società

Mestre, i progetti per la stazione allo Iuav

L’area della stazione di Mestre sta attirando un’attenzione senza precedenti. Ieri allo Iuav ben tre percorsi si sono incrociati e messi in rete. Innanzitutto – annuncia l’assessore Andrea Ferrazzi – partirà l’iter per arrivare all’accordo di programma tra Comune, Regione, Rfi e Favretto Spa (proprietaria dell’ex-palazzo delle poste). Poi sono usciti i risultati del concorso Europan, che in Italia si è focalizzato su Milano e su Mestre e da cui sono usciti 7 progetti di grande qualità tutti firmati da giovani architetti. E infine, grazie al progetto europeo Railhuc, abbiamo per la prima volta un profilo di chi entra ed esce dalla stazione mestrina. Continua a leggere

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culture

Popkov, socialista quasi reale

Il cosiddetto “realismo socialista” era tutt’altro che scontato e niente affatto impermeabile. Ce lo racconta “Sogno realtà”, la mostra all’Università Ca’ Foscari di Venezia, dedicata a Viktor Popkov. Sono 45 tele (oltre a 60 foto di Igor Palmin), la più grande retrospettiva in Europa, arrivata grazie al Centro Studi sulle arti della Russia dell’ateneo veneziano diretto da Silvia Burini e al magnate-collezionista Andrej Filatov.
Popkov, scomparso all’apice della sua carriera nel 1974, si era fatto conoscere a Venezia nel 1962 alla Biennale d’arte. Tanta era la rigidità di canoni e temi che le autorità imponevano, tanto gli artisti sperimentavano come svicolarsi. Continua a leggere

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culture, società

Verdone: «Nessuno meglio dei veneti ha capito noi romani»

«So che un giorno ambienterò un film in questa regione, non so ancora cosa e dove ma di certo qui in Veneto». Parola di Carlo Verdone. Ieri a Mestre ha presentato nelle sale nuove di zecca dell’IMG al Centro Candiani il suo film “Sotto una buona stella” e che ha già conquistato il botteghino. Nel week end ha battuto persino George Clooney 4 a 1, contati in milioni di visitatori.
Sessantatre anni, romano, il regista e attore romano dice di aver realizzato una pellicola «difficile per i temi affrontati sulle generazioni che si incontrano. Difficile anche da girare, così teatrale». Continua a leggere

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politica, società

Le barricate venezuelane

Se ha ragione Reinaldo Dos Santos, considerato un gran veggente in Venezuela, Leopoldo Lopéz «è un predestinato e un giorno sarà presidente: primo perché discende da Simon Bolivar, poi perché ha un cervello brillante e una voce differente».
Scuote la testa José, che invece è un giovane manager di una grande azienda vicino al grande centro commerciale di San Ignacio, quartiere bene di Caracas e simpatie per l’opposizione: «Tutti sanno che Leopoldo Lopéz è showsero y fanfaron, uno che ama dar spettacolo e spararla grossa, e di sicuro aveva capito che convocando la marcia del 12 febbraio davanti alla Procura Generale potesse succedere quello che poi è successo». Continua a leggere

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culture, società

Quelli che ascoltano i paesaggi sonori

Vanno in giro, cuffie e registratori, raccolgono i rumori, i sibili e i fruscii, le voci, i rintocchi e tutta la gamma di sonorità di un luogo. Li archiviano e li studiano come mappe audio. Ogni luogo ha anche il suo timbro e le sue tonalità, come a Venezia – spiegano – le campane di ferro o i passi nelle calli strette e lunghe. Ne fanno campionature, le remixano e diventano tracce musicali per le loro etichette indipendenti. Che poi presentano con live set in gallerie e centri culturali. Sono i professionisti dell’Archivio dei paesaggi sonori. Continua a leggere

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culture, società

Un museo d’arte islamica in laguna

Venezia avrà un museo di arte e cultura islamica nel cuore di Rialto. L’annuncio è arrivato ieri da Doha, in Qatar, e lo ha dato il premier Enrico Letta. Ha usato molta cautela, ma il via libera c’è: «Abbiamo preso l’impegno di esplorare l’opportunità di costruire un museo islamico sul Canal Grande». Ha anche aggiunto che ora si aprirà una fase di «profonda valutazione». Continua a leggere

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culture

Interni borghesi.

Vermeer non è il solo ad appassionarsi alle ragazze con gli orecchini. Prendete ad esempio la “Donna che scrive una lettera” di Gerard ter Borch. La giovane, con vestito rosato, le spalle leggermente scoperte, è intenta a scrivere seduta ad un tavolo e sul fondo campeggia un letto a baldacchino. La si vede di profilo, il suo orecchino sostenuto da un fiocco azzurro che risalta sulla carnagione chiarissima e sui capelli biondi raccolti. Tra i tanti dettagli disseminati da ter Borch si nota il foglio su cui lei scrive, perché è piegato e ha già un testo. Forse lo corregge. Magari è una lettera d’amore, chi lo sa. Continua a leggere

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