Le Nuove Gallerie dell’Accademia: «E ora?»

dicembre 17, 2013

A fare gli onori di casa oggi ci sarà Giovanna Damiani. Le chiavi delle Nuove Gallerie dell’Accademia le ha infatti l’altra Sovrintendente, quella che dirige il Polo Museale veneziano. A lei viene infatti consegnata oggi una casa raddoppiata, per metà restaurata e reinventata, vuota e con «l’enorme compito di gestirla», per dirla con le sue parole. Una sfida che è «un dossier sul tavolo del Ministero della cultura da tempo – sottolinea sempre Damiani – Il che significa la necessità di reperire grandi risorse».
Si tratta di nuovi 6 mila metri quadri, nel complesso di Santa Maria della Carità, praticamente un isolato, i cui lavori di restauro portano la firma di Tobia Scarpa e di Renata Codello, vale a dire la Sovrintendente che invece guida i Beni architettonici e paesaggistici. La consegna pubblica avverrà alle 15.30 di fronte al Ministro della cultura, Massimo Bray e di cinque intellettuali invitati ad osservare questi enormi spazi e a leggerli, come si suol dire. Oltre ai veneziani Massimo Cacciari e Francesco Dal Co, prenderanno la parola nella stanza dell’abside, David Freedberg (della Columbia University), Agnes Usslein Arco (storica dell’arte austriaca) e Goncalo Byrne (grande architetto portoghese).
Tolto il cantiere, tirato tutto a lucido, resta un ciuffo di graminacee che non è stato ancora strappato via, ma che resiste come il segnale di tutti i problemi e le trappole che incombono sulle nuove Gallerie. «Abbiamo calcolato che solo di spese di ordinario funzionamento saranno il 50% in più rispetto alle attuali – spiega Damiani – Dovremo trovare noi le risorse, con gli incassi dei biglietti, dal nostro budget». Una delle voci di non poco conto sarà la guardiania: «Ci sarà un problema di vigilanza costante, sia con gli strumenti tecnologici standard, sia di tipo attivo, con personale». E’ per questo che al Ministro «riproporremo la questione su cosa significa mantenere una macchina di queste dimensioni».
E non è finita. Ci sono i costi per allestire le opere e movimentarle. In fin dei conti sono tutti spazi destinati ad esposizioni. Come affrontarli? Prendete le mostre temporanee, destinate in tutto il piano terra della spazi della chiesa: «Abbiamo molte idee, ma anche qui il problema sono i finanziamenti, il che significa cercare soprattutto sponsor». E questo, ci tiene a sottolineare Damiani, «tenendo conto della nostra capacità di realizzare grandi progetti, come la recente mostra su Leonardo, la Bella di Tiziano o l’Onda diHokusai nel Museo di arte orientale».
Ma cosa vedremo negli spazi nuovi delle Gallerie? Il progetto elaborato negli uffici della Sovrintendente prevedono tre percorsi: «il 600 e il 700 veneziano, mentre per l’800 il filo rosso saranno i grandi maestri che hanno insegnato in Accademia e hanno sviluppato qui il loro percorso artistico, a cominciare dal Canova». D’altra parte le aule e i laboratori di Belle Arti hanno avuto sede qui per ben due secoli, «una lunga e complessa pagina di storia tutta da valorizzare e da raccontare», dice la Sovrintendente.
Nel frattempo, nella parte storica delle Gallerie, partiranno prossimamente i lavori di restyling e di consolidamento strutturale, grazie a due tranche di finanziamento ricevute sempre dal Ministero dei beni culturali tra il 2011 e il 2012, pari a 9 milioni di euro. Lavori in capo alla Direzione Regionale e per i quali la Sovrintendente si augura «l’avvio entro giugno, sempre che la tempistica venga rispettata».

Corriere del Veneto

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