Occupy Biennale

VENEZIA – Un temporaneo mercato coperto verrà inaugurato domani in Riva dei 7 Martiri. Sarà l’avvio di una lunga serie di eventi, firmati dagli spazi sociali di Rivolta, Morion e Magazzini del Sale, come controcanto alla Biennale architettura. Fino al 19 settembre, il programma prevede seminari e meeting tra Venezia e Lido, oltre ad una serie di simbolici blitz nei punti critici della città.Occupy Biennale si chiama in riferimento agli indignati globali. Hanno poi aggiunto una “Battle”, battaglia, al tema scelto da David Chipperfield per la Biennale che si sta per aprire. “Commun ground” è diventato un «comune campo di battaglia».
«Tutti si dicono a favore di architetture ecologiche, città sostenibili e per i beni comuni – spiega Marco Baravalle, del Sale – ma quasi sempre sono etichette e mode. Che la città sia un bene comune non basta dirlo, scriverlo o esporlo in qualche padiglione. La città diventa un bene comune nel momento in cui ci battiamo per questo».
Gli attivisti radicali veneziani vogliono mettere a fuoco «i processi vissuti dalle nostre città,  le pesanti privatizzazioni e l’occupazione da parte di speculatori immobiliari – sottolinea sempre Baravalle – Un esempio? Il Fontego dei Tedeschi, simbolo di una stagione speculativa e dell’epopea delle archistar». E’ per questo che ci saranno una serie di «iniziative a sorpresa», per alzare l’attenzione su «ferite urbane o luoghi simbolici di quei processi deleteri vissuti dalla città».
Occupy Biennale dà il via al suo programma lunedì, quando verrà inaugurata una struttura in plastica riciclata in Riva dei 7 Martiri, per rievocare un mercato coperto, luogo-simbolo di uno spazio urbano comune. L’iniziativa è frutto di un concorso internazionale, curato da Jana Revedin, per conto della rete di giovani eco-architetti GAU:DI e con il sostegno del Ministero della cultura francese e dell’Università di Liegi. Le opere arrivate per il concorso saranno invece esposte nella sala del Morion. Martedì 28, invece, tavola rotonda per il lancio di Alfarchitettura, supplemento della rivista Alfabeta2.
Inevitabile l’approdo al Lido: mercoledì, una parata musicale, giocosa e colorata, partirà dal Palazzo del Cinema e arriverà al Teatro Marinoni, occupato l’anno scorso assieme ai romani del Teatro Valle. «Ma non chiamatela contro-Biennale – ci tiene Baravalle – I nostri sono solo degli attraversamenti critici».

Corriere del Veneto

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