culture, società

La factory nella campagna veneta

Una sorta di factory musicale nel cuore della campagna veneta. E’ questo il progetto che sta nascendo a Ballò, piccola località del veneziano, per iniziativa di Simone Chivilò. Un assaggio della si potrà avere domani, alle 18, in Piazzetta Pellicani a Mestre.
Chitarrista ed arrangiatore, Chivilò è un mestrino di 40 anni, gli ultimi passati tra Milano e Siviglia, collaborando fra l’altro con Altavox, società di successo di un altro veneto, Bob Benozzo, che si occupa di un pezzo di filiera nel mercato musicale ispano-americano.
Assieme a Claudio Valente, ha creato l’etichetta Heart Rmp che nel 2006 ha esordito strappando subito il premio PIMI, miglior produttore indipendente. Da qui l’idea della «factory», come la chiama Chivilò un po’ scherzando. Quella che sta prendendo forma a Ballò, a due passi dalla stazione, nei locali di un ex-capannone, non è una semplice sala di registrazione, ma «uno spazio in cui i musicisti possano interagire liberamente. Qui èpossibile curare un progetto dall’inizio alla fine: dalla registrazione agli arrangiamenti, dai video ai social network, la grafica e i live».
Un modo, continua il musicista-produttore, per «creare un mercato per musicisti, sì talentuosi, ma che non verranno mai ricevuti da una major». Una volta, «se qualche produttore ti notava, registrava un demo e bussava ad una casa discografica che, nel caso, decideva di scommettere su di te, investendo decine di migliaia di euro. Oggi questo è quasi un miraggio».
La factory veneta, invece, scommette sul low cost e il km zero, sfruttando al massimo le tecnologie la comunicazione social e i circuiti alternativi. A cominciare dalle librerie sotto casa. Così è nata la collaborazione con le Feltrinelli di Mestre e di Treviso, dove è prevista una serie di showcase di musicisti veneti.
Il via lo ha dato venerdì scorso Ivan Geronazzo, chitarrista e collaboratore di Red Canzian, che a Treviso ha lanciato il suo Fuori dal giro. Nella stessa città si esibirà l’11 ottobre Zucca Veleno alias Beppe Calvi con Solo in questo stato.
A Mestre invece domani sarà la volta di Marian Trapassi, con il reading musicale Bellavita, in cui partecipa anche Mirco Artuso, uno dei migliori attori e registi veneti del momento. Poi Massimo Valli, bancario-cantautore, alla Feltrinelli di Piazza Barche (il 24) con Note a margine. Chiudono il 25 ottobre gli Holidays Futurisme, nuova band in cui sono coinvolti Claudio Valente e Virginio Bellingardo, entrambi con radici nella new wave anni ’80.
E i mitici locali dove si suona live? «Sono sempre meno, a Milano come a Mestre», ammette il produttore. Effetto della crisi, «ma è una lunga crisi culturale e discografica. Nessuno ha voluto investire in una cultura live che rendeva vive le città e faceva sentire vivi i musicisti». Per questo, dice, «dobbiamo reinventare gli spazi virtuali e urbani dedicati alla musica». E la factory di Ballò è uno di questi tentativi.

Corriere del Veneto

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