culture, società

Eva Robin’s: «Il branco attacca sempre il più debole»

VENEZIA – «Ho sviluppato una sorta di difesa rispetto a tutte le notizie sui casi di aggressioni, violenza, odio. Perché alla fine ti resta appiccicata addosso un’enorme sensazione di impotenza». Eva Robin’s, che stasera sarà al Teatro Momo di Mestre (ore 21), commenta così le ultime cronache dal fronte omofobia. Prima a Roma il suicidio del ragazzo dai pantaloni rosa: «E per una sera abbiamo fatto entrare gratis chi aveva addosso un indumento rosa», dice amara l’attrice.Poi a Vicenza, pochi giorni fa, la storia del sedicenne bersagliato di insulti e soprusi: «E’ sempre la crudeltà del branco che si accanisce sul più debole. Sappiamo che tra gli animali è così – riflette – Solo che tra noi pensanti dovrebbe andare in un altro modo. Ma alla fine scopriamo che siamo solo degli esseri involuti». E aggiunge: «Questi due casi di omofobia hanno avuto eco, ma ce ne sono tantissimi che restano in silenzio».
A Vicenza, intanto,l’associazione gay e lesbiche Delos e il comitato Vicenza Pride danno appuntamento giovedì (dalle 20.30) in piazza delle Poste per una fiaccolata che ha lo scopo – sottolineano – di «far luce sui sempre più frequenti casi di bullismo omofobico, ai danni di giovani ragazzi e ragazze».
Anche lo spettacolo di stasera a Mestre, parla della libertà di essere se stessi. E’ L’omosessuale o la difficoltà di esprimersi, un capolavoro dell’argentino Copi, adattato e messo in scena da Andrea Adriatico. Arriva al Momo, all’interno della rassegna “Who’s who? Identità plurali e cose del genere”, voluta da Tiziana Agostini, assessora alle culture delle differenze di Venezia e curata dal Teatro Fondamenta Nuove. Un modo per sensibilizzare un pubblico vasto ed eterogeneo, utilizzando l’impatto e l’emozione del teatro.
«La cultura ha una grande forza – ci dice Eva Robin’s – Ed è molto efficace per combattere l’ignoranza». Per di più, il nostro è un Paese che è rimasto un fanalino di coda sui temi dei diritti civili, anche a livello legislativo. «E’ così. E mi dico che un paio di leggi che ci tutelino dall’odio le potrebbero pur fare. Ma sappiamo che leggi e giustizia non sempre vanno di pari passo».
Il testo di Copi, tragicomico e visionario, prodotto da Teatri di Vita, ha vinto a Roma il premio del pubblico al Short Theatre. Eva Robin’s è ormai un’attrice culto del teatro italiano.«Andrea Adriatico mi ha buttata a teatro nel ’92, salvandomi dalla pazzia – ride lei – Così sono riuscita a materializzare i miei fantasmi con i personaggi che metto in scena. Dei testi di Copi me ne sono impadronita, tanto che nel quotidiano spesso non distinguo più copione e realtà».

Corriere del Veneto

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