Tokidoki Peggy

Solo qualche settimana fa il Wall Street Journal ha incoronato Simone Legno: la sua Tokidoki si è rivelata la risposta occidentale a quella regina del levante che è Hallo Kitty. «Mi tremavano i polsi quando l’ho letto», sussurra lui. Tokidoki è ormai un brand di grande fama. I suoi personaggi sono un’irruzione di pop alla velocità della luce.
Karl Lagerfeld, altro sovrano ma del fashion, lo ha voluto per la sua immagine, trasformandolo in un fenomeno di mercato. Ora il geniale designer, romano di nascita e losangelino di adozione, sbarca a Venezia dritto nel merchandising di Peggy Guggenheim.
Siamo sempre nell’olimpo delle icone. Il brand Peggy è già globale. Ma con Tokidoki diventa turbo-pop. Simone Legno ha infatti creato un toy, un giocattolo-gioiello in vinile, ispirato a Cappuccino, uno dei cani di razza Lhasa Apso che tanto amava la collezionista. Alto 32 centimetri, indossa una t-shirt con i famosi occhiali di Peggy un tempo disegnati dall’artista Edward Melcarth. Cappuccino è in piedi, due zampe aperte come le braccia de L’angelo della città, la scultura di Marino Marini che troneggia sul Canal Grande. Su due zampe si poggia ad un piedistallo che ha la forma di testa di felino, come le decorazioni di Palazzo Venier dei Leoni, sede della Collezione.
Un piccolo gioiello di design. Ed operazione per sedurre un pubblico giovane e curioso, target cui sempre più guarda il museo veneziano, come dimostrano gli aperitivi in giardino e la young pass, la card under 26. E’ così che alla Guggenheim è nata l’idea di coinvolgere la Tokidoki, accettando la sfida della sua follia visuale che rinvia al rutilante mondo cartoon giapponese, dove il designer è di casa («ci sono stato 29 volte», confessa), ma «anche alla street art statunitense, da cui attingo pistole e dollari, hamburger e visioni anni ’60 e ’70». Simone Legno ci aggiunge un delirio barocco: «sì, c’è qualcosa di latino, il mio mondo è più rumoroso, colorato e istintivo di quello giapponese, che appare sempre soffice, candido, silenzioso».
I personaggi Tokidoki, come il Cappuccino di Peggy, sbucano da un mondo globale «capace di avvicinare tutto – riflette il creativo – Oggi si riproduce tutto a tempo reale nei social network, si mescolano linguaggi e culture e si scopre l’arte fuori dalle gallerie, magari sulle pareti di negozietti sconosciuti o sui muri di una qualsiasi città del mondo».
Cappuccino sarà prodotto in serie limitata: 300 esemplari, a 140 euro l’uno, saranno in vendita oltre che nello shop veneziano della Collezione, anche nella boutique mono-marca Tokidoki di Los Angeles e on-line naturalmente. Lo accompagnerà una linea di t-shirt e una video-animazione che girerà nel web, stile campagna virale. Nel filmato, diretto dal regista Loris Lai, il pop-cagnolino attraversa un mondo scoppiettante di immagini e luoghi, «quasi un viaggio nella mia vita», dice il designer.
E come per tutti i suoi personaggi, anche Cappuccino «racchiude la semplicità del cartoon e l’espressività animale, che si può rappresentare molto più intensa di quella umana, nelle variazioni di rabbia, felicità, paura». Una matrice stilistica che ha attirato l’attenzione anche delle brand-regine concorrenti, che hanno chiesto a Legno di reinterpretare i propri personaggi. E’ così che è nata la Hallo Kitty vestita da cactus o la Barbie con le t-shirt Tokidoki, tutte uscite dalla creatività di Simone Legno. Ora lo sbarco in laguna: «è la prima volta che mi capita di lavorare per un museo – dice – E’ una grande emozione».

Corriere del Veneto

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...