Coperte, l’archivio vivo della Lanerossi

Trovare una parte dell’archivio Lanerossi nel Salone della Libreria Sansoviniana di Venezia, un certo effetto lo fa. I tesori di un’azienda che ha fatto la storia del tessuto, assieme a dipinti mozzafiato, le silhouette di eleganti manichini sui drappeggi alle pareti della Biblioteca Marciana. Un’operazione fascinosa, che ruota attorno ad un oggetto dell’intimità come la coperta,  «indumento primigenio, che ha forza ancestrale ed è in sé un luogo e un rifugio», la descrive Mario Lupano. Continua a leggere “Coperte, l’archivio vivo della Lanerossi”

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Un’Accademia del vetro

«Forse pochi sanno che fin dalla metà dell’Ottocento l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti di Venezia, premiava le fabbriche di vetro più innovative a Murano, quelle che riscoprivano tecniche antiche oppure inventavano nuove soluzioni industriali». Questa pagina di storia quasi sconosciuta ce la racconta Sandro Franchini, direttore della prestigiosa istituzione veneziana. Forte di queste radici tra le fornaci, l’Istituto si candida ora diventare un vero e proprio hub culturale del vetro a livello internazionale. Continua a leggere “Un’Accademia del vetro”

Tronchetto dei miracoli

Una signora inglese, cappotto nocciola e foulard ramato, chiede se veramente quella sia l’entrata del People Mover. Si guarda attorno un po’ sbigottita. Sarà la bassa stagione, ma il trenino senza autista è quasi sempre vuoto. E quando si atterra al Tronchetto, e ci si lascia alle spalle scale e corridoi silenziosi, il panorama non è dei migliori. Certo, «questo non è più il Bronx», dice Franco, che fa pratiche nautiche per il Consorzio Venezia Turismo. Allora aveva fama di suk affollato di taxisti abusivi, battitori, taglieggiatori e truffatori. Allora era terra di nessuno per davvero. Continua a leggere “Tronchetto dei miracoli”

Il rimpatrio di Chávez in un Venezuela smarrito

Alemar Rosnaty Jiménez ha ricevuto in premio dal governo venezuelano una casa. Il vice-presidente Nicolás Maduro ha accolto a Palazzo Miraflores questa studentessa ventenne, di umili origini e le ha aggiunto in regalo anche una borsa-lavoro come sarta per la mamma. Perché? Perché aggiungendosi tra i followers di Hugo Chávez, Alemar Rosnati Jiménez ha fatto arrivare l’indirizzo twiter del presidente a 4 milioni di seguaci.
Il boom di contatti si è registrato con fragore lunedì 18 febbraio, quando proprio sul social network il Presidente ha annunciato il suo sbarco a Caracas, dopo dieci settimane di cure anti-tumorali a Cuba. Nessuno lo ha visto, né sono state diffuse immagini nuove. Continua a leggere “Il rimpatrio di Chávez in un Venezuela smarrito”

Industriali indecisi e frastornati a Nordest

Disillusi dalla politica e un po’ smarriti, gli uomini (e le pochissime donne) di Confindustria veneta provano a ragionare sul panorama che si sta muovendo verso le urne. Sbiaditi i fasti del modello Nordest, sembra consumata la relazione sentimentale con la Lega ed eroso il capitale di fiducia a Berlusconi. Quella era un’altra èra politica. Colpisce, tra chi ieri ha acclamato Roberto Zuccato alla presidenza veneta, che la maggioranza si dica indecisa a dieci giorni dalle elezioni. Continua a leggere “Industriali indecisi e frastornati a Nordest”

Una futura Silicon Valley veneta

Il Veneto Orientale ha le carte in regola per diventare la Silincon Valley del Nordest. La punta di diamante dell’economia digitale. Il motivo? In qualunque momento, da Jesolo a Eraclea, da San Donà a Portogruaro, aziende e amministrazioni potrebbero far girare una quantità di dati tale e ad una velocità che hanno pochi esempi in Italia.
Si chiama banda ultra larga, corre in fibra ottica ed è quindici volte più potente di qualunque Adsl. Il fatto è che ad illuminarsi di una fibra simile è stata qualche giorno fa proprio una ditta di Noventa di Piave. Riconosciuta come “centro stella”, potrebbe a sua volta illuminare centinaia di altre aziende. Continua a leggere “Una futura Silicon Valley veneta”

Mario Botta, modestia alla Querini

Ripete più volte: modestia nell’approccio, rispetto del contesto, umiltà nell’ascolto. E’ come una bussola che lo stesso Mario Botta ci dà per leggere il suo lavoro.
Ieri a Venezia l’architetto ticinese, allievo di Carlo Scarpa e maestro di Mario Gemin, suo storico assistente, ha presentato la fine di un lungo ciclo di lavori alla Fondazione Querini Stampalia.
Quasi un modello di intervento, quello realizzato nell’insieme di edifici che danno su Campo Santa Maria Formosa. Ed un esempio di come è possibile fare contemporaneo a Venezia. Osando, ma con gentilezza. Continua a leggere “Mario Botta, modestia alla Querini”