culture, società

Sherwood, dalla foresta alla barena

VENEZIA – Un vero e proprio village sta prendendo forma al Parco San Giuliano. Due palcoscenici, stand informativi, chioschi di food&drinks, pizzeria e tabacchi, il cinema e l’enoteca. Dal 20 luglio al 5 agosto, ritroverà la musica il Parco che ha riportato a Mestre la laguna. E’ il Venice Sherwood Festival, «dalla foresta alla barena di Sherwood», per dirla con Gianfranco Bettin.
Non ci sarà il parterre di star, l’esibizione di muscoli imprenditoriali, il battage internazionale, che solo un grande sponsor porta con sè. L’Heineken Jamming Festival, sotto il fuoco di mugugni e di due trombe d’aria, aveva abbandonato San Giuliano al suo destino, «troppi i costi e troppe le critiche», aveva detto il suo patròn, preferendo una più rassicurante Fiera di Rho.«Ma il parco è nato anche per questo – sottolinea Bettin, nella duplice veste di Assessore alle Politiche Giovanili e all’Ambiente – Certo, ha bisogno di attenzione e di cura, soprattutto quando si fa un evento così importante». Come dire: c’era bisogno di qualcosa di tutt’altra natura. Ed eccola allora la formula di Sherwood, «intanto riconoscendo il luogo che ci ospita, compresi artisti e produzioni locali – spiega il portavoce, Graziano Sanavia – Secondo: è completamente autoprodotto. Nessun finanziamento, né privato né pubblico. E poi i prezzi bassi: l’80% dei concerti sarà ad un euro. Infine, un mix di iniziative culturali, di campagne sociali, d’arte, di dibattiti».
Le istituzioni sembrano aver apprezzato. A cominciare dalla Municipalità di Mestre e dall’Ente parco, che con gli organizzatori hanno studiato i dettagli della proposta, a cominciare dal fatto che non verranno chiusi né area verde né strade. Tutto sarà accessibile. «Un luogo incredibile, che in qualche modo ci ripaga della fatica», sussurra Francesca D’Elia, che assieme a centinaia di volontari sta intanto smontando lo Sherwood  appena concluso.
«Questo non sarà comunque un’appendice del Festival padovano», ci tiene a precisare Sanavia. La prova? Apre sir Oliver Skardy e chiudono gli Ska-J. «Dal Papa al papa nero», infila la battuta Steve Giant. Ed è più che un omaggio al raggae nativo dei Pitura Freska. E’ il riconoscimento della natura intima della città, «perché in fondo Venezia e la Giamaica hanno la stessa camòma», insiste sornione Giant. E anche lui rappresenta le radici, il Sunsplash (che a San Giuliano andrà in scena dal 2 al 4 agosto, con live show e dance hall), “Rastasnob” la fanzine che non si stanca di smerciare e la storica Radio Base, che pure sarà presente al village.
Naturalmente sul palco principale scivoleranno altri artisti ben conosciuti, ma senza grandi vedette: l’attesa è per i Negrita (il 27 luglio), anticipati dalla geniale demenza di Elio (il 21) e seguiti dai ritmi balcanici dei Radio Zastava (il 29).
In questo evento di eventi che animerà il Parco, si innesta l’elettronica di Alta Voz (il 28 luglio) e una decina di band che animeranno il “second stage”, come le web-celebrities “Lo stato sociale” (il 25) e Bob Corn (il 1 agosto) che sigla la collaborazione con il circolo mestrino “Flat”. E poi tutto il suk di eventi, dal cinema alla campagna “Gioco anch’io” delle palestre popolari (tra cui quella nuova del Rivolta) in nome del diritto allo sport per i migranti. E, ancora, le conversazioni sull’arte curate dal Sale Docks (il 25 luglio) e gli scrittori veneziani Roberto Ferrucci e Giovanni Montanaro.
Un cocktail di pratiche culturali, più che una kermesse musicale, che aprirà i cancelli alle sette di sera e li chiuderà alle 2 di notte, dopo un paio d’ore di dj-set che promettono di far vibrare San Giuliano.

Corriere del Veneto

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