L’Ermitage mette casa a Venezia

maggio 21, 2014

Si entra in Calle del Cappello Nero. Ci si affaccia su Piazza San Marco. Quando Michail Piotrovsky l’ha visto per la prima volta, ha detto: «Dobbiamo adeguarci». E non era una battuta: «la bellezza e il prestigio del posto imponevano di immaginare un profilo tanto alto», spiega. Detto dal direttore dell’Ermitage di San Pietroburgo non è cosa da poco.
Il sindaco Giorgio Orsoni gongolava ieri presentando l’arrivo ufficiale a Venezia della filiale in laguna del grande museo russo: «un altro tassello per internazionalizzare ancora di più la città, attrarvi enti, agenzie e attori di rango».
L’Ermitage Italia sarà prima di tutto un centro di ricerca e di cooperazione, con un carnet di progetti messi in piedi dal comitato scientifico, che vede in prima fila Gabriella Belli, direttrice della Fondazione Musei Civici, assieme alle due guide culturali della struttura russa, la storica dell’arte Francesca Cappelletti e la capa della pittura veneta all’Ermitage Irina Artemieva.
Ambiziosi i progetti. A cominciare dal meeting-convegno il 16 luglio a Palazzo Ducale con i sette direttori di musei più potenti al mondo. «Parleranno del significato di “museo universale” – spiega Cappelletti – dell’invenzione del museo, tra oggetti, simboli e collezionismo». Poi sarà un fiorire di collaborazioni: l’anno prossimo a San Pietroburgo si celebrerà Mariano Fortuny, mentre ai Civici dovrebbero atterrare le tele di Henri Rousseau. Vetro contemporaneo invece a Murano e a Palazzo Franchetti, insiema alla Fondazione Berengo.
Una cosa è certa. Ll’Ermitage in laguna non sarà la filiale dove esporre le proprie collezioni: «Venezia non è Abu Dhabi. Qui non si portano quadri da mettere in mostra. Qui si fanno progetti comuni», stronca qualunque ipotesi stile Louvre, Piotrovsky. La regia dello sbarco in laguna la tiene stretta Maurizio Cecconi di Villaggio Globale: è lui che ha traghettato l’Ermitage Italia da Ferrara (dov’era dal 2007) a Venezia, assicurandogli un accordo con Ca’ Farsetti prima e addirittura le firme Putin-Letta nel novembre scorso al Summit bilaterale di Trieste. Ora la trattativa è aperta con il Ministero dei Beni culturali su un accordo di finanziamento.
La sede, invece, l’ha messa le Generali, che ospitano i russi fino alla fine delle trattative con Ca’ Farsetti. E’ lo stesso sindaco Orsoni che parla di «un loro impegno a collaborare per la risistemazione delle Procuratie, con un riassetto e uno scambio di immobili», in che termini non si sa. Ma il 180 di Calle del Cappello Nero dovrebbe comunque andare al Comune che lo darà in dote all’Ermitage. I primi finanziamenti invece, per avviare le attività, sono arrivate dalle Banche Intesa e San Marco. Poi il Comitato per l’Ermitage (che ha i suoi capisaldi in Comune, Fondazione Musei e la Cini in arrivo) busserà da privati: «Aver sede a Venezia e la qualità dei progetti in campo dovrebbero attirare molto interesse», dicono.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: