«C’è una grande mole di tracce fotografiche e di storia orale su quei fatti – sottolinea Enrico Ricciardi – Non c’è famiglia veneziana che non ne serbi uno. Mio nonno per esempio era uno dei cinque pompieri accorsi al momento del crollo. Mi raccontava che avevano tentato persino un’ultima disperata imbracatura per salvare il possibile. Di lui mi è rimasta la foto di un uomo ben piantato, in divisa, le mani dietro la schiena, il casco lucido in testa, i baffi a manubrio com’era di moda allora».

Corriere del Veneto

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One thought on “Cento anni visti dal campanile

  1. lorenzo Cipriani ha detto:

    molto interessante, grazie per questo articolo. Qualcuno conosce la partitura di benedetto Marcello? vorrei ritrovarla, ho solo le parole di M.Pezzà Pascolato. grazie. Lorenzo C

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