culture, società

Le pietre d’Istria che parlano cinese

VENEZIA – Venezia come un hub europeo della cultura cinese. E’ questo l’annuncio della EMG, una grande impresa del marmo, con sede a Guangzhu e business ovunque, anche in Europa. «E se c’è un motivo per cui abbiamo preferito questa piccola città a qualsiasi capitale – scherza, ma non troppo, Victor Lee manager della compagnia estrattiva – è che le antiche cave in Croazia della pietra d’Istria, così tanto utilizzata a Venezia, sono di nostra proprietà». Tanto per chiarire che il legame non è solo con Marco Polo.
Cosa farà in laguna? Aprirà la sede della Emg Art, il settore dell’impresa cinese tutto dedicato alla cultura. La scelta è caduta su Palazzo Zen, in Campo dei Gesuiti, dove il piano terra, 280 metri quadri utilizzati per molto tempo come deposito di un’impresa edile, è stato preso in affitto per i prossimi dodici anni. Con l’idea, magari, di restarci per un bel po’. L’inaugurazione è prevista nel pomeriggio di martedì 28 agosto, a suggello di un 2012 dichiarato Anno del dialogo interculturale Europa-Cina.Sarà la prima sede che la Emg Art apre fuori dalla Cina, dove ne ha già tre, a Pechino, Shangai e Guagzhou. «Non sarà una galleria, ma una piattaforma – spiega la direttrice artistica della Emg Art, Pingling Cheung – un luogo cioè dove far incrociare artisti, teorici, professionisti, scienziati, filosofi europei e cinesi».
L’apertura avrà lo stesso stile. Water Republic, l’ha intitolato: un’esposizione con le opere di tre artisti (He Wen Jue, Sau Wai Tai e Wu Da Xin), due architetti (Juan Du e Je Jian Xiang) e un sociologo (Lo Sze Ping), accompagnati da una conversazione sull’architettura, ospiti Aldo Aymonino e Pippo Ciorra. A moderare sarà Marino Folin, che sottolinea l’arrivo della Emg Art come «una presenza ed un programma di lavoro agli antipodi di Pinault o Prada, che hanno aperto a Venezia dei luoghi destinati innanzitutto alle proprie straordinarie collezioni. Emg Art invece vuole creare uno spazio di dialogo, di incrocio fra mondi creativi diversi, una zona di passaggio e di riflessione».
«Abbiamo bisogno di parlarci, di capire, di scoprire. E’ su questo che la Emg sta investendo», sottolinea Pingling Cheung, lei stessa artista e giornalista, che assicura di non aver mai avuto problemi in tema di libertà di espressione, «una sfera che anche in Cina si sta allargando sempre di più e su cui l’arte gioca un grande ruolo», dice.
Un approccio diverso, dunque, di fare impresa e cultura, che sconta tutta la voglia del mondo artistico ed imprenditoriale cinese di stare in Europa e di lanciare sguardi e business. Anche per questo hanno lavorato come mediatori la Fondazione Venezia 2000, presieduta da Folin e Laura Fincato, che tiene i rapporti tra la laguna e Pechino per conto del Comune, soprattutto in vista dell’Expo 2015.
«Rapporti iniziati da pionieri trent’anni fa, seguendo le città d’acqua – dice l’ex-assessora – Ora vantiamo legami stretti. Nel solo 2011 sono state venti le missioni cinesi a Venezia e cinque le nostre là. A Venezia è riconosciuto un ruolo strategico di porta d’ingresso in Europa». Fincato annuncia anche un incontro-chiave per domani tra Biennale, Sovrintendenza ed Ambasciata per definire un padiglione cinese importante e permanente in laguna. Prova, secondo Folin, che «Venezia sta vivendo una nuova stagione di mito. Da icona di città decadente a seduttrice dei paesi emergenti».

Corriere del Veneto

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