Mestre, i progetti per la stazione allo Iuav

L’area della stazione di Mestre sta attirando un’attenzione senza precedenti. Ieri allo Iuav ben tre percorsi si sono incrociati e messi in rete. Innanzitutto – annuncia l’assessore Andrea Ferrazzi – partirà l’iter per arrivare all’accordo di programma tra Comune, Regione, Rfi e Favretto Spa (proprietaria dell’ex-palazzo delle poste). Poi sono usciti i risultati del concorso Europan, che in Italia si è focalizzato su Milano e su Mestre e da cui sono usciti 7 progetti di grande qualità tutti firmati da giovani architetti. E infine, grazie al progetto europeo Railhuc, abbiamo per la prima volta un profilo di chi entra ed esce dalla stazione mestrina.
«Forse è la volta buona», commenta Giorgio Roccato, del Gruppo di lavoro di via Piave, che segue con molta attenzione le trasformazioni della zona. D’altra parte, sottolinea l’assessore alla mobilità Ugo Bergamo, «in tutta Europa dopo i waterfront, sono ora le aree ferroviarie quelle considerate strategiche».
Dunque, l’accordo di programma si farà: un vero e proprio piano per trasformare l’intera area di fronte alla stazione. Entro marzo, assicura Ferrazzi, si esprimerà la giunta, la cui delibera approderà in consiglio per finire sul tavolo del Sindaco Orsoni. Tempi rapidi, dice. E per la prima settimana di maggio, convegno e presentazione pubblica dei progetti al Municipio di Mestre.
«Ci piace pensare che il concorso di Europan, che quest’anno si concentrava proprio qui, oltre che a Milano, abbia fatto da volano all’iter dell’accordo di programma – sottolinea la coordinatrice, Virginia Giandelli – Si è davvero aperto un percorso». Non che siano progetti vincolanti i 7 progetti selezionati (di cui 3 segnalati come i migliori), più altri 5 ritenuti interessanti, fra i 29 arrivati al concorso. Ma sono tutti materiali di altissima qualità, che possono già stare sul tavolo di programma, concordano tutti. Peraltro sono tutti firmati da architetti molto giovani, età media 30 anni, ognuno con sensibilità diverse e alcuni approcci comuni, come l’attenzione ai parchi, le reti ciclabili e pedonali, il sistema di scambio di mezzi pubblici.
Uno dei gruppi ha base al Vega. I quattro architetti, collaboratori dello studio Glass, hanno pensato di espandere il Parco Piraghetto su tutta l’area dell’ex-scalo ferroviario, con soluzioni residenziali di qualità, e poi spostare cubature in alto, ad esempio allungando in verticale il palazzo delle poste e liberando il fianco per farne una vera e propria piazza. «Spazio pubblico e qualità della vita urbana», sottolinea Andrés Holguin, uno dei quattro.
«Ogni intervento deve fare i conti con chi ci abita. Più partecipativo è il percorso, migliore è il progetto», sottolinea Roccato. Già capire chi transita in stazione di Mestre è un dato che mai si era avuto sottomano. Per questo è così imporante l’indagine realizzata con il progetto europeo Railhuc. Lucio Rubini, per conto del Comune, snocciola i dati raccolti. Si tratta di un campione pari al 20% dei frequentatori dello scalo: si contano 26 mila passeggeri diretti ad un luogo preciso e 20 mila che lo usano solo per cambiare linea e destinazione. Il 55% ci passa in modo sistematico, il 31,8% per andare al lavoro e il 22,8% per studio. Tra Mestre e Venezia sono 3 mila gli spostamenti giornalieri.
E di fronte, cosa succede? La mattina in ora di punta passano 1500 veicoli all’ora sul viale e 700 sempre ogni ora su via Piave. E’ là, in quell’accesso, che si giocherà l’assetto dell’area.

Corriere del Veneto

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