Col fiato spezzato. Sul palco dell’università

VENEZIA – Due produzioni targate interamente Ca’ Foscari apriranno e chiuderanno il nuovo cartellone al Teatro universitario di Santa Marta a Venezia. Entrambe dirette dalla docente e regista Elisabetta Brusa, si parte domani, 24 ottobre, con un visionario Ippolito Nievo e la sua Storia filosofica dei secoli futuri. Chiusura a maggio, sempre con i ragazzi del laboratorio universitario, con un omaggio a Tamerlano e al teatro orientale, ospite anche un attore dell’Opera di Pechino. Nel mezzo, una stagione ricca di sedici pièces ed alcuni tra i nomi più interessanti del panorama teatrale, come Giuliana Musso, Spiro Scimone, Antonio Rezza, Lia Careddu, Sandra Mangini e la magia della voce di Margot Galante Garrone.
«Si dice che l’università dovrebbe essere luogo di ricerca e sperimentazione – esordisce Carmelo Alberti, che ha guidato il cartellone assieme a Donatella Ventimiglia – Parole vuote se non si traducono in opportunità, laboratori, possibilità per gli studenti di leggere la realtà e praticarla». Una sorta di trans-didattica. Con gli studenti impegnati in un Cantiere, come quello gestito da Brusa, dove ci si sperimenta attori e performer, o in Molecole, sezione di drammaturghi e metteurs-en-scène. In quest’ultimo caso, ad esempio, si ha la possibilità di realizzare un progetto teatrale, vincitore di un bando di idee, sul tema della sicurezza, grazie anche al supporto dell’Inail: i riflettori si accenderanno il 6 novembre su Eleonora Pinca con il suo suggestivo Col fiato spezzato e le tasche piene di sassi. Per la stessa sezione, gli H2O non potabile riprenderanno la tradizione cafoscarina – come ha ricordato Paolo Puppa – delle letture di Platone (il 20 novembre) in collaborazione con il Corso di storia della filosofia antica. O, ancora, si affronterà di Mark Twain il racconto sulla segregazione True Story (6 febbraio).
Sussulti, ancora: è questo invece il titolo della programmazione con le compagnie ospiti. Un rimando a Beckett, «per dire che la crisi tuttavia morde, subiamo ancora i fremiti e li leggiamo a teatro», sottolinea Donatella Ventimiglia. Il via lo darà la compagnia Scimone Sframeli il 14 novembre, con una delle tre produzioni inedite che saranno presentate a Santa Marta. Prodotto dal Festival delle Colline Torinesi e dal Teatro di Tolosa, Giù ricostruisce in un’atmosfera surreale la necessità di rompere il silenzio su tutto ciò che ci umilia. Rivolta e svelamento, come i ricordi di chi ha vissuto i seminari religiosi degli anni ’50 e ’60: è La fabbrica dei preti, che Giuliana Musso presenta il 28 novembre.
L’anno prossimo invece si aprirà con la comicità inquieta di Antonio Rezza (Io, 13 febbraio), radiologo esaurito che fa le lastre sui cappotti dei pazienti. Il cartellone prosegue con Lia Careddu alle prese con lo sgomento del Cappotto di Gogol (il 20) e il profumo delle strade dell’Europa dell’Est di Sandra Mangini (il 27). A marzo sarà la volta della «satira di attrici e pupazze sul lusso di essere donne»: scritta ed interpretata da Marta Cuscunà e co-prodotta da Centrale Fies, si dice ispirata alle clarisse di Udine in lotta nel ‘500 per la libertà femminile (il 12 marzo). E dopo l’amore furioso di Incendiati di Pierpaolo Comini (11 aprile), chiude Margot Galante Garrone, voce e chitarra, tra musica e teatro, in una sorprendente Cantologia (23 aprile).

Corriere del Veneto

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