culture, società

Pianole, sigarette ed elettrochoc. La sottile linea tra arte e follia

David Bowie, nel 1970, fa uscire The width of a circle. Canta il rapporto carnale con un «demone», che poi non è che qualche droga. Jean Martin Charcot, a fine ‘800, fa studi ed esperimenti sull’isteria all’ospedale della Salpretrière a Parigi. Cos’hanno in comune i due? Un salto nella follia e una gran fama pop.
Sarà questo ad aver sedotto lo «psiconauta dell’arte» Thomas Zipp e a convincere la fondazione KAI10 Arthena di Dusseldorf (no-profit dell’imprenditrice e collezionista Monika Schnetkamp). Evento a latere della Biennale d’arte di Venezia, è un’installazione al primo piano di Palazzo Rossini, splendido e sconosciuto edificio che dà su Campo Manin. Qui, Zipp ci ha ricostruito una sorta di sanitario e gabinetto di ricerca. Continua a leggere

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culture

Il risorgimento del Correr

E’ il museo che celebra la civiltà veneziana. Ed è anche un monumento alla sconfitta. Nel 1797 la Serenissima chiude i battenti e Napoleone qui progetta la residenza del suo trionfo. Il Museo Correr ha da sempre questo retrogusto amaro, che un po’ ha nascosto le ricche pagine di storia scritte dopo. Ora, è tempo di restyling.
Già le stanze della principessa Sissi, aperte un anno fa, avevano di fatto lasciato intendere una nuova marcia. Ma quelle sale, oltre ad incantare frotte di turisti, avevano fatto alzare più di un sopracciglio in città, come fossero il mausoleo dei “foresti”. Continua a leggere

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culture, società

Quei writers che amano Bach

L’appuntamento è ogni sabato mattina. Campo Sant’Agnese. Bombolette, mascherine, un grande pannello di legno. Hanno nomi del tipo Koso, Pao, JBRock, Microbo, Rems 182. Le mani veloci cominciano a dar forma al lavoro. La potete chiamare graffiti o writing o aerosol art. Qui ne sono in programma 26, uno alla settimana, fino a novembre. Continua a leggere

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culture

Bardati con stoffe e corna, sepolti con gli uomini d’oro

Arrivavano in processione fino alla tomba, i quadrupedi, bardati con stoffe color porpora e con grandi corna in testa, ricoperti di paramenti di legno intagliato e foderato di lamine d’oro. Un corteo abbacinante, con l’oro che scintillava al sole, capace di stupire la folla durante il passaggio. Finivano sepolti assieme ad oggetti e persino interi banchetti di carne, ritrovati intatti nel caso di tumuli ricoperti dal ghiaccio, che li ha preservati per secoli. Stiamo parlando di reperti datati tra il V e il III secolo a.c. Continua a leggere

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