culture

Le Gallerie infinite

Il cantiere che sembrava infinito forse è a una svolta. Alle Gallerie dell’Accademia c’è infatti una frizzante aria di soddisfazione. E così le due soprintendenti, una dei beni architettonici e una del polo museale, possono entrambe ricevere il ministro della cultura con le carte dei restauri in regola. Giovanna Damiani è pronta a chiudere a dicembre la gara per 9 milioni di euro. E Renata Codello può annunciare la fine lavori, per la sua parte, in un paio di mesi.
Si fa attendere quasi un’ora Massimo Bray, il ministro armato di zainetto, smartphone e un gran sorriso. Visita la mostra di disegni di Leonardo, accompagnato anche dal sindaco Orsoni. La curatrice Annalisa Perissa spiega dettagli delle opere e nuove piste di indagine. «Mi è piaciuta tantissimo – dice alla fine Bray – Ogni volta che si fa una mostra con alle spalle competenze e ricerca esce sempre una bellissima iniziativa».
Non è sorpreso che i lavori di restauro siano arrivati a un buon punto, perché «è stato uno degli impegni preso da subito con Venezia. Chiudere questi lavori lo dobbiamo alla città». Lavori iniziati quasi dieci anni fa nello spazio un tempo occupato dall’Accademia di Belle Arti. Lavori che dipendono dalla Sovrintendenza dei beni architettonici. Gli ultimi ostacoli erano sorti con il mancato pagamento delle fatture alle ditte. Stop dei restauri, poi ripartiti nell’ottobre dell’anno scorso, una volta risolti i problemi di cassa.
E ora? E’ quasi tutto pronto, assicurano. Nel giro di due mesi e mezzo al massimo anche gli spazi della Chiesa di S.Maria della Carità saranno terminati, abside compresa dove ora fervono i lavori. Poi la commissione di collaudo avrà sei mesi di tempo per dare il nulla osta. E tutto sarà pronto per l’inaugurazione. Quello che si aprirà al pubblico sarà uno spazio di 5 mila metri quadri di spazi espositivi, oltre a mille coperti da impianti tecnologici.
In questo modo, il cantiere che sembrava infinito avrà termine. L’altro, invece, comincerà a breve, sotto la regia delle Gallerie stesse. Entro ottobre la direzione regionale dei beni culturali completerà la valutazione delle offerte tecniche delle 9 ditte ammesse (una è stata esclusa perché non aveva presentato la documentazione completa). Entro dicembre la scelta definitiva dell’impresa che poi dovrà presentare il progetto esecutivo. Non si annunciano archistar alle spalle delle ditte in gara. La sola firma di lusso è quella di David Chipperfield che ha seguito da consulente il progetto preliminare su cui tutte si sono misurate.
Si tratta di una gara da 9 milioni di euro, due dei quali messi sul piatto alla fine del 2011 dall’ex-ministro Giancarlo Galan e altri 7 sbloccati da un altro ex al dicastero delle attività culturali, Lorenzo Ornaghi, trovati da fondi Cipe. Finanziamenti, quest’ultimi, con scadenza obbligatoria: tre anni dall’inizio lavori. Serviranno a restaurare le parti storiche del primo piano e una parte andrà all’allestimento delle opere nell’ala della Carità.
Alla fine, le Gallerie non saranno più le stesse dopo questa imponente operazione di restauro e restyling. «Merito delle soprintendenze, luoghi d’eccellenza del ministero, che meriterebbero più personale e risorse, qui a Venezia come altrove», sottolinea Bray. E poi d’improvviso, tra i disegni di Leonardo, compare Piero Angela. E finisce per intrattenere ministro e sovrintendenti con una serie di aneddoti e l’invito a seguire uno delle sue puntate di Ulisse.

Corriere del Veneto

 

 

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