La Biennale suona in elicottero

settembre 25, 2013

Un’esecuzione in elicottero a 1500 metri di quota. Centinaia di altoparlanti da cui esce Monteverdi come fosse in 3D. Una playlist creata dal collettivo nu/thing in cui sbucano i corti animati di Usavich. La Biennale di Musica è pronta a stupire e a far riflettere.
Dal 4 al 13 ottobre si alterneranno a Venezia 40 concerti, di cui 30 in anteprima mondiale, firmati da 81 compositori. Altra voce, altro spazio, questo il titolo, si inaugura con gli Arditti che interpretano Stockhausen in quattro elicotteri sui cieli del Lido.
Un’operazione acrobatica in cui gli stessi piloti moduleranno le variazioni, i musicisti non si ascolteranno tra loro, mentre il pubblico li seguirà dal Palazzo del cinema (ore 15).
La prima sera sarà anche dedicata alla consegna del Leone d’oro alla carriera alla russa Sofija Gubajdulina (ore 20, Teatro alle Tese). La chiusura del festival è affidata invece al coro spettacolare de Les cris de Paris, che andrà in scena il 13 ottobre, alle 20 nel Teatro alle Tese.
L’edizione n.57, direttore Ivan Fedele, è soprattutto una scommessa sulle nuove generazioni. Soprattutto italiani. «Ci siamo chiesti: ma chi sono? Che fine hanno fatto? – ha raccontato ieri, presentando il festival, il presidente della Biennale Paolo Baratta – E così abbiamo scoperto che gran parte sono all’estero, da Parigi a Berlino, Strasburgo o Losanna. E’ la fotografia di come questo Paese si prende cura dei suoi talenti». Allora, la Biennale ci prova «almeno a lanciare un grido».
Così, ha subito commissionato due opere da camera ad hoc. Protagonisti il 29enne Vittorio Montalti (L’arte e la maniera di affrontare il proprio capo per chiedergli un aumento) e il 33enne Raffaele Grimaldi (La macchina), entrambi in scena il 9 ottobre, Teatro Piccolo Arsenale, ore 20.
Biennale significa anche College, con una formula simile a quella per il cinema. Dalle proposte arrivate da una call internazionale, ne sono state selezionate quattro (tre italiane e una israeliana) che verranno presentate l’anno prossimo. E’ il coté di produzione: quest’anno sono stati commissionati lavori di micro-teatro musicale di 12 minuti, su temi comico-satirici. «Portiamo la musica contemporanea spesso seriosa su un registro ironico – sottolinea Baratta – Ed è un modo per ricordare gli intermezzi che nel ‘700 facevano tirare il fiato al pubblico tra un’aria e l’altra».
Così tra un Luciano Berio e un Monteverdi, l’atmosfera si fa più leggera e innovativa. Come l’installazione di centinaia di piccoli altoparlanti e gli strumenti fantastici creati da Luca Congedo per la performance Homoiomèreia. O i concerti-spritz a Ca’ Giustinian, nella Sala delle Colonne, la mattina alle 11.30. O, ancora, i Pop up concerts for one: per tre giorni Sofia Taliani canterà una canzone ad un singolo spettatore alla volta (7, 8, 11 ottobre, da prenotare).
E naturalmente non manca tutta la carrellata di grandi solisti: Christophe Desjardins, Francesco D’Orazio, Marco Fusi e la sua viola d’amore, Michele Marelli al corno di bassetto e il contrabbasso di Daniele Roccato. Protagoniste anche alcune orchestre, in arrivo dal Teatro la Fenice, il Comunale di Bologna e quella del Veneto diretta da Andrea Pestalozza.

Corriere del Veneto

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