Venezia e il “commun ground”

VENEZIA – Il Giappone che riflette su come costruire una Home-for-All, una casa di tutti, nella zona devastata da terremoto, tsunami e terrore nucleare, ha strappato il Leone d’Oro della 13esima Biennale Architettura di Venezia. Miglior Padiglione quello curato da Toyo Ito, perché «ha colpito la giuria per l’umanità» che riesce ad esprimere, per la capacità di raccogliere risorse sociali e trasformarle in progetti condivisi. Il miglior progetto, invece, è andato alla venezuelana Torre David di Caracas, un edificio abbandonato e occupato da centinaia di persone, che lo hanno riutilizzato come abitazione, creando una comunità spontanea, unica e testarda.
Doveva essere la ricerca del Commun ground a guidare la giuria, presieduta dall’olandese Wiel Artes. E così è stato. Anche per il Leone alla carriera, andato al portoghese Alvaro Siza Vieira, riconosciuto come una sorta di «presenza», quasi a sottolinearne il valore universale del suo pensiero e del suo lavoro. Il premio, in assenza del maestro, è stato ritirato da Ines Lobo, commissaria del Padiglione di Lisbona. Continua a leggere “Venezia e il “commun ground””

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Rodcenko, corpi e macchine

VENEZIA – Dettagli di palazzi, corpi al sole, macchinari, alberi e volti. Presi dall’alto o dal basso, obliqui e in movimento. Gli scatti di Aleksandr Rodcenko hanno rivoluzionato l’immaginario fotografico e le architetture visive, fino ad allora «imprigionate in un pittorismo decadente», come spiega Guido Cecere, docente all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Continua a leggere “Rodcenko, corpi e macchine”

Occupy Biennale

VENEZIA – Un temporaneo mercato coperto verrà inaugurato domani in Riva dei 7 Martiri. Sarà l’avvio di una lunga serie di eventi, firmati dagli spazi sociali di Rivolta, Morion e Magazzini del Sale, come controcanto alla Biennale architettura. Fino al 19 settembre, il programma prevede seminari e meeting tra Venezia e Lido, oltre ad una serie di simbolici blitz nei punti critici della città. Continua a leggere “Occupy Biennale”

Cinema nel salone delle feste

VENEZIA – «Quando ho ritrovato la foto della Magnani sorridente sulla terrazza del Bauer, mi è venuta l’idea di riaccendere lo schermo nel salone delle feste». Francesca Bortolotto Possati, proprietaria e manager del lussuoso hotel, lo racconta così.
Era chic cinquant’anni fa, per un hotel, avere una piccola sala da cinema dove proiettare per i propri ospiti le anteprime con le star del momento. La Dolce Vita era anche questo, per chi si poteva permettere di attraversare la hall di un hotel di lusso. Continua a leggere “Cinema nel salone delle feste”

Hotel da set

VENEZIA – Vi ricordate Robert De Niro ed Elizabeth McGovern che cenano sotto i lampadari di cristallo dell’Excelsior? E’ la scena girata a Venezia per il celebre C’era una volta in America. Sergio Leone si era innamorato di questo hotel dall’architettura moresca e i preziosi tessuti. Li aveva immaginate sedute qui, le due star, nei panni di Noodles e Deborah. Continua a leggere “Hotel da set”

Effetto tram, 18 mesi dopo la doppia vita della città

VENEZIA – Il capolinea provvisorio si chiama Stazione, ma i binari sono di là dal cantiere e dalle trivelle che lavorano a tutto gas. Qui sembra la terra di nessuno. L’Hotel Regit cerca ancora di far garrire le sue bandiere impolverate. Vuoto dove un tempo c’era la banca e così, di fronte, l’intero piano terra. Sorride solo Riccardo Mander, il proprietario della tabaccheria. «Da quando la fermata è qui, entra molta gente. Chissà se la terranno». Ma fra un anno il tram tirerà dritto, scenderà nel tunnel e sbucherà davvero in stazione. Fra un anno e mezzo arriverà a Venezia.
Ad 8 anni dal primo colpo di ruspa e a 18  mesi dall’inaugurazione, quei vagoni rossi per ora fanno solo 18 fermate, ma già cominciano a cambiare la città che attraversano. Negozi che aprono e chiudono, locali nuovi, prezzi delle  case che salgono o scendono. Cittadini felici o arrabbiati neri. Continua a leggere “Effetto tram, 18 mesi dopo la doppia vita della città”

Voglia di milonga (quasi) clandestina

VENEZIA – «La milonga è immersa tra gerani, bouganville, rose e pini.  Poi raggiungiamo le piazzette di Alberobello o Polignano e le stradine di Ostuni. Musica. Si balla. Là possiamo fare tango illegal». Ci sono andati anche quest’anno, Anna Proscia e Davide Costantini. I due mestrini ogni estate organizzano un tango-viaggio nella pugliese Selva di Fasano, tra luglio ed agosto. Sono appena rientrati. E così i loro fans da tutta Italia e dalla Francia, l’anno scorso persino dalle Filippine.
Fino a qualche anno fa anche a Mestre si faceva. Gruppi di tangueros si davano rendez-vous clandestini di notte, con tanto di radio portatile. Gettonata era Galleria Matteotti, ad esempio. Ma alla fine arrivavano sempre i vigili. Continua a leggere “Voglia di milonga (quasi) clandestina”