«Ho giocato a calcio con la mia vita»

«Tutto è cambiato due anni fa in Iran. Dovevo firmare il contratto per giocare in una squadra di calcio di serie A, avrei avuto uno stipendio e una casa. Ma non avevo documenti.  Sembravo iraniano, parlavo come loro. Ma ero solo un afghano illegale. Il mio allenatore non ci poteva credere. Ho dovuto fuggire».  Alì Reza Rajabi ha appena compiuto 18 anni. E’ una promessa del pallone. E’ stato Bruno Listuzzi a notarlo, uno degli allenatori del Venezia Calcio A 5, la squadra cittadina in formazione ridotta.
Listuzzi deve aver visto una piccola stella in quel ragazzino con i capelli lunghi e nerissimi, che piroettava il pallone in ciabatte. E’ successo l’anno scorso nella comunità di Forte Rossarol a Mestre. Continua a leggere “«Ho giocato a calcio con la mia vita»”

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Fundamentals di modernità, la Biennale di Koolhaas

Sarà una mostra-ricerca che, attorno al concetto di modernità, coinvolgerà anche i padiglioni nazionali. Sarà un viaggio lungo un secolo, a partire da quell’orribile 1914, l’opening in armi del Novecento.
La Biennale, con la regia di Rem Koolhaas, «avrà al centro  l’architettura, più che gli architetti», come ha sottolineato Paolo Baratta, dando avvio ai lavori preparatori con dieci mesi di anticipo. Con enfasi, il presidente della Biennale ha annunciato «un’epoca nuova», per il più grande evento internazionale del settore. L’appuntamento è l’anno prossimo, dal 7 giugno al 23 novembre a Venezia, tra Giardini e Arsenale. Continua a leggere “Fundamentals di modernità, la Biennale di Koolhaas”

Quel pregiudizio che non si estirpa

«Io sono convinto che bisogna parlare del presente per capire la memoria». Quasi un paradosso, quello che Amos Luzzatto usa a pochi giorni dalle celebrazioni della Giornata della Memoria. Ottantaquattro anni, medico, scrittore, docente, già a capo dell’Unione delle Comunità Ebraiche e presidente uscente di quella veneziana, Luzzatto ha uno sguardo lungo e una passione sempre accesa.
Il suo racconto è un viaggio di andate e ritorni, su fatti, luoghi, persone, ricordi. Ed è sul presente che si ferma, dove l’armamentario antisemita risbuca, gridato o sotterraneo, ambiguo e appiccicoso. Come un’erba infestante: «Perché ha radici antiche, codici profondi, innervati nella cultura europea», dice lui. Continua a leggere “Quel pregiudizio che non si estirpa”

Le forbici di Paolo Milani

«Porto sempre con me un paio di forbici. E’ qualcosa di sacro». Paolo Milani mostra il suo oggetto-feticcio: «Queste per esempio sono da cappotto. Me le ha fatte un artigiano di Prato per la mia impugnatura da mancino». Quarantenne, torinese, per un mese ha traslocato la sua sartoria all’Hotel Bauer di Venezia, in una sala della lussuosa hall. Ci ha portato le stoffe raccolte in giro per il mondo, i suoi perfetti manichini Stockman da Parigi, la sua macchina da cucire e il suo ferro da stiro dall’atelier di Pietrasanta. Continua a leggere “Le forbici di Paolo Milani”

Gli stivali di Michelle

Il giorno della solenne investitura di Barack Obama, quale presidente rieletto degli Stati Uniti, la first lady Michelle teneva in mano la tradizionale bibbia del giuramento e si reggeva su un paio di stivali realizzati a Galta di Vigonovo. Più esatto sarebbe dire che portava un Rk818, di camoscio nero, lungo, sopra il ginocchio, taglia 41 e tacco 70, firmato Reed Krakoff.  Ma le mani che hanno cucito e confezionato quegli stivali sono delle maestranze al lavoro nel Calzaturificio Valbrenta, nel cuore del distretto calzaturiero della Riviera. Continua a leggere “Gli stivali di Michelle”

Chávez, opposizione zoppa

Due settimane dopo il mancato giuramento di Hugo Chávez, di cui ancora si hanno poche e confuse notizie, l’opposizione venezuelana prova a reagire. Indicendo una marcia di protesta per il 23 gennaio, poi ridimensionata in una concentrazione in Parco Miranda. La data è simbolica perché ricorre nell’anniversario della cacciata di Marcos Pérez Jiménez, il dittatore che a lungo ha sedotto e zittito il Venezuela, e che nel 1958 di fronte alla reazione popolare fuggiva a bordo della Vaca Sagrada, l’aereo presidenziale.
Non c’è venezuelano che non conosca quella pagina di storia. Ma al di là dei simboli, è difficile dire perché l’opposizione anti-chavista, riunita nella Mesa de unidad democratica (Mud) abbia deciso di scendere in piazza. Continua a leggere “Chávez, opposizione zoppa”

Virginio, vetraio di giorno e musicista di notte

Ha aperto il tour con un nuovo batterista, Massimo Bubola in concerto sabato al Centro Candiani di Mestre. E’ Virginio Bellingardo, mestrino, 43 anni, in gran parte vissuti a Campagna Lupia, nel veneziano. «In realtà, potrei essere uscito da un film di Ken Loach».
Comincia così: «Mia nonna lavorava come cuoca in un campo di concentramento». La signora Galeazza era infatti andata in Germania in cerca di lavoro, come tanti italiani. Si è ritrovata in Polonia, in un angolo di inferno. I suoi due figli sono nati là. Così, anche se tutti la chiamano Lucia, la madre di Virginio si chiama Czeslawa, nata alla vigilia della fine della guerra. A qualche giorno dalla Giornata della Memoria è «impossibile non pensarci», dice lui. Continua a leggere “Virginio, vetraio di giorno e musicista di notte”