Il giardino sconosciuto

agosto 4, 2013

C’è ancora un giardino sconosciuto a Venezia? Sembra proprio di sì e oggi c’è l’occasione di darci una sbirciata. Succede una volta l’anno e forse è proprio il caso di approfittare.
Bisogna andare verso la Chiesa di San Martino, non lontano dall’Arsenale. Qui il seicentesco Palazzo Erizzo vantava un suo giardino. Poi col tempo è andato perduto, fino a finire deturpato da due capannoni industriali, che servivano a qualche fabbrica del vetro. Nel frattempo, Jacqueline Massola, una signora francese di origini italiane, aveva preso casa lì e sognava di ripristinare quell’antico angolo di verde.
Qualche anno fa, alla notizia che i due capannoni erano stati tirati sù abusivamente e i proprietari condannati a demolirli, la signora Massola aveva capito che quella era l’occasione giusta. Avrebbe dovuto accollarsi tutte le spese, di ripristino e di manutenzione. Ma quel luogo sarebbe stato suo. Così ha fatto. Una grande quantità di detriti veniva trasportata via, sostituita da altrettante barche piene di terra fertile. Su quei 300 metri quadri sarebbero rinati piante e fiori. Era il 2009.
A casa Massola la regola è la discrezione. Anche chi se n’è preso cura preferisce non comparire, ma ci racconta comunque come fosse «impossibile alcun ripristino filologico, tanto era stata deturpata l’area. Si può solo immaginare – dice il giardiniere che l’ha ridisegnato – che fosse un ambiente tipico del ‘600, con un parterre di siepi di bosco, sabbie e fioriture, e con l’entrata dall’acqua e da terra in asse con l’ingresso. Ma dopo lo smembramento della proprietà tutto era scomparso».
E com’è il nuovo giardino, dunque? «Tipico veneziano, niente di esotico. Ci siamo rifatti allo stile liberty, con glicini, melograni e oleandri e un bordo misto all’inglese».
Una meraviglia, magari da condividere con i vicini in occasioni speciali. Da qui la regola di Jacqueline Massola di aprire le porte una volta all’anno. Una festa di vicinato: quale migliore occasione del Redentore? Così, dopo il concerto di ieri con un quartetto d’archi della Fenice, oggi sarà la volta dei vicini di casa: succederà verso le 19, ognuno con qualcosa da mangiare («ma è diventata quasi una divertente gara culinaria», dice il nostro giardiniere) e il tutto accompagnato da musiche del folk cittadino. Benvenuti nel giardino di Madame Massola.

Corriere del Veneto

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