società

La guerra della Giudecca

VENEZIA – La guerra della Giudecca si infervora e si sposta nei tribunali. Il campo di battaglia è all’ex-Cnomv, l’incubatore che avrebbe dovuto rilanciare l’isola. Sotto attacco è il Consorzio per la cantieristica minore. L’assediante è il Comune. Cuore della contesa uno showroom di vetri artigianali, là dove ci dovrebbero essere invece – secondo Ca’ Farsetti – le barche e il loro indotto.
Ognuno racconta la sua storia, che ha ormai i contorni di una tele-serie. Le dichiarazioni sono di fuoco e le promesse di resa dei conti messe nero su bianco. Come in una vera guerra, contrastano persino gli eventi. «Il Consorzio non ha in atto alcun contenzioso con l’Amministrazione Comunale», si dice all’ex-Cnomv. «La Giunta ci ha autorizzato a presentare la causa civile proprio contro il Consorzio per la violazione del contratto. E’ questione di giorni», risponde Nicoletta Ongaro, dell’avvocatura civica.
Dal canto suo, anche il presidente di Arti Veneziane Srl, Roberto Malusa, quello che ha aperto lo showroom, ci dice che l’ira legale del Comune non lo riguarda, perché «il capannone lo abbiamo avuto legalmente in subaffitto per 25 anni dal Consorzio, dunque se ci sono problemi li abbiamo con loro». Eppure, sempre l’avvocata Ongaro ricorda che «i vigili qualche giorno fa sono andati proprio da Arti a notificare la chiusura dell’attività commerciale e a darne esecuzione». Naturalmente, il ricorso al Tar è già depositato.
Per capire la vicenda, bisogna tornare al 1996, quando il Comune sigla con il Consorzio un contratto di concessione del diritto di superficie per 60 anni. Il nome del Consorzio già evoca le finalità che ha in testa la Giunta di allora. «C’è un vincolo di scopo che va rispettato», ripetono infatti negli uffici del Patrimonio. «Di “scopi istituzionali” del Consorzio – puntualizza l’avvocato di quest’ultimo, Gianluigi Fongher –  quindi delle ditte consorziate, che in gran parte e da sempre non si occupano di cantieristica. Tant’è vero che nell’area sono state realizzate residenze, attività commerciali e direzionali». Certo, «tollerate perché collaterali», bacchetta il Patrimonio, ma vendere vetri artistici di Murano che legame ha con la cantieristica?
Già, i vetri artistici. «Ci vogliono chiudere perché abbiamo rotto il monopolio della vendita del vetro d’arte – si dice certo Malusa – E’ una vendetta. Qui abbiamo portato investimenti e lavoro per 53 persone. Non era questo l’incubatore? non era per rilanciare l’economia dell’isola?»
Al tempo, dice il Consorzio, che oggi conta 17 ditte e 140 dipendenti, «era solo un complesso di edifici fatiscenti, sostanzialmente dei ruderi, che sono stati ristrutturati o ricostruiti, mettendoci 15 milioni di euro, con mutui a carico del Consorzio e garantiti dai consorziati, con ipoteche sulle proprie case. In più, 150 mila euro di oneri di urbanizzazione». Quello che ha messo il Comune, dicono, sono i 6 miliardi e mezzo di vecchie lire, ottenuti con un finanziamento europeo.
Nei prossimi mesi, la parola ai giudici.

Corriere del Veneto

Annunci
Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...