Vigilia di Biennale

maggio 26, 2013

Niente stravaganze. Non ci sono pinguini d’autore o chincaglierie sensazionali in giro per la città. E’ pur vero che ancora mancano due giorni all’inaugurazione e tutti sono indaffarati ad allestire. Ma la città rivela finora pochi indizi per ricordarci che siamo alla vigilia di una Biennale d’arte. Attorno all’edizione n.55 sembra prevalere la sobrietà. Persino lo scheletro dell’imbarcazione sospesa da una gru, del cinese Mi Qiu, sui tetti di San Stae, si preannuncia semplicemente sorprendente. Per ora, di United cultural nations, l’evento a latere ospitato da Palazzo Bacchini delle Palme, campeggia solo un’enorme gru.
Forse, chi detestava il ragazzo con la rana, tolto a furor di Facebook da Punta della Dogana, starà già mugugnando per un’altra statua posta ieri sul sagrato della Basilica di San Giorgio. Una Alison Lapper incinta, nuda, focomelica, bellissima, seduta col viso rivolto ai Giardini, non lascerà comunque indifferenti. Sembra marmorea, vista da lontano, ma l’opera dell’inglese Marc Quinn, è invece un’enorme struttura gonfiata.
Tracce d’arte, come il serpente di tappi di plastica che tenta di uscire dalle mura di Ca’ Foscari. «Vuole raggiungere l’acqua del canale sottostante», ci spiega Cristina Finucci, l’ideatrice del Garbage Pach State, evento di Ca’ Foscari, una sorta di padiglione della monnezza.
Alcuni indizi, insomma, ci dicono che la città si sta preparando ad un grande evento. Alcune opere visibili, spazi pubblicitari tappezzati, qualche lenzuolata in Pvc col titolo della mostra, le barche cariche di casse di legno con la scritta “fragile”, i capannelli di persone che fin da lontano si riconoscono ben distinti dai torpedoni di turisti.
Che per la città sia uno stato di grazia, anche economica, lo si capisce dall’assalto ad alberghi ed hotel. Di stanze se ne trovano, basta fare una ricerca in internet. Ma sono poche e carissime, dai 350 euro a notte. Così, in rete si moltiplicano gli S.O.S. di chi si è preso in ritardo e chiede un B&B last minute o almeno supplica un couchsurfing.
In città sarà un’invasione, oltre che di turisti culturali, anche di addetti ai lavori e frotte di curiosi ed appassionati. Disseminata in tutta la città, la Biennale d’arte è circondata da una miriade di iniziative express, concepite e montate sfruttandone l’onda d’urto. Poi ci sono i cocktail e i party, dai più chic ed esclusivi, fino ai più pop. E pure le sorprese, quegli ambienti ibridi dove la sala espositiva diventa una cucina. Succederà così all’Hotel Bauer (tutti i giorni dalle 12 alle 16) e a Palazzo Flangini (dalle 19 a notte), dove l’argentino-thailandese Rirkrit Tiravanija e il tedesco Tobias Rehberger diventeranno chef e il pubblico si trasformerà (obbligo la prenotazione) in perfomer.
Piccole opere d’arte escono in questi giorni anche dai forni della catena Majer. Roberto Zanon, un docente di design dell’Accademia di Belle Arti, ha condotto un workshop con i suoi studenti su una nuova linea di biscotti, commissionata dalla pasticceria in onore della Biennale. Di 44 progetti, ne sono stati selezionati cinque, tutti ispirati al Palazzo Enciclopedico, e destinati a cuocere croccanti.
Di carta, invece, è il laboratorio in cui la tedesca Lore Bert ha coinvolto un gruppo di liceali veneziani, nella sala monumentale della Biblioteca Marciana. E, sempre di carta, seppur patinata, sono i sexy books delle prestigiose edizioni Taschen, che Fiorella Mancini mette in mostra nella sua boutique di Campo Santo Stefano. «Dal bondage di Nobyoshi Araki a allo chic-porno di Terry Richardson», promette l’eccentrica stylist. E se i sexy books vi hanno spossati, potete godervi un chair massage in un’altra boutique, la Malìparmi di Calle del Teatro, che dalle 18 alle 21, si trasforma in chilling out, per rilassarsi dalla frenesia delle mostre.
Si sa, la Biennale si nutre anche di tutto questo. E alla fine sa sempre sorprendere. A
i Giardini da due giorni è attraccata la Trafaria Praia Lisboa. E’ uno di quei traghetti che a Lisbona attraversano il Tago, omaggio ai vaporetti veneziani. Sarà il padiglione portoghese. Già meta di tanti curiosi, il padiglione galleggiante, firmato da Joana Vasconcelos, si annuncia raffinato, rivestito com’è di azulejas, le ceramiche bianche dipinte di azzurro, tipiche del paese lusitano. Il ponte si trasformerà in palcoscenico. Sarà avvolto da tessuti e luci. Da martedì, promette di incantare i veneziani.

Corriere del Veneto

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: