Luxuria: «Il Veneto migliore»

novembre 15, 2013

Olga lavora come badante a Venezia a casa del signor Carlo. E’ moldava e senza documenti. Una notte lui lascia il gas acceso. Lei si sveglia, si rende conto del pericolo. Apre le finestre, porta giù il suo anziano assistito quasi privo di sensi. Salva la vita a lui e sventa un disastro. Olga, in realtà, è una delle sei eroine de L’Italia migliore, l’ultimo romanzo di Vladimir Luxuria, appena uscito nelle librerie per Bompiani (pp.141, euro 16).
Lo presenta stasera al Wood di Mestre (via Felisati, ore 19) e domani incontra i suoi lettori al Fujiyama di Venezia (ore 12, Calle Lunga San Barnaba).
«Ho un rapporto speciale con questa città. Forse è una questione astrologica: sono del cancro, segno d’acqua», ride. La storia di Olga è una delle «tracce venete», come le chiama Luxuria, disseminate nel libro: «mentre scrivevo mi capitava di attingere dai ricordi raccolti nei tanti andirivieni là da voi». E così la scena che si svolge in un teatro sembra una foto de La Fenice, dove l’anno scorso Luxuria è stata premiata per la sua difesa appassionata degli Enti lirici. Oppure le montagne, con un pensiero alle dolomiti, che ha visto la prima volta agli incontri letterari di Cortina.
Le sei persone del libro sono protagoniste di gesti semplici e salvifici e si contendono il televoto del pubblico in un reality-show strappacuore. A gestirlo è una showgirl, Mari Lupa, tutta glam, coca e cinismo. Eppure, mano a mano che incontra le storie per la sua trasmissione, la diva in carriera si commuove fino a perdersi in un crescendo drammatico.
L’Italia migliore è dunque più di un viaggio. Nel mondo scintillante ed untoso della televisione. Nella parabola di vita di chi è disposto a sacrificare tutto per il successo. E tra le pieghe di un Paese «che non è ancora affogato del tutto nel cinismo – sottolinea Vladi Luxuria – E’ abitato da tante persone che, di fronte a situazioni estreme e drammatiche, sono capaci di guardare negli occhi l’altro e di aiutarlo. Il senso di umanità è l’unica cosa che ci può salvare».
E continua: «Fuori dal Veneto, ad esempio, si parla di voi come di gente inospitale, chiusa, dura. Lo stereotipo del razzista all’italiana. E invece qui ci sono tante storie di solidarietà che capovolgono gli stereotipi». Gli stessi personaggi del libro sono frutto di fantasia ma si ispirano a fatti veramente accaduti.
Ideatrice di Muccassassina, luogo culto delle notti romane, attivista per i diritti civili, è stata la prima transgender eletta al parlamento. Poi il successo di pubblico con “L’isola dei famosi”. E’ una creativa a tutto tondo Luxuria: attrice teatrale, presentatrice televisiva e radiofonica, è arrivata al suo quarto libro.
E la tivù, lo scenario terribile e luccicante del romanzo, non manca a Luxuria? «A dire il vero sì. Mi piacerebbe fare qualcosa più legato alla cronaca». Un sogno nel cassetto: «il cinema, ma in una posizione defilata, magari dietro le quinte come sceneggiatrice». Ma è possibile una Luxuria in ombra? Lei sorride.

Corriere del Veneto

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