Cena a casa Pollock

Un freddo sabato di novembre. Il 25 per la precisione, del 1950. E’ l’ultimo giorno di riprese del film con Hans Namuth. Sono ormai cinque anni che Jackson Pollock vive con la moglie Lee Krasner nella casa di campagna, a The Springs, vicino a East Hampton. Quella sera, attorno al tavolo di quercia, ci sono un po’ di amici.
Ha organizzato tutto Lee per festeggiare la fine delle riprese. Roast beef con yorkshire pudding, uno dei suoi piatti forti, e poi cavoletti di bruxelles, crema di cipolle, sughetto di carne e insalata. Tutto procede per il meglio. Ma a un certo punto l’atmosfera si fa tesa. Continua a leggere “Cena a casa Pollock”

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La Fenice, una Disneyland dell’opera?

L’inizio non lascia scampo: «Come fa notare Cristiano Chiarot, un coro e un’orchestra di un teatro lirico non sono solo un costo, ma una risorsa. Questa non è affatto un’intuizione brillante: nessun teatro lirico può funzionare senza i suoi musicisti». Il post compare il 24 marzo sul sito della rivista inglese The Economist, nel blog “Prospero” dedicato alla cultura e al teatro. Si intitola “Quello che i turisti vogliono” e lo firma E.H.B., ovvero Elizabeth Braw. Obiettivo: il Teatro La Fenice di Venezia. Continua a leggere “La Fenice, una Disneyland dell’opera?”

New economy di seconda mano

Una vecchia cinquecento bianca comprata nel 1967. Una statuina della regina madre vestita di viola trovata in un negozietto londinese. Un orologio da taschino, già vecchio nel 1969, quando è stato venduto da un orologiaio della Riviera del Brenta. Sono solo alcuni degli oggetti e delle storie che affolleranno il Social Museum che dal 1 aprile si aprirà on-line. Il sito, http://www.spazioriuso.it, è un portale sulla cosiddetta second hand economy, nato per iniziativa di Lenia Messina e supportato dalla Camera di Commercio di Venezia. Continua a leggere “New economy di seconda mano”

Sergio Alvarez, una Colombia di 35 morti

Sergio Alvarez ha la voce che sembra una cantilena triste. E gli occhi e il sorriso non sono da meno, di quelli che è facile trovare in America Latina. Classe 1965, dice di essere «figlio di un fabbricante di chimere e di una maestra di scuola». La sua Colombia è una giostra così violenta e tenera che ti verrebbe da non lasciarla mai e da allontanarti per sempre. Lui stesso vive tra Bogotà e Barcellona. Continua a leggere “Sergio Alvarez, una Colombia di 35 morti”

Sasha Arango o l’ambiguità perfetta

E’ lo sceneggiatore della più seguita tra le serie-tv tedesche, Tatort. Ora è anche un best-seller, grazie al suo La verità ed altre bugie (Marsilio, pagg.248, euro 17). Sasha Arango, 55enne di madre tedesca e padre colombiano, presenterà il suo romanzo a Venezia il 26 marzo all’Auditorium S.Margherita.
Protagonista è Henry Hayden, scrittore di successo che in realtà non ha mai scritto una riga. Dietro infatti ci sono le mani della moglie, la devota Martha. Nessuno è a conoscenza del segreto, neanche la sua editor, Betty, che poi è la sua amante. Tutto precipita quando quest’ultima gli rivela di essere incinta. Da lì, il nostro Hayden macchinerà un turbinio di menzogne e un delitto perfetto. Continua a leggere “Sasha Arango o l’ambiguità perfetta”

In missione per conto di Bacco

«Sono semplicemente in missione per conto di Bacco», taglia subito corto Franco. Come dire Vinitaly o meno l’Osteria Sottoriva è sempre pronta. Quattro tavolacci in legno dentro, una parete di vini e bicchieri, piccoli quadretti sotto il banco. Fuori una fila di tavoli sotto il portico di via Sottoriva. Franco indica la lavagna dove col gessetto c’è la lista di vini: «I tavoli si condividono. Il vino è lento». Così c’è scritto. Continua a leggere “In missione per conto di Bacco”

La sfida dei teatri

Cambia la geografia teatrale e come alla fine di una battaglia c’è chi canta vittoria, chi si lecca le ferite, chi difende la propria autonomia. Con la riforma voluta dal Ministro Franceschini, infatti, i teatri d’ora in poi si distingueranno in Nazionali (TN), di rilevante interesse culturale (Tric) e centri di produzione. Finora a Nordest si contavano 6 Teatri stabili di cui 4 pubblici, tre di innovazione per l’infanzia e uno di innovazione e ricerca.
Oggi, dopo le selezioni ministeriali e per almeno i prossimi tre anni, nell’elenco c’è un solo teatro nazionale, quello veneto (sui 7 prescelti tra le 19 candidature), tre Tric ovvero quello di Bolzano, il Rossetti di Trieste e lo Sloveno (quest’ultimo “fuori quota” per via della protezione culturale), due centri di produzione, cioè il CSS di Udine e La Piccionaia di Vicenza. Oltre a tutti gli altri, naturalmente. Continua a leggere “La sfida dei teatri”