Mestre, la generazione melting pot a ritmo rap

settembre 22, 2013

«Nato in Italia con un triste destino/resto sempre un clandestino. Vado in moschea/prego un altro dio/ma essere italiano è un diritto anche mio». Arriva da Mestre un appello sotto forma di rap. Chiede una legge sullo jus soli, per dare cioè la cittadinanza a chi nasce in Italia, come vorrebbe il ministro Cécile Kyenge. Sono nato in Italia si intitola infatti. E a cantarlo è un gruppo di ventenni. Il video, girato al Parco della Bissuola, sta galoppando in rete, con l’ambizione di approdare a qualche festival. «Vogliamo arrivare a più gente possibile», dicono.
Vivono tra Marghera e Mestre. Vicini di casa o compagni di banco, o si sono conosciuti a qualche festa o concerto. Li accomuna il fatto che le loro famiglie hanno origine da parti diverse del mondo. Qualcuno è arrivato in modo rocambolesco, come Alì dall’Afghanistan. Chi ha raggiunto il fratello dal Senegal, come Chico. Liu invece ha una madre thailandese risposatasi con un italiano. Victoria è sbarcata qui a sei anni, passaporto ucraino, origini russe e un lungo peregrinare in giro per l’Europa. «Noi invece siamo meticci», sghignazzano Jerry e David, mestrini con origini siciliane.
Ma tutti sono d’accordo su un punto: chi nasce in Italia dev’essere italiano. «E per chi sceglie di passare la vita qui dev’essere più semplice avere diritti», chiede Alì, l’afghano ventiduenne, di professione elettricista.
Sbucati dai condomini anonimi della terraferma, si sentono indignati, senza nessuna esperienza politica, ma «con la forza che siamo esseri umani e viviamo tutti in una città multietnica», dicono. «E quando abbiamo sentito come trattavano il ministro Kyenge, abbiamo pensato che dovevamo far qualcosa», interviene David.
Jerry è l’unico che ha superato i 30 anni e per un po’ ha avuto una fidanzata moldava e senza documenti. «Così ho capito il dramma. Con lei e un ragazzo afghano abbiamo messo in piedi un paio di anni fa l’associazione Io-clandestino – racconta – un modo per dire che chiunque di noi può essere nella stessa situazione». Così hanno cominciato a prendere contatto con altre associazioni, organizzare qualche film o torneo di calcio. Un giorno, hanno anche aiutato, al mercato di Marghera, la raccolta firme per due referendum radicali, contro il reato di clandestinità e i Cie, i centri temporanei.
Ma è stata l’idea del video quella vincente. Sono nato in Italia si può trovare su Youtube, dove in poche settimane è stato visto da oltre mille persone. Parole di tutti, basi musicali di Alessandra, riprese di Francesco. Parco della Bissuola, alle loro spalle i murales. David canta, Chico alle tastiere. La canzone inizia con qualche accordo dell’inno d’Italia.
E con il razzismo? «Per gli italiani restiamo sempre stranieri»: Hassan detto Shubo ha 24 anni, viene dal Bangladesh e lavora a Voice of people, l’agenzia di pratiche e documenti di via Gozzi. Liu, diciannovenne, racconta di quando i poliziotti hanno fermato lei e il suo ragazzo «e forse credevano che lui fosse un cliente e io una prostituta. Solo per i tratti del mio volto?». Hanno un sacco di domande, questi giovani mestrini melting pot. «Il razzismo non è solo violenza fisica – interviene Chico, 22 anni, un lavoro a Venezia in una ditta di pesce – Ma come ti guardano. Ho la pelle nera, e allora?». Ricorda quando è sbarcato in Europa: «Quello che mi impressiona è che qui non ci sia un impiegato o un poliziotto nero. In Francia chi mi ha controllato il passaporto era nero. Fa differenza, no?».

Corriere del Veneto

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: