culture, società

Coppola Jr, Frank Zappa, Capitan Harlock e Berlinguer

Un nonno che si chiama Francis Ford e la zia Sophia. Un cognome come Coppola. E il gioco è fatto. O, almeno, è tutto più semplice. Gia Coppola lo dimostrerà al Lido. Classe 1987, ultima rampolla di una famiglia votata al grande schermo, sbarca alla Mostra con il suo primo lungometraggio. A dire il vero la piccola Coppola era già passata al Lido. Due anni fa figurava infatti come assistente costumista della zia per Somewhere, incoronato con il Leone d’oro. E così anche lei ha deciso di cimentarsi dietro la camera da presa. Continua a leggere

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Caffé amaro

Leggere il listino prima di sedersi. Regola base, in qualsiasi caffé del centro storico. Tanto più se si chiama Piazza San Marco. Siamo a Venezia e che sia cara è un’ovvietà. Non, forse, per i sette turisti romani che si sono trovati sul tavolo un conto di 100 euro e 80 cents per quattro caffé e tre amari. Fatto sta che quel loro scontrino postato su facebook ha sollevato un polverone. Continua a leggere

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A bordo del 2 il giorno della tragedia

Sono tristi: «Una tragedia terribile, una famiglia straziata». Spauriti: «Poteva capitare a chiunque di noi». E arrabbiati: «Non facciamo che evitare collisioni, ogni giorno è così».
Sulla fondamenta di fronte all’approdo della linea 2 a Piazzale Roma c’è un folto gruppo di marinai e piloti dell’Actv. Hanno gli occhi lucidi, i volti tesi, la voce bassa. Ma sono anche durissimi. Prima di tutto con il Comune. Continua a leggere

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Un treno qualsiasi

Per arrivare in ufficio alle 8.30, Davide deve prendere un treno a Casier alle 6.20. In una ventina di minuti raggiunge Mestre. Alle 7.18 sale su un regionale per Padova. Manca poco alle 8 quando esce sul Piazzale della stazione e si dirige al posteggio delle bici. Da qui, pedala un’altra ventina di minuti, fino alla zona industriale.
La sua è la storia comune di pendolari che si muovono dentro quella che sarà a breve la città metropolitana. Padova e Treviso distano 40 km in linea d’aria, una sessantina su strada e una via crucis su rotaia. Continua a leggere

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culture

La Biennale vista dai bambini

La Biennale vista dai bambini ha il luccichio delle monetine che cadono dall’alto dentro il padiglione russo. O il grande tronco d’albero, in quello belga, che sembra il torace di un uomo steso, medicato ai polsi e alle giunture, straordinaria opera di Berlinde De Bruyckere. O, ancora, le decine di vasi pieni di spezie profumatissime che all’Arsenale inebriano il capannone dell’IILA, l’Istituto italiano-latinoamericano. Continua a leggere

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