Uno Swarovski in cima a San Giorgio

Dall’alto una leggera vertigine accompagna lo sguardo su Venezia. San Giorgio osserva un panorama di isole, edifici e chiese che non ha paragoni. Da sopra la cupola dell’Abbazia che gli dà il nome, di fronte a San Marco e di fianco alla Giudecca, c’è qualcosa che fa ammutolire.
Lassù hanno lavorato inerpicati negli ultimi quattro mesi gli operai e gli artigiani che hanno restaurato la statua del santo. Non si sa di preciso a quando risalga, non c’è documentazione sufficiente. Ma si sa che di anni ne ha cinquecento, più o meno. E che a Venezia è stata la prima Chiesa a erigere una statua affinché svettasse sopra la cupola. Continua a leggere “Uno Swarovski in cima a San Giorgio”

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Don Sergio, il cancelliere del santo

Per la Chiesa sarà ufficialmente santo da domani. Ma fin da vivo e in questi 51 anni di scomparsa, un senso di santità accompagna da sempre Giovanni XXIII. E’ una profonda devozione popolare «dovuta alla sua bontà e alla sua umiltà, che lo fanno amare fin da subito. Potremmo dire che si sia comportato sempre, in qualunque circostanza, da Papa».
A raccontarlo è uno dei più stretti collaboratori in laguna di Angelo Giuseppe Roncalli. E’ il 1953 quando il Papa santo si insedia a San Marco. Da allora e per cinque anni don Sergio Sambin gli sarà a fianco. Veneziano, classe 1920, è subito nominato Pro-Cancelliere. Continua a leggere “Don Sergio, il cancelliere del santo”

La grande guerra, «a wonderful spectacle»

«A wonderful spectacle»: la definisce così l’Italia in guerra nel novembre 1916 il corrispondente del New York Times, Whitney Warren. La sua cronaca sembra un reportage di viaggio, tra paesaggi mozzafiato e affreschi di uomini che non appaiono minimamente lambiti dalla macelleria in corso. Come se non ci fosse molta differenza tra le corrispondenze dei reporter di guerra dalle montagne nordestine e le guide di viaggio stampate al tempo.
Se le pagine di quegli eventi si leggessero in termini di economia del turismo, si potrebbe rimanere sorpresi di fronte a un discorso che nemmeno la guerra ha interrotto, caso mai modificato. Continua a leggere “La grande guerra, «a wonderful spectacle»”

Addio Burano bella

«Burano? Potrebbe essere come Capri». Lino non ha dubbi: «basterebbero alcune darsene, un paio di imprenditori in gamba e il resto c’è già: l’isola, la laguna, la bellezza». Lino prima di ritirarsi in pensione gestiva un bar: «Bisogna aspettare l’investitore giusto. Arriverà».
C’è chi aspetta qualcuno che dia una svolta all’isola, c’è chi ha perso le speranze. Il fatto è che basta passeggiare tra le calli e ci si imbatte in una quantità di cartelli che annunciano una casa in vendita. Spesso uno a fianco all’altro, i numeri dei cellulari bene in vista. In una piccola corte ce ne sono ben quattro. Giovanni abita là: «Li capisco, alcuni di loro neanche ci vivono. Io, invece, che qui sono nato, non abbandonerei mai l’isola». Continua a leggere “Addio Burano bella”

Serenissimi alieni

Gli indipendentisti? «Quanto meno non sanno la Storia». Agiscono in nome della Serenissima? «Strano, visto che vengono quasi tutti dalla campagna». Il Veneto è una lingua? «Almeno cento, una per campanile». Il vessillo di San Marco è così sacro? «Quale? Mai la Serenissima ne ha definito uno. L’unico ufficiale è del 1996».
Franco Filippi è perentorio. Ma dopo ogni risposta caustica, torna a rifletterci su. Libraio di terza generazione, colto e appassionato storico di Venezia, conosciuto da tutti in città, ieri era a San Marco, seduto a regalare un gadget stampato da lui sulla Serenissima. Continua a leggere “Serenissimi alieni”

CO+, più di un co-working

E’ molto più di un coworking e infatti si chiama CO+. Quello che si è aperto in piazzetta Cesira Gasparotto, a un passo dalla stazione di Padova, è una sorta di incubatore ad altro tasso di innovazione e rigeneratore urbano di un grande spazio abbandonato.
L’iniziativa è della Cooperativa Est, nata per iniziativa di nove professionisti con differenti storie e formazioni (ingegneri, psicologi, sociologi, esperti in comunicazione e progettazione) che hanno messo capitale proprio per partire, cui si aggiungono i fondi regionali destinati all’imprenditoria under 35. Continua a leggere “CO+, più di un co-working”

La vita migliore

«La verità è che io, da quando sono andato a vivere a Mira, non ho più dormito come si deve». Cosa succede di qua dell’Adriatico a Deki, ragazzo serbo che si è trasferito nel cuore della campagna veneta con l’Ingegnere il padre e Sve la madre? Lui lo racconta così: «I miei bellissimi capelli sono sempre pieni di forfora, mio padre dice che è per l’acqua che è più dolce e che non me li sciacquo abbastanza dopo lo sciampo. Io sospetto che sia per il clima e per lo stress e per il cuscino che è scomodo e per tutte le altre cose che uno non si dice e non vuole neanche pensare». Continua a leggere “La vita migliore”