Caracas, inferno di pallottole e sangue

CARACAS – Una macchina sta attraversando Bello Monte, centro di Caracas. E’ quasi l’alba di una notte di febbraio. Come sempre la città è piuttosto spettrale. Juan David Chacón canticchia al volante. Muove i lunghi capelli rasta. Nei pressi di un semaforo rallenta. E’ uno dei musicisti raggae più conosciuti del paese. Il suo nome è Onechot. L’indomani, inizierà la sua tournée. «Lasciate che vi presenti Caracas / ambasciata dell’inferno / terra di assassini e di pistoleros». Dice così, la sua Rotten Town. Da due anni è una hit in Venezuela.
Il video, firmato da uno dei registi più talentuosi, Hernán Jabes, ha fatto il giro del mondo. Rotten Town. La città putrefatta. Rivoli di sangue scorrono nel video. Inzuppano mani, piedi, faccia e vestiti, ma tutti sembrano non accorgersene. Solo nel 2011, sono 19.459 le persone assassinate in Venezuela. Più di 5000 nella sola Caracas. Fate una media per settimana e ne conterete più di cento. Continua a leggere “Caracas, inferno di pallottole e sangue”

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Saoneri, muschieri ed alchimisti: profumo di Venezia

VENEZIA – E’ stato dietro i portoni degli artigiani saoneri e dalle mani degli alchimisti di bottega che uscì quella miscela speciale che avrebbe conquistato le corti d’Europa. I profumi dei muschieri della Serenissima univano le meraviglie oleose dell’Oriente con materie alcoliche ed essenze odorose.Segreti dapprima tramandati e poi stampati, il primo volume nel 1525. Da lì, l’arte della profumeria si sarebbe diffusa in tutta Europa.
Oggi, Venezia riprende il filo di quella storia antica e dedica un’intera ala del piano nobile di Palazzo Mocenigo proprio al profumo. Il progetto, che si inaugurerà a metà del prossimo anno, sarà il primo percorso espositivo permanente dedicato a quest’arte che tanto ha segnato la nostra storia sociale. Continua a leggere “Saoneri, muschieri ed alchimisti: profumo di Venezia”

Glass e il violino di Fain

VENEZIA – Quando Philip Glass tocca la tastiera del pianoforte, il silenzio a teatro si fa seduzione. Succede sempre così. Ovunque. Lo si vede dai volti quasi rapiti verso il palcoscenico. E mano a mano che cresce il ritmo, costruito su un’architettura di repliche e multiple variazioni di uno stesso tema, l’effetto è ipnotico. Così è successo anche ieri sera, al Teatro La Fenice di Venezia.
L’autore di The Hours e delle Metamorphosis, solo per citare alcune opere di una carriera enorme e geniale, ha solcato il palcoscenico come sempre in punta di piedi, quasi una presenza. Continua a leggere “Glass e il violino di Fain”

Caracas guarda a Maduro

Quando l’aereo presidenziale è partito verso l’Avana, per portare Hugo Chávez Frías a lottare in sala operatoria, a Caracas pioveva a dirotto. Teresa Maniglia, una giornalista chavista molto vicina al presidente, ce l’ha subito detto che per lei era un buon segno: «Ad ogni appuntamento importante piove. Era successo anche il 4 ottobre, alla chiusura della campagna elettorale, un aguazo incredibile». Questa della pioggia è una delle storie che più si raccontano a Caracas. Qualcosa di religioso che ha a che fare con la forza del Comandante. Continua a leggere “Caracas guarda a Maduro”

Chávez sotto i ferri a Cuba

Le voci sul tumore, rimasto avvinghiato nel corpo del Comandante, si rincorrevano anche durante la campagna elettorale. Hugo Chávez Frías, sempre abituato a parlare per ore, in quelle lunghe settimane elettorali non superava i trenta minuti. Il suo eloquio da predicatore evangelico e capo militare si era ridotto ad una manciata di slogan.
Eppure, quelle elezioni del 7 ottobre, che lo hanno poi confermato Presidente, Hugo Chávez  le riteneva come un punto di non ritorno. Forse perché sapeva o sospettava della malattia? E’ probabile. Il suo mandato comunque scadrà nel 2019. Ma solo dio sa se riuscirà ad esserci il 10 gennaio prossimo, il giorno del suo insediamento ufficiale. Continua a leggere “Chávez sotto i ferri a Cuba”

La via eco-socialista di Hugo Chávez

Nessuno qui a Catia avrebbe mai creduto di poter avere vicino a casa una clinica. Analisi, radiografie, visite ginecologiche, c’è la farmacia e lo studio di odontoiatra. Non c’è la sala chirurgica, così che «i feriti di arma da fuoco calano a decine all’ospedale più vicino, non passano da qui», ci racconta Licha, un’infermiera, che precisa: «Qui è tutto gratuito, naturalmente».
«Riceviamo tra le 5oo e le 600 persone al mese. La maggior parte soffre problemi di respirazione e di asma cronica», continua Lissi, una dei dieci medici in servizio alla Clinica Popular. Perché l’asma è così diffusa qui? le chiediamo. «C’è la cattiva abitudine di bruciare i rifiuti, prima che arrivi il camion – ci spiega – Una volta non c’era nessun servizio di raccolta e i fuochi non si contavano. Ma l’abitudine è rimasta e bisogna cambiarla».
Ci indica i ranchos tutto attorno, migliaia di case abusive, di lamiera e blocchi di cemento, che pullulano come un dedalo impazzito le colline di Caracas. Qui siamo nella parroquia di Sucre. Cioè una delle 22 località del municipio Libertador. Il cuore di Sucre è il barrio di Catia, enorme, a sua volta diviso in settori. Ci vivono per lo meno 400 mila persone, ma non si sa esattamente, perché nei barrios spesso gli impiegati del censo non sono mai riusciti ad entrare. Continua a leggere “La via eco-socialista di Hugo Chávez”

La Shoah del Mémorial

VENEZIA – Si può raccontare la Shoah in trenta pannelli. Un racconto rigoroso e allo stesso tempo divulgativo, per ragazzi e adulti. La Shoah in Europa è la mostra che il Museo Ebraico di Venezia ha inaugurato ieri, giorno non casuale, perché il 5 dicembre del 1943 avvenne il primo rastrellamento del Ghetto cittadino.
Considerato dall’Unesco il miglior progetto espositivo sul tema, è prodotto dal Mémorial de la Shoah di Parigi e già tradotto in molte lingue. E’ anche la mostra che più offre una panoramica sul contesto europeo in cui maturò la persecuzione antisemita fino all’annientamento.
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