Poveglia, l’isola che i veneziani vogliono comprarsi

aprile 11, 2014

Il Demanio mette in vendita un’isola? Allora i cittadini provano a comprarla. Succede con Poveglia, due isole e un ottagono, nella laguna tra Venezia e il Lido.
L’isola, si sa, è anche infestata di fantasmi. Ma non sono questi di cui hanno paura i veneziani che si sono riuniti in associazione per comprarsela e soffiarla a qualche riccone. Nel giro di una settimana l’idea lanciata in un bar della Giudecca allo spritz-time è diventata una pagina presa d’assalto in facebook, un’assemblea alla società cannottieri con più di 200 persone e 3000 quote già richieste. La sottoscrizione partirà dalla prossima settimana. Poi sarà una corsa contro il tempo. Il 6 maggio scadono i termini per partecipare alla gara.
Poveglia è uno dei 5 gioielli immobiliari, stimati ciascuno oltre i 400 milioni di euro, di cui il demanio vuole sbarazzarsi immettendoli sul mercato. In questo caso si tratta di un’isola “quasi” in vendita, perché sul tavolo c’è la possibilità di “acquisire” il diritto di superficie per 99 anni. I manager di Stato, infatti, dicono di essersi «auto-limitati», visto il valore storico-culturale dell’isola. Hanno optato per una “concessione” lunga lunga. Cosa potrà fare chi se la porterà a casa? Il piano regolatore parla di strutture residenziali, ricettive e di interesse pubblico.
Da qui l’idea di azionariato popolare. «Dopo tanto patrimonio pubblico svenduto, questa sembra una reazione di riscatto – dice Giancarlo Ghigi, della neonata associazione – Se ci riusciamo, sarà un precedente. L’isola potrebbe essere di tutti».
All’incalzare delle domande, ieri il direttore del Patrimonio immobiliare dello Stato, Paolo Maranga, è sembrato sorpreso: «in questa sede i nostri interlocutori sono gli imprenditori interessati». Come dire: non è un dibattito pubblico. Si è sentito rispondere: «Siamo un’associazione di cittadini interessati ad acquistare l’isola». Maranga ha dapprima sgranato gli occhi e poi: «Una bella iniziativa. La valuteremo assieme a tutte le altre».
Chiunque può sottoscrivere una sola quota, per un valore di 80 euro più 19 di spese per il progetto. Che in tutto fa 99 come gli anni della concessione. Una quota, un voto: è la regola. Se l’operazione naufraga, i soldi verranno restituiti. Ma quello che sta mettendo in moto questa iniziativa non ha precedenti.
L’asta sarà tutta on-line. Una delle novità annunciate dal Demanio: piattaforma telematica e nessuna base d’asta. Le prime migliori cinque potranno passare al cosiddetto “rilancio”, che avverrà sempre on-line e pubblicamente. Le migliori offerte economiche significano le prime cinque proposte in denaro? «Era meglio valutare il progetto complessivo», secondo l’associazione di Poveglia. «Ma questa è un’asta e funziona così», dicono i manager, che comunque tranquillizzano: «Qualunque progetto d’uso andrà al vaglio di due Sovrintendenze».
L’isola può far gola: 72 mila mquadri, di cui 7200 coperti, la collocazione di fronte alle bocche di porto significa ingresso di barche. E poi: il ponte, gli argini e i canali tra i tre isolotti sono stati messi a norma nel 2007, gli edifici sono sì fatiscenti ma di grande fascino. A Poveglia ci sono tracce di un florido insediamento urbano. Dopo fu monastero, cantiere navale e ancora lazzaretto e sanatorio. Gli ultimi padiglioni furono chiusi nel 1979.
Se quella di Poveglia sta suscitando tanto interesse, altre 4 grandi strutture aspettano un acquirente: il castello quattrocentesco a Gradisca d’Isonzo (Gorizia) di 11.500 mq, una palazzina nel centro di Trieste di ben 24 mila mq, l’ex convento del ‘600 a S.Domenico Maggiore Monteoliveto (Taranto) e infine la Casa Nappì a Loreto.
Poi ci sono altri 148 immobili, stimati sotto i 400 milioni di euro, in vendita in tutta Italia con avviso pubblico, compresi 15 edifici e 37 terreni in Friuli Venezia Giulia. E non finisce qui. Nell’infornata del demanio finiscono ulteriori 208 immobili destinati a “concessione di valorizzazione”: si presentano cioè un progetto di utilizzo e un business plan e si può strappare una concessione di 50 anni a canone anche bassissimo o quasi zero, purché si rimetta a valore l’edificio. Una mossa, questa, che si sta sperimentando in tutta Italia e che a settembre vedrà ad esempio una partita di 10 fari. Chiunque abbia un’idea, si faccia avanti. Magari anche imprese di cittadini, come a Poveglia.

Corriere del Veneto

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Una Risposta to “Poveglia, l’isola che i veneziani vogliono comprarsi”

  1. misterk3 Says:

    Bel post, mi piace!


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