Naomi Anderman, contro l’ortodossia

Uscirà in questi giorni Il vangelo dei bugiardi, l’ultimo libro di Naomi Alderman. E’ il terzo che esce in Italia di questa scrittrice inglese dopo Disobbedienza (2007) e Senza toccare il fondo (2011) tutti per le edizioni Nottetempo. Sorprendente Alderman: nel suo esordio ha raccontato lo scontro di una giovane donna con la sua comunità ebraica ortodossa. Collaboratrice di The Guardian, è anche un’appassionata sceneggiatrice di videogiochi. Continua a leggere “Naomi Anderman, contro l’ortodossia”

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Jhumpa Lahiri: dall’India al melting pot

«La prima volta che sono arrivata a Roma mi sembrava di conoscerla già e non me ne volevo andare. E questa cos’altro è se non la definizione di innamoramento?». Inizia raccontando il suo legame sentimentale con l’Italia, Jhumpa Lahiri. Scrittrice raffinata, un Pulitzer nel 2000 e 5 libri, 46enne di origini anglo-indiane, molti anni vissuti a New York, un marito giornalista guatemalteco-americano-greco e due figli: alla fine Jhumpa Lahiri ha scelto vivere qui. Doveva starci il tempo di una residenza. Continua a leggere “Jhumpa Lahiri: dall’India al melting pot”

La storia d’amore tra l’Eni e l’architettura

C’è stato un tempo in cui tra l’Eni e l’architettura si è scritta un’intensa storia d’amore che ha lasciato tracce ovunque. E alcune, tra le più importanti, sono disseminate anche in Veneto. Per avere un’idea si può andare allo Iuav di Venezia, dove in due sale dell’ex-Cotonificio si è aperta questa settimana una mostra (e si è tenuto un convegno) che ripercorre quella pagina di storia, in particolare sotto la guida straordinaria e tragica di Enrico Mattei.
EniWAY si intitola e offre fino al 3 aprile un percorso di disegni, foto e filmati d’epoca. Pensiamo alle stazioni di servizio, quelle che, primo in Europa, Mattei costruisce lungo le infastrutture autostradali «facendo entrare il paese nella modernità», come dice la coordinatrice del progetto, Fernanda De Maio. Continua a leggere “La storia d’amore tra l’Eni e l’architettura”

Incroci di civiltà, da Greeneway a Scialom

Collaudato ed atteso, il festival di letteratura di Venezia, prodotto dall’Università Ca’ Foscari, è in dirittura d’arrivo: Incroci di civiltà apre il 2 aprile all’Auditorium Santa Margherita (ore 17) con Carlo Petrini, il gastronomo giornalista che ha rivoluzionato il food rendendolo slow e la poetessa Patrizia Cavalli.
Poi, fino al 5 aprile, si susseguiranno talk e reading con 22 ospiti da 17 paesi del mondo. La formula felice è sempre quella di avere alcune star intrufolate in un cappannello di scrittori straordinari ma spesso sconosciuti al grande pubblico. Continua a leggere “Incroci di civiltà, da Greeneway a Scialom”

Vince Voron, parola chiave «story»

Quando si parla con Vince Voron la parola-chiave è «story», vale a dire storia, narrazione, racconto, applicati ai brand e alle companies.
Voron, americano di San Francisco, è uno dei più importanti guru della comunicazione globale. Parliamo di alcuni colossi d’impresa: per 16 anni ha lavorato come industrial designer per la Apple. Poi capo marketing di Coca Cola. Ora è alla guida dei Dolby laboratories. Continua a leggere “Vince Voron, parola chiave «story»”

Alla frontiera dell’innovazione

Il Nordest piccolo, agile e creativo? «Nel mercato globale c’è grande attenzione per le piccole aziende. E spesso sono proprio loro che spingono le corporate a reinventarsi». Parola di Vince Voron, già marketing di Coca Cola e per 16 anni a Apple.
Ieri a Venezia, nelle aule dell’ex-macello di San Giobbe, l’Università Ca’ Foscari ha dato il via alla tre giorni di Fei, il Front End of Innovation, conferenza nata a Boston nel 2003, poi approdata anche in Europa. O meglio, nel Nord Europa. Era troppa la diffidenza con cui le “corporates” guardavano al capitalismo pulviscolare nostrano. Continua a leggere “Alla frontiera dell’innovazione”

Dalle Dolomiti a Venezia (e viceversa)

Dicono abbia usato una zattera Tiziano Vecellio per recarsi dal Cadore a Venezia. Con gli stessi mezzi, ci fu un periodo che in laguna arrivavano fino a 350 mila tronchi dalle montagne, destinati a diventare le navi della Serenissima. Lungo tutto il Veneto, scorreva una filiera di segherie, operai, artisti, merci, cave e ville, nobili e zattieri.
Oggi quel flusso continua, soprattutto se si tratta d’arte. E corre in entrambe le direzioni. Anzi, la cosa che più sorprende è proprio la vitalità del versante montano. Dalle Dolomiti a Venezia (e viceversa): l’Officina delle Zattere di Venezia ne ha confezionato «un progetto espositivo in bilico tra arte contemporanea, memoria e etnografia», come spiega Marco Agostinelli, il direttore del centro d’arte di fronte all’antico Squero di San Trovaso. Continua a leggere “Dalle Dolomiti a Venezia (e viceversa)”