Archive for maggio, 2015

La moschea di Büchel, l’arte della burocrazia

maggio 24, 2015

«Dove sono gli intellettuali che si commuovono per i profughi e dicono sempre le cose corrette?», si chiede lo scrittore Francesco Maino. Si riferisce alla Moschea di Christoph Büchel, il padiglione islandese per la Biennale in corso, chiuso venerdì da Ca’ Farsetti. Maino, l’autore del best-seller Cartongesso, è di San Donà ma con radici veneziane. E’ stata la sua una delle rarissime voci del mondo della cultura che in questi giorni si sia esposta (con un seguitissimo post in Facebook), nel pieno delle polemiche. Leggi il seguito di questo post »

Luca Nichetto, Venezia living-room

maggio 23, 2015

Se Venezia fosse un ambiente d’interni da ristrutturare, da dove comincerebbe un designer come Luca Nichetto? Lui ride: «Se fossi il sindaco insomma?». Un sindaco-designer, sì. «Ok, costruirei prima di tutto un living room: un luogo comune dove gli abitanti possano ascoltare una buona musica, leggere un buon libro e soprattutto parlare. Credo ce ne sia bisogno».
Luca Nichetto è uno dei più quotati designer in circolazione. Leggi il seguito di questo post »

Il Leone dell’Armenia

maggio 10, 2015

Nell’isola di San Lazzaro l’emozione è palpabile. Se nella Sala delle Colonne di San Giustinian, sede della Biennale, un applauso lungo e caloroso ha accolto il Leone d’oro assegnato al Padiglione Armeno, qui al monastero corre una sorta di euforia tra gli artisti, oltre che una gran folla di visitatori ingrossata dall’annuncio. Persino padre Elia, alla guida dell’isola-monastero e dei suoi 15 abitanti religiosi, cede a un sorriso e incrina il suo aplomb spiccio e imperturbabile: «soddisfatto e orgoglioso», finisce per dire anche lui. Leggi il seguito di questo post »

Padiglione Italia, un paese a mo’ di cripta

maggio 9, 2015

C’è chi l’ha paragonato a una cattedrale, con altari e navate. Chi a una città. E in questo caso a Vincenzo Trione, il curatore del Padiglione Italia, il paragone piace: «La sento come fosse una città, con strade larghe e sentieri stretti. E quartieri: in ognuno un artista». Dunque 15 quartieri-artisti, tutte «variazioni di uno stesso tema, la memoria». Ogni opera «un gesto sintetico», che lascia intravedere la trama del sottotesto e insieme a comporre una sorta di “Codice Italia”. Leggi il seguito di questo post »

Le motoseghe di Monica Bonvicini

maggio 8, 2015

Monica Bonvicini è alla sua quarta Biennale d’arte a Venezia. Eppure non ha mai esposto in Veneto. E in rarissime occasioni in Italia. Lo strano caso di questa artista, nata a Venezia nel 1965 e residente a Berlino da metà degli anni ’80, balza ancora più agli occhi se si pensa che è una delle sole quattro italiane volute da Okwui Enwezor e una delle due viventi (l’altra è Rosa Barba). Nel 1999 si è portata a casa il Leone d’oro come miglior artista nazionale, è poi sbarcata nel 2005 e ancora nel 2011 invitata da Bice Curiger. Nel frattempo ha collezionato mostre in tutto il mondo. Leggi il seguito di questo post »

Marx, il minimarket, l’umanità dolente

maggio 6, 2015

Si può entrare alla Biennale, passando in un minimarket di quartiere, che vende cibo in scatola e pizze surgelate e sbucare in una sorta di ferramenta/studio zeppo di attrezzi e di barattoli di vernice già usati e disposti uno sopra l’altro. Questo spiazzante e divertito luogo di oggetti non è altro che il padiglione canadese, trasformato dalla poetica delle cianfrusaglie e dal bricolage dello spazio dal collettivo BLG. Leggi il seguito di questo post »

Paolo Baratta, la mia Biennale

maggio 3, 2015

«Una delle ragioni per cui è così grande la stima verso la Biennale? Il fatto che è sempre stato chiaro come non abbia mai fatto il presidente per fini che non fossero quelli istituzionali. Dunque, nessun rimpianto». Paolo Baratta si riferisce alle voci che i mesi scorsi scommettevano su una sua candidatura alla poltrona di primo cittadino di Venezia.
Il 9 maggio inaugurerà la 56ma edizione dell’Esposizione Internazionale d’Arte, e se c’è un’istituzione considerata virtuosa è proprio la sua Biennale. A livello nazionale e a livello locale. Baratta aggiunge: «A volte ho dovuto essere un po’ impolitico. E non intervenire in un campo che non mi competeva». Leggi il seguito di questo post »