Il pettirosso di Buzzati

«Entrare, avventurarsi un poco fra le crode, toccarle, ascoltarne i silenzi, sentire la misteriosa vita». Dino Buzzati raccontava così la sua montagna. Sono passati quarant’anni dalla sua scomparsa e la montagna lo omaggia con una settimana di eventi.
«Buzzati avvertiva tutto il fascino di quel mondo arcano fatto di rocce eterne», riflette l’editore bellunese Bepi Pellegrinon,  tra gli organizzatori delle celebrazioni iniziate ieri sera a Villa San Pellegrino, alla presenza di Almerina, compagna di vita del grande scrittore e giornalista.
Il via l’ha dato la mostra I 40 volti di Buzzati, raccolta di foto, immagini e scritti usciti dall’archivio di famiglia. Curata da Riccardo Ricci, ogni giorno cambierà luogo, seguendo il serpentone di iniziative che attraverserà i prossimi giorni il bellunese. Continua a leggere “Il pettirosso di Buzzati”

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Sherwood, dalla foresta alla barena

VENEZIA – Un vero e proprio village sta prendendo forma al Parco San Giuliano. Due palcoscenici, stand informativi, chioschi di food&drinks, pizzeria e tabacchi, il cinema e l’enoteca. Dal 20 luglio al 5 agosto, ritroverà la musica il Parco che ha riportato a Mestre la laguna. E’ il Venice Sherwood Festival, «dalla foresta alla barena di Sherwood», per dirla con Gianfranco Bettin.
Non ci sarà il parterre di star, l’esibizione di muscoli imprenditoriali, il battage internazionale, che solo un grande sponsor porta con sè. L’Heineken Jamming Festival, sotto il fuoco di mugugni e di due trombe d’aria, aveva abbandonato San Giuliano al suo destino, «troppi i costi e troppe le critiche», aveva detto il suo patròn, preferendo una più rassicurante Fiera di Rho. Continua a leggere “Sherwood, dalla foresta alla barena”

Tesoro Canaletto

VENEZIA – Si dice che non gli piacessero i campanili a cipolla. Se doveva disegnarne uno, cambiava la forma. Canaletto ha fatto così anche con questa veduta di San Giacometto su Ruga degli Orefici. Il campanile di San Bartolomio spunta sul fondo, con una punta aguzza, com’era fino al 1747. Ma il disegno risale a dopo il 1758, nei suoi ultimi dieci anni di vita. Punta cambiata. E virtuosismo da togliere il fiato.
Si vede la Chiesa in primo piano, con quella sua bellezza delle origini. I venditori che animano il mercato. Le vesti sembrano gonfiate dalla brezza. I segni e i dettagli sulla punta di inchiostri ferro-gallici sono accompagnati dalle pennellate di acquerello che danno luce ed atmosfera all’immagine. Continua a leggere “Tesoro Canaletto”

Bozena Anna Kowalczyk: “Genio e libertà”

VENEZIA – «Canaletto è capace di ingannarci, da sembrare fotografico. Cura le immagini con una precisione che impressiona. In realtà si lascia andare ad una grande libertà creativa». Bozena Anna Kowalczyk è una delle massime esperte al mondo di Giovanni Antonio Canal detto il Canaletto. Lei ha avuto tra le mani il disegno battuto da Sotheby’s.
Cosa è successo, dunque, a Londra la scorsa settimana?
E’ un’opera di qualità fantastica: il valore per cui è stato venduto segna un punto di svolta per le quotazioni dei suoi disegni. Questo ci dice anche che il mercato delle opere d’arte è sempre attento e vivacissimo. E che a Sotheby’s ci sono dei grandi professionisti. Continua a leggere “Bozena Anna Kowalczyk: “Genio e libertà””

Mogol, una vita per l’italiano

VENEZIA – Il telegramma di Charles Aznavour diceva: «La tua versione in italiano è migliore dell’originale». Il francese si riferiva a “Com’è triste Venezia”, tradotta da Giulio Rapetti Mogol nel 1971.
Considerato il più grande autore italiano di canzoni, Mogol ha ricevuto ieri, proprio a Venezia, il premio “Una vita per l’italiano”, dedicato ai conoscitori più intimi della nostra lingua. L’Università Ca’ Foscari lo ha infatti consegnato a personalità come Tullio De Mauro e Francesco Sabatini, sempre nell’ambito del Master Itals, la didattica dell’italiano come lingua straniera. Continua a leggere “Mogol, una vita per l’italiano”

Larraz, l’ironia del potere

Un uomo e una donna, i tratti mulatti, lui tiene in mano un ombrello, lei saluta una folla che non si vede. Dietro si staglia un cielo azzurrissimo. Sono di fronte a dei microfoni. Si intuisce che stanno su un palco, avvolto da una grande bandiera bianca e blu in primo piano e sul parapetto una serie di berretti di ufficiali militari. Quasi lasciati là come monito e come fantasmi. Julio Larraz utilizza la bellezza delle immagini e l’ironia amara, che gli vengono dalla sua carriera di vignettista per i più importanti giornali Usa. Continua a leggere “Larraz, l’ironia del potere”