Benvenuti nel lusso

giugno 2, 2013

Non chiamatelo sette stelle, potreste essere accolti da una smorfia. Meglio riferirsi a resort. Ma la dicitura esatta è semplicemente Aman. Siamo nel cuore della città lagunare e Palazzo Papadopoli è di sicuro un luogo lussuoso. Lusso, infatti, è una parola che si può usare per questa struttura aperta i giorni scorsi per alcuni esclusivi dinner o cocktail per la Biennale, oltre al lancio della nuova rivista d’arte di Martina Mondadori.L’ingresso d’acqua sul Canal Grande, a due passi da San Silvestro. L’ingresso da dietro è nel giardino privato, riservato agli ospiti. Di giardini ce ne sono ben due. Il secondo, che si affaccia sull’acqua, è uno degli spazi che anche i veneziani potranno usufruire, assieme al ristorante e al bar. Anche nella Spa, al terzo piano, potrete prenotarvi un massaggio.
Siccome non è un hotel, ma un Aman, uno dei 23 in giro per il mondo, non è fatto per starci in vacanza, ma per lasciare senza fiato. Ognuna delle strutture sorte finora in 14 paesi diversi è qualcosa di irripetibile. Idea di Adrian Zecha, imprenditore indonesiano-cecoslovacco. I clienti? Giapponesi, inglesi ed americani, si dice, meglio se da Los Angeles, New York e San Francisco: cosmopoliti, colti, fashion e ricchissimi. Una notte? Da 1000 a 3500 euro. A disposizione ci sono 24 suite su 6 mila metri quadri.
Dunque, cosa aspettarsi? Design minimalista, tra il grigio e il caffé, nessuna reception, il check in si fa in camera. Al quarto piano, la biblioteca ospita una collezione di libri antichi e le pareti ricoperte tutte dal prezioso cuoio di Toledo. E ai dettagli si ammutolisce. Incastonano pareti, scale, pavimenti, balconate, corrimano. Intarsi, bassorilievi, maniglie a forma di angeli, decori, stoffe Rubelli. E poi accessori tutti made in Veneto, salvo asciugamani ed accappatoi di un cotone turco che sembra polvere di stelle. Lo shampoo, invece, è realizzato alla Giudecca, produzione delle detenute.
E gli affreschi? Ovunque. Nella Stanza Papadopoli corrono fino al bagno. Nella Sansovino c’è pure un caminetto originale disegnato proprio dall’omonimo architetto. Nella Tiepolo è facile immaginare chi ha firmato il soffitto.
Hanno mantenuto la residenza, in un’ala del Palazzo, i proprietari, il conte Giberto Arrivabene Valenti Gonzaga e la moglie, la principessa Bianca di Savoia Aosta. Restaurato in 18 mesi dalla trevigiana Dottor Group, Aman ha il personale all’85% veneziano e uno dei due chef padovano, Lorenzo Baù. Sarà aperta i prossimi giorni. Ma si aspetta la Mostra del cinema per la festa, naturalmente lussuosa, di inaugurazione.

Corriere del Veneto

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